Torniamo a parlare dei problemi della Wikipedia italiana.
Per onestà intellettuale premetto che ho forti pregiudizi nei confronti della Wikipedia italiana, per aver personalmente constatato quanto possa diventare aberrante un meccanismo in cui la verità è stabilita a maggioranza o per consenso, un po’ come in un’assemblea condominiale, anziché sulla base di
dati fattuali. Tuttavia l’idea di un’enciclopedia fruibile da tutti, arricchita con le conoscenze di tutti e non condizionata da una linea ideologica predeterminata è eccezionale, e credo che la sua efficacia passi anche per la capacità di riconoscere i problemi e di adoperarsi per superarli. Parliamo quindi del funzionamento di questa enciclopedia libera e delle sue vulnerabilità. Wikipedia non è una democrazia. Questa è la parte più difficile da comprendere. Teoricamente un’enciclopedia libera, a cui tutti collaborano, dovrebbe basarsi su principi democratici e quindi sulla volontà di una maggioranza (che però dà spazio anche alla minoranza in proporzione al suo “peso”).
DEMOCRAZIA - Il meccanismo democratico, però, mal si concilia con le nozioni enciclopediche, che dovrebbero prescindere dalle opinioni (maggioritarie o meno che siano) per abbracciare esclusivamente i dati documentati e acclarati. E quindi è comprensibile che un’enciclopedia non possa funzionare come una democrazia. Ma se non è una democrazia, è evidente che ci dev’essere qualcuno che decide. E qui entra in gioco il principio del consenso. Le decisioni, secondo le linee guida di Wikipedia, dovrebbero nascere da pacate discussioni nelle quali la comunità raggiunge un consenso su un determinato argomento, ossia una soluzione di compromesso che soddisfi tutti (o quasi tutti). Solo quando non si riesce a trovare il consenso, allora si può ricorrere a votazioni e sondaggi. Il discorso fila, sempre teoricamente. Nella pratica, però, chi è che stabilisce se si è creato un consenso sufficiente su una questione? Qui spuntano gli Amministratori, ossia contributori eletti con votazione ai quali sono riconosciuti particolari poteri grazie ai quali, in concreto, possono risolvere i conflitti, accertare il consenso, e compiere tanti altri atti di amministrazione che per certi versi sono assimilabili a quella che, in politica, è definita funzione di governo. Teoricamente il loro potere dovrebbe essere contemperato dalla possibilità di verificarne l’operato anche mediante quei famosi sondaggi e opinioni, ma qui casca un altro asino. Wikipedia, infatti, scoraggia il ricorso frequente al voto e proibisce le “chiamate alle armi”, ossia gli inviti a votare rivolti ad altri utenti o gruppi di utenti. Secondo Wikipedia, infatti, un campione di 10/20 utenti è sufficiente a decidere una votazione, il che è un po’ sconcertante, considerato che all’enciclopedia contribuiscono quasi 500.000 utenti registrati (cui si aggiungono un numero indefinito di utenti non registrati). Può un campione pari allo 0,00004% essere considerato rappresentativo? Certo che no, ma una volta fatta questa scelta è chiaro che anche pochi votanti possono fare la differenza, e quindi le campagne elettorali non sono ammesse. Senza campagna elettorale, però, votazioni e sondaggi si perdono tra migliaia e migliaia di voci e di pagine, e ben pochi si curano di seguire i “bollettini” pubblicati nelle apposite aree (un po’ come ben pochi leggono ogni giorno la Gazzetta Ufficiale o gli avvisi delle aste fallimentari). Un novizio, quindi, non ha nessuna possibilità di convogliare voti a favore delle proprie argomentazioni, semplicemente perché non può invitare altri utenti a votare: se lo facesse, sarebbe subito scoperto e sanzionato. Un amministratore, o un contributore “anziano”, invece, verosimilmente nel tempo ha intessuto una serie di amicizie “extra-wikipedia” con numerosi utenti, e quindi è grado di contattarli via mail, telefonicamente o in chat, e di convogliare così i loro voti in una questione di suo interesse.
