Letta, Innocenzi, Masi e Silvio: piange il telefono per Santoro

17/03/2010 - Le intercettazioni della procura di Trani svelano un “mondo parallelo” dove commissari dell’AgCom, direttori generali della Rai, sottosegretari alla presidenza del Consiglio e il premier passano le giornate a cercare modi per bloccare le trasmissioni televisive. Tanto tuonò che piovve.

     
 

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Le intercettazioni della procura di Trani svelano un “mondo parallelo” dove commissari dell’AgCom, direttori generali della Rai, sottosegretari alla presidenza del Consiglio e il premier passano le giornate a cercare modi per bloccare le trasmissioni televisive.

Tanto tuonò che piovve. Repubblica pubblica le intercettazioni delle telefonate di Giancarlo Innocenzi, il commissario AgCom “agli ordini” di Berlusconi, e nelle conversazioni si scopre che il caso Santoro è un problema di Stato, tanto importante da costringere a intervenire persino Gianni Letta.

Al telefono con Innocenzi, il Cavaliere si sfoga per gli attacchi ricevuti dal programma di Michele Santoro, Annozero, in particolare per le puntate sul pentito Gaspare Spatuzza e sul caso Mills. «Giovedì c’è ancora Spatuzza – dice Berlusconi – e fanno il processo a me, non a lui, come appartenente alla mafia. Allora se voi non riuscite a fare sta roba qua, allora non lo so proprio…». Il premier, scrive il Giornale, è arrabbiatissimo per l’andamento a senso unico del programma e a Innocenzi dice: «Fate schifo, siete una barzelletta, che organismo siete e che ci state a fare. Non ne posso più, davvero fate qualcosa». Serve, secondo il Cavaliere, «una azione concertata» che consenta «di chiudere tutto». E suggerisce a Innocenzi di «fare un casino della Madonna, fai dichiarazioni pubbliche, tipo ‘mi vergogno di appartenere a una autorità che non decide niente (…). Adesso faccio una telefonata di fuoco al presidente dell’Authority». E di seguito: «Mi raccomando perchè adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta». In un’altra telefonata, il premier avverte Innocenzi di stare attento «a parlare di Calabrò, perchè ci sono voci, non so se siano vere, che sia sotto intercettazione». E il commissario Agcom risponde di credere di essere anche lui controllato. Il Cavaliere, al telefono con Innocenzi, si sfoga anche per le sue vicende familiari: «Mi stanno attaccando da tutte le parti - dice – sai quanto mi ha chiesto mia moglie? Tre milioni e 600 mila euro al mese. Fanno 45 milioni l’anno, novanta miliardi di lire, e siccome c’ha il giudice amico dell’avvocato (…) c’è il rischio che succeda che me li danno». Poi parla anche della causa con De Benedetti: «Il fisco mi chiede 900 milioni, De Benedetti ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni… Pensa te mia moglie 90 miliardi di vecchie lire, sono messo bene no? E poi - riporta Repubblica – le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece di essere dei giudici». Poi ci sono le intercettazioni tra Letta e Innocenzi.

Innocenzi: “Gianni, scusa sono Giancarlo”.
Letta: “Si, eccomi”.
Innocenzi: “Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto… Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto… Masi, sa tutto l’Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l’analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso”. Letta risponde con una parola incomprensibile.

Innocenzi: “Ho dato queste carte a Mauro (presumibilmente Masi-ndr). Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò (presidente dell’Agcom-ndr) gli dicesse (a Santoro-ndr): “Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills”. Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l’ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: “Se Calabrò dice ‘guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla’, io vado con questa e non gliela faccio fare… tu (Gianni Letta ndr) sei l’ultima spiaggia…”.

