Il “choosy” della Fornero e la generazione che non c’è

di - 22/10/2012 - I giovani italiani non si sentono "schizzinosi" e così rispondono. Con ironia e rabbia

Il "choosy" della Fornero e la generazione che non c'è
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No. E’ ufficiale. In Italia esistono persone ai posti di comando che non hanno alcun legame con la realtà. Come spiegare altrimenti l’uscita del ministro Elsa Fornero sui giovani “choosy“, schizzinosi, che ha spazzato come un turbine il convegno di Assolombarda al quale stava partecipando?

PERCHE’? - Rassegnato all’idea che tale parola sia entrata prepotentemente nel vocabolario politico di questo Paese, non ci tocca altro che contestualizzare e capire per quale motivo è stata pronunciata da una donna sicuramente intelligente e conscia dell’effetto che hanno le sue parole e sopratutto quali sono stati gli effetti, molto probabilmente indesiderati. Andiamo con ordine. Questa fu la prima versione delle parole della Fornero: “I giovani escono dalla scuola e devono trovare un’occupazione. Devono anche non essere troppo choosy, come dicono gli inglesi. Cioé, io dicevo sempre ai miei studenti: ‘Prenda la prima, poi da dentro lei si guarda intorno”. D’altra parte oggi in italia sono milioni i giovani “fermi”: non studiano e non lavoro. Ma quanto dipende da loro e quanto, invece, dalla situazione?

 

LEGGI ANCHE: Cosa significa “choosy” per la Fornero

 

RETROMARCIA CONFUSA - E questa invece la seconda: “Non ho mai detto che i giovani italiani sono schizzinosi. I giovani italiani sono disposti oggi a prendere qualunque lavoro, tanto è vero che sono in condizioni di precarietà. E quindi ho detto che in passato che poteva capitare, in passato, quando il mercato del lavoro consentiva scelte diverse”. Insomma, due cose diverse. La Repubblica si è divertita a mettere a confronto le due versioni, ed anche alla persona più distratta appare chiaro che le due dichiarazioni vogliono dire due cose opposte.

CI VUOLE ESPERIENZA - Partiamo da un presupposto estremamente condivisibile. Bisogna entrare nel mondo del lavoro. Questo è stato il grande sbaglio che ha coinvolto in maniera del tutto inconsapevole centinaia di migliaia di studenti. La laurea non basta se non si associa un’esperienza, anche la più bassa. Studiare farmacia mentre di notte si puliscono uffici significa essere già pronti per affrontare le difficoltà di un impiego lavorativo. La cosa che manca in assoluto è il tempo, e questo vale anche nel mondo del lavoro. Anzi. Per entrare in un’azienda bisogna dimostrare di essere in grado di spostarsi in un ufficio, di relazionarsi con i colleghi, di sapere se e quando dare risposte ai capi.

UNA BRUTTA PAROLA - Ovvio, si tratta di cose che s’imparano con l’esperienza, ma ci vuole fatica per guadagnarsela, altrimenti all’alba dei 26 anni si rischia di perdersi tra vari stage sotto pagati se non addirittura gratuiti. Ci vuole esperienza, ci vuole capacità di stare al mondo, ci vuole cognizione dell’ambito lavorativo. Eppure quella parola, choosy, messa così non poteva andare bene, perché è offensiva e descrive la situazione che si è venuta a creare. “Noi non siamo schizzinosi, è il sistema che non ci aiuta”. Il gesto da pompiere ha forse peggiorato le cose, perché ha smentito sé stessa dimostrando di non sapere quale direzione prendere. Non un bel biglietto da visita per una donna che in pochissime settimane ha cambiato il mercato del lavoro.

LA RABBIA SU TWITTER - Come detto i giovani si sono sbizzarriti nel commentare le parole del ministro. In queste ore Twitter sta letteralmente esplodendo per via dell’hashtag #choosy. Quello che emerge è la miseria della situazione lavorativa italiana, tra persone che sarebbero pronte anche a lavare i bagni in stazione pur di avere un lavoro ed altri che aspettano di poter fare qualcosa per la quale hanno studiato. Trattasi di una legittima aspirazione, sicuramente. Del resto forse la verità sta nelle parole del moralizzatore: “siamo certi che accettereste qualsiasi lavoro e che non siate veramente #choosy ?!”.

