Riusciranno i nostri eroi a sconfiggere l’evasione fiscale?
25/09/2008 - Le tasse in Italia non sono troppo alte, ma chi le paga ne paga tante. Colpa dell’evasione fiscale. Che però può essere efficacemente contrastata. Basta volerlo, e in Italia non tutti vogliono La pressione fiscale (calcolata come rapporto tra le
Le tasse in Italia non sono troppo alte, ma chi le paga ne paga tante. Colpa dell’evasione fiscale. Che però può essere efficacemente contrastata. Basta volerlo, e in Italia non tutti vogliono
La pressione fiscale (calcolata come rapporto tra le imposte pagate e il Pil) in Italia è attorno al 40%, in linea con quella degli altri paesi. Ma se si tiene conto dell’economia sommersa, che Istat e Agenzia delle Entrate stimano attorno al 20% del Pil, la pressione fiscale effettiva diventa circa il 50% del Pil. Sono più o meno 300 miliardi di euro l’anno di evasione o elusione, l’equivalente di una quindicina di manovre finanziarie. Con il bilancio dello Stato in affanno ed una congiuntura economica che non promette nulla di buono, per tenere i conti in ordine senza fare macelleria sociale ci vorrebbe proprio un’efficace lotta all’evasione. Ma la si vuole fare?
LOTTA ALL’EVASIONE: SINISTRA BATTE DESTRA – La lotta all’evasione, ovviamente, non è di destra o di sinistra. Però, alcuni studi mostrano che se si confrontano i dati delle dinamiche della pressione fiscale apparente con quella effettiva, o l’evoluzione nel tempo della base imponibile dell’Iva evasa, entrambe buone proxy dell’evasione fiscal
e, si nota che con i governi di centrodestra cresce l’evasione, mentre accade il contrario con i governi di centrosinistra. Anche considerando che il centrodestra ha governato in anni di bassa congiuntura, dove più forte potrebbe essere stata l’evasione di “sopravvivenza” (quella delle tantissime microimprese marginali a basso reddito che la usano come unica possibilità di sopravvivere), l’alternanza di governi (e relative politiche fiscali) avrebbe comunque influenzato le scelte dei contribuenti. Quelle della seconda metà degli anni ’90, con il centrosinistra, hanno ridotto l’evasione. Quelle di segno opposto, condoni e mancato aggiornamento degli studi di settore in primis, l’hanno fatta aumentare. Insomma, gli effetti-annuncio, la loro credibilità e i “processi di apprendimento” dei contribuenti contribuiscono a spiegare alcune repentine e sensibili variazioni dell’evasione.
LE STRATEGIE ANTI-EVASIONE – Nel biennio 2006-2007 la strategia adottata dal Ministero dell’Economia, anzi, più precisamente, dall’Agenzia delle Entrate, è stata abbastanza efficace: l’Iva ha registrato una crescita di gettito quasi doppia rispetto all’andamento dei consumi interni, cui è direttamente riconducile. A parità di aliquote, una parte rilevante del differenziale di crescita tra gettito e base imponibile fu dovuto ad una precisa strategia, contenuta nel decreto legge 233 di luglio 2006, e fatta di emersione della base imponibile, di aggiornamento degli studi di settore, di aumento delle procedure di accertamento e controllo. Con dei risultati. Questa strategia porta la firma “tecnica” di Massimo Romano, direttore dell’Agenzia delle Entrate, uno degli artefici anche della riforma “telematica” del fisco e della riforma dell’amministrazione finanziaria. Una serie di interventi che tra il 1996 e il 2000 prima e nel 2006-2007 poi hanno fatto aumentare l’adempimento spontaneo, la “tax compliance”.
LA TAX COMPLIANCE – E’ la propensione a pagare spontaneamente le tasse. Perché l’evasione elevata non è un fenomeno strutturale ed ineliminabile. Ci sono molti esempi di miglioramento dei rapporti tra contribuenti e amministrazione finanziaria, rendendo da un lato più semplici gli adempimenti dall’altro più efficaci e stringenti i controlli: in Ungheria, in Svezia, negli USA. In Irlanda si è passati in poco più di 10 anni da un evasione del 40% ad una del 4%, razionalizzando l’assetto organizzativo della Irish Revenue, potenziando l’intelligence e creando competenze specifiche (le large case divisions), migliorando i rapporti con l’utenza, aumentando i punti di informazione e di “ascolto” dei contribuenti e semplificando le procedure. Si sono informatizzate strutture e procedure, promuovendo l’uso di internet per presentare le dichiarazioni. E si sono fatti spietati gli accertamenti per chi sgarrava, accelerando le procedure grazie a un notevole snellimento dell’iter burocratico e alla piena cooperazione delle autorità giudiziarie.