Insomma, la risorsa della Repubblica, l’apprezzato ciambellano di Corte, l’uomo della diplomazia di Silvio Berlusconi è anche l’ultima spiaggia per intervenire sull’Authority allo scopo di fermare la messa in onda della puntata sul caso Mills. Possibilmente, con un cavillo giudiziario: proprio quelle regole che sono forma e non sostanza se si sta parlando di liste elettorali da presentare in tempo.Subito dopo, è il 3 dicembre 2009, Innocenzi chiama il direttore generale della Rai Mauro Masi, il quale si dimostra interessatissimo e disponibilissimo, guidato solo dall’interesse aziendale:

Innocenzi: Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa… comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un cazzo.

Masi: dopo la D’Addario c’era spazio e modo per potere intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l’unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro-ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera.. Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare…”.

Per il pm è “un evidente riferimento al fatto di assecondare i desiderata del presidente Berlusconi“, per chi legge trattasi più che altro di un salto dalla sedia: Paolo Ruffini, insomma, è stato mandato via da Rai3 per questo motivo, a sentire il direttore generale della Rai, un’azienda pubblica finanziata con i soldi dei cittadini. Ce ne sarebbe abbastanza per dare le dimissioni. Che di sicuro, anche stavolta, non arriveranno. Anche perché, in un’intervista al Corriere della Sera di oggi, è lo stesso Masi a dire che è tutto a posto: “Mai ricevuto pressioni da alcuno e di alcun tipo“.

     
 

8 Commenti

  1. stefania scrive:

    Certo in un paese normale il caro Presidente del consiglio si sarebbe dovuto dimettere chiedendo umilmente scusa a tutti noi italiani arrivati al culmine della sopportazione.E invece no, lui resta lì e cerca di nascondere e negare anche l’evidenza.Ma cosa deve ancora succedere perchè i suoi “alleati” onesti si dissocino dalla sua persona e dalle sue malefatte?Chi avrà finalmente il coraggio di internarlo nel reparto di malati mentali?Perchè oggi davvero le parole di Veronica assumono una verità che è sotto gli occhi di tutti..”mio marito non sta bene” sì,lo penso anch’io.

  2. Mj scrive:

    ” l’unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro-ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera.”

    SE lui fa la pipì fuori dal vaso stasera. Ovvero, loro lo sanno che per quanto parziale, Santoro si mantiene nei limiti consentiti. Almeno tra di loro se la dicono qualche verità.

  3. Giancarlo scrive:

    Se fino ad ora esistevano dei dubbi sulla salute mentale del presidente del consiglio, effettivamente oggi, alla luce delle ultime notizie sulla vicenda “anno zero”, scompaiono e lasciano nelle persone normali una costernazione ed un timore inusitati. Le preoccupazioni nascono dalle possibili conseguenze che può subire un popolo nelle mani di un facinoroso mentecatto a cui tutto sembra essere permesso. Spero che la parte sana senz’altro minoritaria dei suoi alleati pwercepisca il pericolo e ne prenda le distanze, per non essre trascinata in una rovinosa ed irreversibile caduta. A maggior ragione mi auguro una denuncia senza se e senza ma anche di quella parte di opposizione molto spesso tiepida e contraddittoria, che fino ad ora o lo ha tollerato od ha minimizzato il suo operato. Vorrei segnalare la pericolosità degli atti e dei comportamenti che si sono succeduti negli ultimi tempi e che precludono a nefaste conseguenze per tutti noi. Questi sono i prodromi del fascismo! G.S.

  4. Tarquinio di Padova scrive:

    CREDERE TACERE OBBEDIRE
    Mussolini alias Berlusconi
    Povera Italia……………..

  5. Nomenklatura scrive:

    La cosa che mi lascia molto stupito è che B. sembra veramente credere alle cose che dice, la sua propaganda la sua negazione della realtà il ribaltamento dei fatti la narrazione epica delle gesta del capo, lui sembra proprio considerarle vere reali. Potrebbe essere il sintomo iniziale della fine del suo sistema di potere.

  6. sgrz scrive:

    il problema della lottizzazione rai e dell’indipendenza delle autority è politico, non giudiziario. La vedo dura a provare l’esistenza del reato di concussione

    (no spam)

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  8. Pingback: Sky contro la nomina dell’uomo di Silvio all’Agcom

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