VOGLIAMO ECCELLENZA - Chissà, in fondo le parole se le porta il vento. Intanto la società reale del Paese su Twitter esprime il suo malcontento. Antonio Trifò risponde a suo modo al moralizzatore: “Sono #choosy. L’ultimo lavoro che ho rifiutato era come venditore porta a porta di contratti luce/gas. A provvigione, benzina a mio carico.”. Marco Sebastio racconta la realtà di molti in questo Paese, specie nella fascia 25-30: “Pensare che in Italia c’è chi accetta 600 euro al mese ad occhi #choosy. Alessio Testa chiede uno strumento per migliorare: “La #Fornero dovrebbe dare ai giovani gli strumenti per diventare eccellenze, non dovrebbe invitarli a essere poco esigenti / #choosy“. Alessio, il problema è che l’eccellenza te la devi meritare.

TIRCHIA - Dada si limita ai soldi: “Facciamo a cambio?io il tuo stipendio e tu che fai la schizzinosa?solo un mese!ci stai? #choosy”. Ovviamente del lavoro non le importa nulla. Meglio la “fresca”, no? Sullo stesso tema Marta Mac: “è facile dire ai giovani di non fare gli schizzinosi (o #choosy che fa piu cool) quando il tuo posteriore e quello dei tuoi cari è al caldo.” Lorenzo Frank(ini) invece giudica la scelta del ministro di spendere 620 euro al mese per la sua stanza romana: “La #Fornero spende 620€ mese x la sua stanza a Roma. Piú che #choosy direi stigny visto quanto guadagna.”. Come se adesso sia obbligatorio spendere tanto visto che si guadagna tanto.

CI VUOLE CORAGGIO - Probabilmente il ministro Fornero ha peccato di coraggio, usando un termine sbagliato. Qualcuno si è chiesto per quale motivo se n’è dovuta uscire necessariamente con questo “choosy” durante il convegno organizzato da Assolombarda, ma visto che aveva deciso di fare quest’uscita, doveva esserne convinta fino in fondo, incurante delle critiche, degli attacchi, della veemenza e della violenza verbale. Le contestazioni al circolo sociale nei pressi di Torino da parte dei Cobas e di esponenti di Rifondazione Comunista, per quanto beceri, ci stanno visto l’argomento. Ed appunto immaginando che sarebbe nato questo putiferio, avrebbe dovuto continuare.

FULL IMMERSION - Avrebbe dovuto spiegare alle centinaia di migliaia di ragazzi in attesa di un’occupazione o di un qualcosa che garantisca loro il futuro quello che hanno sentito negli anni i suoi alunni. L’Italia è piena di esempi di persone che hanno fatto fatica per ottenere un lavoro. Adesso anche una raccomandazione non serve quasi più. Bisogna essere pronti subito. Bisogna capire come funziona un ufficio, quali sono i meccanismi tra colleghi, bisogna subito immergersi nella realtà dell’ambiente che si vive. Se non si riesce a farlo basta, via, si cambia cavallo. Siamo in molti, moltissimi, e tutti aspiriamo al meglio, ma il meglio non c’è per tutti, per una questione meramente fisiologica.

RICORDATE I BAMBOCCIONI? - Giovannino Agnelli, figlio di Umberto ed Antonella Bechi Piaggio, entrò in catena alla Comau nel 1982 con lo pseudonimo di Giovannino Rossi. Giovannino Agnelli. Perché? Perché così capì subito la realtà dei suoi colleghi, realtà che tradusse in politica attiva quando divenne Presidente della Fiat. Sono questi gli esempi che andrebbero evocati. Quanti di voi conoscono amici che hanno perso vacanze, weekend, storie d’amore per crearsi un futuro? Fornero ha sbagliato ad usare una parola brutta ed ha sbagliato doppiamente in una marcia indietro ridicola. Ma ricordate quando un certo Tommaso Padoa Schioppa parlò di bamboccioni?

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2 Commenti

  1. vittimep2 scrive:

    Fra poco il ministro Fornero (non dimentichiamoci del marito Mario Deaglio, suo suggeritore permanente) riprenderà i discorsi del presidente americano Hoover nel 1932, quando in piena depressione disse ai disoccupati dopo avergli tolto per legge il sussidio di disoccupazione: “Finora lo Stato vi ha aiutato, ora siete voi che dovete aiutare lo Stato”. Amen
    http://vittimep2.blogspot.com

  2. Antonella scrive:

    E’ indecente, tutti i genitori, come me, che hanno figli che si sono sempre dati un gran da fare, ma che rimangono, comunque, super-sfruttati, conoscono la dura realtà. Ma la signora, se così vogliamo nominarla (mio padre diceva, prima si è signori veri, sempre, e in seguito, magari si diventa…dottori), non conosce la VERGOGNA?

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