E IN ITALIA? – Anche in Italia, come abbiamo visto, sotto la guida di Massimo Romano, si è cominciato a fare qualcosa. Una prima volta, poi interrotta nel 2002 dalle politiche dei condoni di Tremonti. E una seconda, breve ma con incoraggianti progressi, con l’ultimo governo Prodi. E adesso? Con estrema correttezza, Massimo Romano si è dimesso non appena insediato il nuovo governo. Al suo posto è stato nominato Attilio Befera. Tremonti poteva anche respingere le dimissioni e lasciar continuare Romano, ma comunque il suo prescelto è un uomo che sembra avere le carte in regola: superispettore del Secit, anche lui chiamato da Visco, è considerato un uomo bipartisan, e ha guidato in questi anni la creazione del concessionario unico della riscossione (Equitalia) che è ritornato ad essere pubblico, incorporando i rami d’azienda delle banche che effettuavano questa attività. Ed ha subito chiarito che non intende abbassare la guardia.
RIAUMENTA L’EVASIONE? – Purtroppo però, al di là delle indubbie capacità di Befera, le cose non vanno bene come dovrebbero. E’ vero che nei primi 8 mesi del 2008 il Gruppo Equitalia ha riscosso qualche miliardo di euro, con un buon incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it , fa notare che lo studio della sua organizzazione mostra che “i recuperi di evasione ottenuti dall’Agenzia delle Entrate nei primi 8 mesi del 2008 sono inferiori a quanto incassato nel 2007, se si tiene conto dell’inflazione, e la lotta all’evasione fiscale è ferma: a fine 2008 gli incassi saranno inferiori di circa 1 miliardo di euro rispetto ai 4,2 miliardi promessi al governo da Attilio Befera”
QUANTA STRADA DA FARE! – La lotta all’evasione non è di destra, non è di sinistra. Un uomo bipartisan è quanto di meglio ci sia per guidarla. Anche se ha preso il posto di uno che qualche risultato lo ha ottenuto. Comunque, le intenzioni ci sono. I fatti meno. Per ora, ci sono le modifiche non proprio anti evasione prese nel decreto legge 112, di cui si è già parlato. E per ora, a proposito di Tax compliance, si continuano a leggere storie come quella di Eligio Ermeti, pubblicata da Repubblica. Il sig. Ermeti, che abbiamo contattato, deve al fisco una certa somma, e dice che quando “Finalmente ho trovato il denaro per saldare il mio debito, ho scoperto che non posso pagare con il bonifico bancario, non posso domiciliare in banca le rate, non posso pagare con bollettino on line. Posso solo presentarmi di persona allo sportello o spedire un bollettino da un ufficio postale. Siccome lavoro a Roma e devo pagare l’ Equitalia di Ferrara, la cosa diventa un po’ scomoda e complessa.” Equitalia, per inciso, è la concessionaria di cui Befera è stato a capo in questi anni. Insomma, il lavoro da fare, volendo, non manca.













Alla fine dovranno fare di necessita’ virtu’, sono ottimista (forse).
@Lkv:
Speriamo. Altro da fare non hanno, se non riaumentare il deficit.
Will see.
SECONDO IL MIO MODESTO PARERE, L’EVASIONE FISCALE E’ E SARA’UNA BURLA IN ITALIA FINOA A QUANDO L’ABBATIMENTO DI QUEI “MURI” CHE PORTANO ALL’INCREMENTO DEL TASSO VITA NON VERRANNO DEMILITI NON CON CAMPAGNE POLITICHE MA VERE E PROPRIE LOTTE SOCIALI!!!!
MENO MAGNA MAGNA IN ITALIA E MEGLIO SI STA PER POI NON PARLARE DEI PROBLEMI RIGUARDANTI I “SOSTENTAMENTI” DELLE PERSONE ESTERE…..
INSOMMA, PERCHE’ CONTINUARE A SOGNARE QUANDO INVECE LA REALTA’ SI PRESENTA IN MODO BEN DIVERSO???
e a che serve che scrivi in maiuscolo scusa?
Per dare spessore a quanto scrive.
@Bibbia:
Io mi dispiace ma proprio non riesco a capire cosa volevi dire…
Un sorriso lo stesso, in minuscolo…
I governi vampiri del centrosinistra criminalizzano e sottovalutano (secondo me di brutto) l’evasione di “sopravvivenza”, mentre il PdL solo recentemente sta considerando (quantomeno formalmente) l’evasione un problema, quindi ha poca credibilità su questo tema. Ci vorrebbe una via di mezzo?