Piccolo spazio pubblicità
15/03/2010 - Fra spot e realtà si dipana la vita di un paese fra un passato non del tutto cancellato e un futuro incerto L’atmosfera è avvelenata. Il clima è saturo. Nell’aria c’è polline di Lui. Si respira, si starnuta: Ecce Silvio!
Fra spot e realtà si dipana la vita di un paese fra un passato non del tutto cancellato e un futuro incerto
L’atmosfera è avvelenata. Il clima è saturo. Nell’aria c’è polline di Lui. Si respira, si starnuta: Ecce Silvio! Metà paese è allergico a quest’uomo ma lui non se ne cura. Dicono sia un altruista: se lo fosse veramente, si sarebbe già ritirato dalla scena politica spargendosi il capo di ceneri. Qualcuno protesta: “ehi, ma noi che
lo sosteniamo e che non possiamo vivere senza, non siamo anche noi nel novero degli italiani?” Sì, lo siete, ma non siete tutti. Forse meno della metà.
CATEGORIE - Ma non importa, non è questo il punto.Il punto è che io sono un uomo limitato. Io non so immaginare un altro mondo diverso da questo. Un’altra Italia possibile è per me inconcepibile, mi spiace Bersani. Di più e di meglio non è dato. L’Italia è questa. Sì, Berlusconi è uno scandalo e costringe l’agenda, il pensiero politico a occuparsi della sua hybris e delle sue malefatte. Ma siamo sicuri che, una volta detronizzato, scompaia non solo lui ma anche ciò che rappresenta? Il mio timore, in fondo, è che il berlusconismo sia diventato una malattia che abbia pervaso gran parte del corpo sociale italiano. Come dice bene Carlo Cipiciani, parafrasando Flaiano, «in Italia i berlusconiani si dividono in due categorie: i berlusconiani e gli anti berlusconiani». Secondo me, allora, serve distrarsi. Serve andare in terapia per disintossicarsi dal tarlo dell’Uomo Cerone. È un lavoro duro, lo so, ma necessario. Al fine di non ripetere gli errori dell’anti-fascismo che si è sempre proposto, storicamente, come anti senza, di fatto, estirpare il fascismo sotterraneo, carsico che alimentava le menti di molte persone in Italia.
DIVERSITA’ - In Italia cioè non avvenuto ciò che è accaduto in Germania con la sradicazione, lo smantellamento mentale e l’espiazione popolare per il nazismo. Salvo alcune frange estremiste controllate e ben emarginate, in Germania non è accaduto che nostalgici del Führer nemmeno tanto revisionisti arrivassero a ricoprire incarichi ministeriali. Dunque, prima di tutto occorre tener presente che la deberlusconizzazione del Paese non passa soltanto attraverso la detronizzazione di Berlusconi. Berlusconi è un sistema di ottenebramento mentale, di sguardo fisso sul presente, di annullamento di prospettiva futura. Ma qual è uno dei modi in cui il berlusconismo manifesta la sua forza e il suo radicamento? È il credere che la pubblicità sia un bene necessario.Molti in Italia si sono scordati che il potere enorme del Presidente del Consiglio dei Ministri deriva da quel meccanismo perverso chiamato pubblicità. La pubblicità è inganno per definizione, è specchio per le allodole, è far credere vero ciò ch’è falso. Ed è questo il punto, il discrimine. Continuare a credere che un caffè sia buono perché te lo dice quel tale, o comprare un’auto perché te lo dice quell’altro è una fandonia. E questa fandonia deve essere bloccata dicendo chiaramente, a chi spende a cuor leggero i soldi per far credere il falso, che è un mentitore e che chi gli fa credere il contrario è padre di ogni menzogna.
ESEMPI – È agli operatori economici che mi rivolgo, dunque, dicendo di non aprire la porta a quegli agenti pubblicitari che vi fanno credere che gli spot servano a qualcosa. Spendete i vostri soldi in ricerca, in qualità, o anche assumendo qualche persona che sarà poi vostro consumatore. Cosa crede, per esempio la Fiat? Che sia davvero il simpatico Fiorello a farle vendere qualche auto in più? Provi a non licenziare dieci operai e vedrà come questi saranno più propensi ad acquistare il loro prodotto senza nemmeno bisogno di incentivi. Mi ricordo sempre quando una volta, mi pare su Cuore, Michele Serra si
chiedeva come mai la Lavazza avesse bisogno del grande Nino Manfredi per far credere ai consumatori che il loro caffè fosse buono: “Son bravo a dirglielo anch’io, e gratis”, scriveva Serra e aveva ragione. Per restare nel frivolo del caffè: uno dei marchi più venduti del gruppo Lavazza è il Bour Bon; la gente lo compra perché gli piace e tal prodotto non gode di nessun annuncio pubblicitario ormai da anni! Tali esempi potrebbero essere moltiplicati per molte altre importanti aziende. Tutta la massa enorme di denaro che finisce nelle casse di Publitalia, della Sipra e di altre agenzie di raccolta pubblicitaria andrebbero investiti, ripeto, altrove: l’economia reale delle aziende non avrebbe da perdere altro che le catene della menzogna e altro da guadagnare che in credibilità e in onorabilità. Qualcuno potrebbe obiettare: “ehi, ma così si perderebbero tanti posti di lavoro nel gruppo Mediaset e affiniñ”. Sì, ma sarebbero riassorbiti da quelle aziende libere di non pagare più il dazio alla dittatura della pubblicità. Il mulino bianco sarebbe popolato di persone vere, e non dalla finzione. Tutto questo fino a raggiungere la soglia critica in cui i prodotti più trendy si vanteranno di non avere più alcuna sponsorizzazione e sugli scaffali dei supermercati saranno i più ricercati.













