Interni

Generazione Italia rischia di legittimare Silvio

17 marzo 2010

L’iniziativa finiana doveva essere resa nota solo dopo il voto. Ora, con gli annunci e le sponsorizzazioni di Bocchino, Fini e i suoi rischiano di essere incolpati dell’eventuale sconfitta del Popolo della Libertà, accusati di minare all’unità del partito e all’immagine del Pdl come forza coesa.

Sfida, chiarimento, battaglia. Si sprecano i sostantivi per definire il dualismo tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi interno al Pdl dopo l’annuncio dell’iniziativa Generazione Italia, che partirà ufficialmente ad inizio maggio, considerata come l’attacco decisivo sferrato dal presidente della Camera alla leadership del Cavaliere. La realtà sembra, però, essere diversa dalla comune accezione fattasi spazio negli ultimi giorni.

PESSIMO TEMPISMO - L’aver reso noto anzitempo il progetto finiano pare, infatti, possa recare più danni che vantaggi all’entourage dell’ex presidente di An e al suo nuovo progetto. La notizia del giorno è che in realtà molti ex An, che sarebbero già dovuti essere avvertiti dell’iniziativa Generazione Italia, in realtà non sapevano nemmeno dell’idea partorita da Italo Bocchino e Fini e che la cosa è stata inaspettatamente lanciata dalla stampa. Non c’era nessuna intenzione di annunciarla prima del voto, ma la questione si sarebbe dovuta porre dopo il voto per le Regionali, come tra l’altro aveva già anticipato lo stesso Fini quando nelle settimane scorse chiedeva un cambio di passo nella gestione del partito. Ora i finiani, per ironia della sorte, sono infastiditi dal fatto che i berluscones possono ribaltare a loro favore la partita ed additarli, nel caso di sconfitta alle regionali, come i soli responsabili della defaiance elettorale per aver contribuito a diffondere l’idea di partito spaccato in due. Generazione Italia, insomma, rischia di passare da possibile unica e valida alternativa all’attuale gestione del partito a principale fattore di sua legittimazione.

BERLUSCONES VS BOCCHINO - Dalle parti di Fini si percepisce il disappunto per la mossa di Bocchino. Il deputato, vicecapogruppo del Pdl, avrebbe infatti sponsorizzato fin troppo un’iniziativa che lo vede protagonista in prima persona. Gli viene contestato di averlo fatto al semplice scopo di rafforzare il suo ruolo nella maggioranza, per non vedersi messo ai margini qualora dopo il voto, prima o dopo il lancio della nuova associazione, si renderebbero necessari repentini cambi al vertice del partito con relativo stravolgimento degli incarichi. Non a caso è contro di lui che si scaglia il Pdl di fede berlusconiana. Ieri sera c’è stata una dura polemica all’interno del gruppo alla Camera. Il deputato ex azzurro Giancarlo Lehner si è scagliato contro Bocchino e la componente finiana dicendo che sono di fatto già fuori dal partito. “Bocchino, mio capogruppo vicario – ha fatto sapere Lehner - in realtà rappresentante di se stesso, ma che a me sta pure molto simpatico, benché ormai da tempo militi in uno schieramento politico diverso dal mio, da notevole uomo del dire, afferma qualcosa di curioso ogni giorno, festivi compresi: oggi, ha dichiarato che la neonata associazione finista aggrega forze a sostegno della leadership di Gianfranco Fini“.

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