Il punto sulle novità calcistiche dalla moviola in campo ai barellieri
Lo scorso 6 marzo l’IFAB ha tenuto il suo 124° appuntamento annuale. L’organo che sovrintende alle modifiche regolamentari calcistiche aveva 4 punti all’ordine del giorno ma agli onori della cronaca è andato solo uno dei temi previsti nell’ultimo, riservato non a delle vere proposte ma solo agli argomenti su cui discutere per eventuali decisioni future. In particolare, si trattava del proseguimento della discussione del 122° appuntamento alla luce degli ultimi
sviluppi concernenti la tecnologia da applicare alla linea di porta. Era quindi improprio dire che l’IFAB stesse decidendo sulla “moviola in campo”: più correttamente si stava trattando dei sensori da applicare ai palloni e dell’uso di telecamere da piazzare nelle porte. Come noto, l’IFAB ha deciso di troncare sul nascere ogni sviluppo sull’argomento, almeno per il prossimo futuro. Ammettere ora la tecnologia in questi frangenti poteva essere interpretato come solo il primo passo verso un suo uso generalizzato. Infatti, come ricordato dal Segretario Generale FIFA, Valcke, se si usasse la tecnologia per stabilire se il pallone sia o meno entrato in porta, si avrebbe come conseguenza il richiedere la tecnologia anche per altre situazioni come il fuori gioco ed ogni altra azione dubbia, arrivando inevitabilmente ad una e vera propria moviola in campo. Il cui uso continuo durante la gara comporterebbe una sua frammentazione dovendo ogni volta fermare il gioco e valutare la singola azione alla tv. Infatti, è difficile credere che non si finisca per abusarne, e fermo restando, come ricorda il sottoscritto, che bisognerebbe in ogni caso preliminarmente codificare non tanto chi o per quali azioni ma quando richiederla concretamente (s’interrompe il gioco? si attende il termine di ogni azione?), problema che al momento non è mai stato posto e sul quale non sono state trovate quindi soluzioni, giacché dalle parole dell’IFAB si capisce che l’idea di un “arbitro regista” non è stata presa in considerazione.
REGOLE – Tuttavia tale accantonamento è stato deciso a maggioranza, ben sapendo fra l’altro di andare contro la maggioranza degli appassionati, ma senza dimenticare l’esigenza di aiutare l’arbitro a sbagliare il meno possibile: ragione per cui è quasi certa l’adozione degli “arbitri di porta”, ora usati in via sperimentale il Europa League, argomento compreso sempre nel 4° punto dell’ordine del giorno, sul quale è stata rimandata ogni decisione definitiva al prossimo maggio. In effetti se la “moviola in campo” ha monopolizzato i commenti sull’ultimo incontro IFAB, è anche vero che è stato (quasi) l’unico punto su cui si sia stabilito qualcosa a livello definitivo, senza rimandi a fra due mesi. Gli altri temi su cui decidere se proseguire o meno la discussione riguardavano essenzialmente il calcio di rigore, chiedendosi se si possa ammettere l’interruzione della rincorsa del battitore e soprassedere all’espulsione diretta (quando prevista) in caso di concessione del tiro dal dischetto, considerando che in tale situazione chi subisce il cartellino rosso oltre a dover abbandonare il campo ed aver causato un rigore contro la propria squadra, debba poi scontare una squalifica (in pratica di valutare se la tripla punizione ora prevista non sia eccessiva). L’ultimo tema riguardava la possibilità di dare maggiore incisività all’intervento del quarto uomo già con segnalazioni all’arbitro durante la gara.
ESEMPI - Le proposte regolamentari vere e proprie coinvolgevano 2 regole.
Iniziando dalla regola 1, si questionava sulla forma dei pali della porta, giacché qualche furbacchione se vede scritto “possono” ritiene che l’elenco che ne segue non sia esaustivo ma solo esemplificativo, per cui si chiedeva di ricorrere al “devono”, e sempre chiedendosi quale altra forma oltre alle consentite quadrata, rettangolare, circolare o ellittica, si sia cercato di usare per arrivare a scomodare l’IFAB. Proseguendo colla regola 1, si chiedeva la rimozione del divieto di apporre marchi e loghi non commerciali sulle bandierine degli angoli. Più sostanziose le proposte scozzesi riguardo la regola 5, dove si chiedeva di apporre nuove eccezioni all’obbligo per cui un giocatore infortunato debba allontanarsi dal campo per essere soccorso. Per equità sportiva e per impedire che una squadra rimanga danneggiata da un’eccessiva inferiorità numerica, si chiedeva di consentire le cure in campo se il giocatore fosse rimasto vittima di un intervento di un avversario oppure per l’intervento di un compagno a patto che anche quest’ultimo fosse rimasto infortunato. A ben leggere, di fatto, i casi di allontanamento dal campo per le cure mediche si sarebbero ridotti solo agli infortuni patiti “da soli” o a causa di compagni rimasti però illesi. L’IFAB ha deciso di rigettare la prima fattispecie e di rimandare a maggio per decidere sulla seconda. Infine, si era proposto che i barellieri possano entrare in campo solo dopo specifica autorizzazione dell’arbitro e non ogni volta che entrano i sanitari.


