Da 13 anni tiene in scacco la polizia di tutti gli States della Costa orientale. Da allora prosegue senza sosta la caccia ad un pericoloso violentatore seriale che ha mietuto vittime dal Rhode Island alla Virginia. Gli investigatori ne sono certi: “Sta per colpire ancora”.
Se pensate che solo in Italia la “polizia brancola nel buio” quando si tratta della cattura di pericolosi criminali seriali, questa storia vi farà di certo ricredere. Tredici anni d’indagini su e
giù per la East coast; una vera e propria caccia all’uomo finora senza esito, alla ricerca di un pericoloso stupratore seriale.
“LUI E’ LA FUORI” - Di lui, l’inafferrabile stupratore seriale che terrorizza da anni la East coast, la polizia sa quasi tutto. E’ un nero, di corporatura ed altezza media. Conoscono le sue abitudini, i suo modi, la sua voce. Sanno che fuma, che ha un dente scheggiato e nelle mani degli investigatori c’è persino il suo Dna. Eppure manca ancora lui, l’incubo della costa orientale che da 13 anni porta a compimento con agghiacciante puntualità i suoi terribili crimini. Si nasconde nelle stazioni di servizio, nei bar, presso le fermate degli autobus. Si confonde tra la gente così bene che nessuno si accorge di lui. Le sue vittime, sostiene la polizia, le studia con accuratezza. Le segue al lavoro, al centro commerciale o quando tornano a casa. Sa perfettamente quando sono più vulnerabili, quando sono a casa da sole, magari con i loro figli. Nonostante questa sua approfondita conoscenza, arricchita proprio in questi lunghi tredici anni di ricerche, gli inquirenti versano in uno stato di frustrazione, perché lui, in un modo o in un altro, riesce sempre a svanire. Colpisce in modo spietato. La sua prima vittima fu una donna stuprata nella contea di Prince George alla fine del 1990, poi ha colpito in Virginia e poi, ancora, nel New England. Ora è tornato nel Nord della Virginia. Gli stupri più recenti sono stati compiuti il giorno di Halloween a Dale City, quando ha violentato tre ragazze in un bosco. “Lui è molto scaltro, un predatore senza paura“, ha detto il sergente Kim Chinn, portavoce della polizia della Contea di Prince William. “Lui è la fuori, sappiamo perfettamente che non si fermerà fino a quando non sarà catturato“. “È come un leone affamato in cerca della sua preda“, ha invece detto una delle sue vittime, una donna che è stata violentata nel suo appartamento a Leesburg nel 2001.
UN TIPO FORSE “NORMALE” - La polizia di Maryland, Virginia, Connecticut e Rhode Island ha cominciato la caccia al violentatore da oltre un decennio. Di sicuro il suo Dna lo ricollega allo stupro di almeno 12 donne, anche se la polizia sospetta che sia, in realtà, implicato in almeno 17 casi e forse pure di più. Gli esperti dicono che lo stupratore è probabilmente alla continua ricerca di una vittima. La polizia immagina che abbia una vita “normale”, magari quando non è preda dei suoi raptus, è una persona calma e gentile. I suoi metodi restano imprevedibili. Ha attaccato le sue vittime con una pistola, un coltello, un cacciavite oppure con una bottiglia rotta. Ha avvicinato le donne con una conversazione banale, spesso con una richiesta d’informazioni. E poi passato rapidamente dai complimenti alle minacce, a quella più terribile, quella di ucciderle. Fortunatamente, al di là della violenza degli stupri, non ha ancora ucciso. Oltre alla sua voce profonda, che molte delle donne affermano di riconoscere, le sue descrizioni sono però piuttosto vaghe: l’uomo è nero e presenta corporatura media. Nessun altro dettaglio, quindi. In questi anni, la polizia ha passato al setaccio un centinaio di sospetti, ma tutti sono risultati poi sempre estranei ai fatti. Durante il suo primo stupro sembra che l’uomo indossasse un casco da sciatore mentre andava in bicicletta lungo il Marlboro Pike a Forestville, poco dopo la mezzanotte. La sua vittima fu una giovane venticinquenne che camminava da sola. L’uomo si avvicinò e cominciò a parlare. In seguito, poi, tirò fuori una pistola e la violentò.



Pingback: ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!
Pingback: www.upnews.it
Pingback: www.blog-news.it
Pingback: diggita.it
Pingback: kligg.org
Pingback: www.pubblicanews.it