17 marzo 2010
Un trentenne calabrese mette in condivisione su E-Mule e simili le immagini (erotiche) di una minorenne dopo averla adescata su Facebook.
“Non ci stai? Allora metto le tue foto nuda su internet“. Sembra l’abc del ricatto sessuale nell’era del Web, l’evoluzione tecnologica della storia del fidanzato lasciato (o cornuto) che si vendica tappezzando il quartiere dell’ex con i suoi scatti lascivi d’intimità: una storia troppo stereotipo per sembrare vera. Eppure è successo davvero, ma con una variante importante: la vittima è una ragazzina.
SOCIAL NETWORK – Ha convinto una minorenne ad esibirsi in atti sessuale attraverso una web cam, poi, al rifiuto della giovane di nuove esibizioni, ha messo il filmato in rete sui internet. Per questo motivo un trentenne residente nella provincia di Reggio Calabria è stato arrestato dalla Polizia postale e delle comunicazioni con l’accusa di produzione di materiale pedo-pornografico, sostituzione di persona e detenzione di materiale pedo-pornografico. Le indagini sono partite dalla denuncia dei genitori della ragazza che avevano saputo delle immagini divulgate su internet. La giovane aveva conosciuto l’uomo, che si presentava con il nome “Aldo“, di 24 anni, di Roma, attraverso un social network come Facebook e simili. E, a quanto dicono le testimonianze, sembra che l’uomo sia riuscito a convincere la minore ad esibirsi in atti sessuali attraverso la webcam, e ha “catturato” le immagini con quei programmini che permettono di farlo attraverso Msn. Poi, non contento, le ha chiesto il bis, ottenendo a quel punto un diniego. E allora le ha mostrato le immagini che aveva rubato e l’ha minacciata dicendole che avrebbe avvertito i suoi genitori e che avrebbe messo in rete il primo filmato se non avesse continuato a esibirsi per lui. Al secondo “no”, ha messo in condivisione il filmato nelle cartelle di Emule.
FALSA IDENTITA’ - Dalle indagini è emerso che l’uomo, per adescare la minore, aveva inviato alcune foto non sue riproducenti un ragazzo di bella presenza che avevano fatto innamorare la giovane. Attraverso i dati telematici, gli investigatori della polizia postale di Reggio Calabria sono riusciti a risalire al luogo di connessione a internet e, con l’ausilio di indagini tradizionali, ad identificare il trentenne, poi arrestato. L’uomo, tra l’altro, ha immesso il filmato su internet attraverso programmi di file sharing, dai quali è praticamente impossibile eliminare il file. Gli investigatori, infatti, hanno verificato che il video era in condivisione tra più utenti internet, anche stranieri. La perquisizione nell’abitazione dell’arrestato ha permesso di scoprire ulteriori elementi a carico, anche se l’uomo aveva cancellato i dati incriminati insieme ad altri file a contenuto pedo-pornografico.