Sarà proprio per questo motivo che quando scelgo un prodotto, non guardo tanto alla marca ed alla sua pubblicità, ma ai suoi ingredienti, provenienza, alla sua scadenza se si tratta di qualcosa di commestibile.
Per gli altri generi guardo alla loro funzionalità ed alla qualità del tessuto nel lungo termine: stessa cosa bisognerebbe fare per la scelta di un politico che dovrà gestire il governo dei problemi del nostro paese e quindi della nostra vita. Il suo programma sono gli ingredienti ed il buon tessuto è la “stoffa” di cui è fatto e Berlusconi è in scadenza, me lo auguro proprio ed è un abito made in China, contraffatto e schifosamente sintetico.
Io penso che si debba stare molto attenti a parlare del mito (produttivista, se non arcaizzante…) dell’”economia reale”… Pubblicità e finanza non sono capricci effimeri del capitale, ma sono i soli metodi con cui questo può sopravvivere (artificialmente). Ovvero feticizzando comportamenti e psicologie. Divenendo media, comunicando bischerate… rincretinendo. Non si può pensare di ritornare alla cosiddetta “economia reale” (capitalista) e alla genuinità dei tempi che furono, quando nessuna nostalgia o ritorno indietro è possibile… e questo almeno dalla conversione in dollari dell’oro (anni ’70). Siamo in un’economia completamente arbitraria, “nominalista”, monetarista, aleatoria e artificiale… Viviamo in una simulazione che prendiamo per buona. E non c’è altra possibilità, a quanto pare, che contestare il sistema per intero, dalle basi, rompere il (pur inesistente e mitologico) “contratto sociale”, rivedere i principi basilari cui purtroppo siamo assuefatti nella stragrande maggioranza (le nostre abitudini al lavoro salariato, al parametro del PIL, alla delega, all’uso delle banche, del denaro, alla gestione della proprietà, alle tecnologie del sé, al “Nome del Padre”, al familismo, all’irresponsabilità, ecc…). La crisi attuale vedrà probabilmente il lento scomparire dei residui di una classe che un tempo si chiamava “borghesia” (insieme al romanticismo, ai sentimentalismi, alle ipocrisie e alle nostalgie)… Quel che sembra venir fuori da questa decomposizione sociale è, per ora, un’oligarchia di ricconi neo-liberisti e una massa eterogenea di nuovi schiavi… alcuni persino con tendenze penosamente ed esplicitamente neo-fasciste.
“Secondo me, allora, serve distrarsi. Serve andare in terapia per disintossicarsi dal tarlo dell’Uomo Cerone. È un lavoro duro, lo so, ma necessario. Al fine di non ripetere gli errori dell’anti-fascismo che si è sempre proposto, storicamente, come anti senza, di fatto, estirpare il fascismo sotterraneo, carsico che alimentava le menti di molte persone in Italia….In Italia cioè non avvenuto ciò che è accaduto in Germania con la sradicazione, lo smantellamento mentale e l’espiazione popolare per il nazismo.”
Ti faccio notare:
1) Il fascismo carsico, sotterraneo, antropologico ed eterno – fuori della storia – è invece proprio un concetto dell’antifascismo militante, per ovvi motivi di propaganda
2) In Germania le cose sono e sono state molto più chiare. La Germania è stata “liberata” al 100% dagli angloamericani da ovest e dai sovietici da est. La Germania ha dunque perso la guerra. L’Italia è stata liberata al 99,99% dagli angloamericani e dallo 0,01% dai partigiani, metà dei quali volevano sostituire alla dittatura nera una dittatura rossa. Tutto ciò è bastato per trasformare una guerra persa e strapersa in una mezza vittoria. I frutti avvelenati di questa menzogna continuano ancor oggi ad operare. Questa menzogna ha creato un opportunismo di massa: l’antifascismo martellante è figlio della sua cattiva coscienza.
3) In Germania Ovest, dove hanno voluto fare le cose per bene, il partito comunista è stato messo fuori legge. Avrei voluto vedere cosa avrebbero detto di questa bella idea i nostri democratici di ieri e di oggi.
4) Eradicare, estirpare il “male” è sempre stato il contrassegno delle ideologie dell’uomo nuovo. Quello “democratico” nato con la Rivoluzione Francese, o quello “comunista”. E naturalmente, anche di quello fascista e nazista.
5) In queste ideologie cadono ingenuamente anche coloro che disgustati dalla volgarità o dalla mediocrità del genere umano preso all’ingrosso sperano in una sua palingenesi. Ciò non avverrà mai.
@ AngelDevil
Mi auguro che, gradualmente, nella società occidentale, tale consumo “critico” diventi la norma.
@ Valerio
Quanto scrivi è condivisibile… Il mio è un mero cercare angoli sollevati delle etichette pubblicitarie che il berlusconismo ci ha appiccicato addosso, per strapparle dai nostri corpi, diventati cartelloni ambulanti.
@ Zamax
Grazie per le annotazioni storiche e per le precisazioni. Il punto è: così sono andate le cose in Italia, e se una socialdemocrazia non è stata possibile a chi dare la colpa? Il PCI non era illegale, ma molto molto ostracizzato, mi pare. Forse, ma coi forse non si fa la storia, se l’esperimento del centrosinistra non avesse avuto luogo, e se il PSI avesse cominciato a erodere consensi dimostrandosi l’unica vera via d’uscita alla DC, allora…