ESEMPIO – Un episodio particolarmente significativo di come pochi soggetti possano condizionare la vita di Wikipedia è quello relativo alla votazione per rimuovere dalla “vetrina” (una specie di passerella per le migliori voci enciclopediche) la voce Storia della Corsica, che era stata oggetto di critiche esterne perché non citava fonti e si esprimeva in toni piuttosto concilianti nei confronti del terrorismo corso . Nella circostanza tre amministratori e utenti anziani votarono a favore del mantenimento della voce in vetrina. Tuttavia ebbero la peggio, perché la votazione fu quasi un plebiscito: 25 altri utenti votarono contro e la voce fu rimossa dalla vetrina. Come conseguenza, alcuni giorni dopo fu varata una “riforma” che sopprimeva le votazioni per la vetrina e le sostituiva con una procedura di consenso (nella quale il “peso relativo” di amministratori e utenti anziani assume un valore predominante rispetto agli altri) ristabilendo così il potere di controllo sull’esito delle consultazioni per la vetrina. In definitiva, possiamo affermare che la scarsa pubblicità delle votazioni e il ricorso allo strumento del consenso, unito al ristretto numero degli amministratori (appena 100) ha trasformato Wikipedia in una specie di ambiente “protetto” nel quale tutti possono fornire il proprio contributo ma ben pochi hanno il potere (o la costanza) di influire sulle decisioni che riguardano l’assetto delle voci. L’anzianità (o le carica ricoperta) contano più dei numeri (che invece sono fondamentali in qualsiasi contesto democratico) e a prescindere dall’effettiva competenza sulle materie trattate.




Il problema della competenza è l’altra spina nel fianco di Wiki: le voci, anche quelle di notevole spessore, sono spesso compilate da contributori che non conoscono affatto la materia di cui scrivono. A loro volta, i controllori (tipicamente amministratori o utenti che si assumono l’onore di verificare voci e contributi) non hanno competenze adeguate
Infatti è quello che sostengo da sempre: spesso si confonde la “libertà del sapere”, che è la piena libertà di accesso alle fonti come è attualmente in internet in cui si può accedere direttamente ai vari siti istituzionali (in senso lato), con quello che è Uicchipedia, ovvero uno strumento dove ogni imbecille può scrivere di qualsiasi cosa senza alcun controllo, che la rende simile se non uguale a qualsiasi altro blog/sito della rete che almeno non si autodefinisce “enciclopedia”.
Se a tutto questo aggiungiamo la casta autoreferenziale inamovibile degli amministratori, tesa più a mantenere il proprio “potere sul sapere” che a controllare la marea di vaccate che grondano in parecchie voci, il quadretto è fin troppo chiaro nella sua pericolosità.
Purtroppo i fruitori vedono in Uicchipedia una fonte infallibile ed inaffidabile, tanto che più di qualcuno arriva a dire che “se la realtà contraddice Uicchipedia, è la realtà che sbaglia”.
Segnalo in nota che il rapporto tra amministratori e voci sulla Wiki italiana è 1 a 7000, non 1 a 70.000. C’è uno zero di troppo dovuto a un refuso, e prego la redazione di correggere.
La mia impressione è che certe critiche a Wikipedia speso siano solo seghe mentali, Wikipedia è un enciclopedia libera, NON un enciclopedia DEMOCRATICA, non prende soldi pubblici non costa niente ai lettori ed ha un affidabilità certamente maggiore degli articoli di giornalettismo.
Chiunque abbia un minimo di cervello sa benissimo che è un ottima base di partenza per poi approfondire gli argomenti, NON è la BIBBIA, chiunque non sia daccordo sul funzionamento di Wikipedia è liberissimo di non consultarla, o di crearne una migliore , se ne è capace, ma di fronte ad articoli come questo o l’impressione che i critici di Wilipedia non propongano granchè di meglio……..
per non parlare dei commentatori che si dimenticano le acca
(l’inaffidabile di Giornalettismo)
Infatti io mi ritengo ancor meno affidabile, se ben ricordi ho rifiutato di scrivere un articolo su un argomento che conosco discretamente (la storia dell’industria chimica in Italia dagli anni 70 ad oggi e le relative nefandezze) perchè penso di non poter citare abbstanza fonti a sostegno di alcune mie certezze; seppur abbia dimenticato una S e una K ( dove manca l’H ? )non è certo quello il problema, quanto la semplice osservazione che se in Wikipedia le boiate assurde fossero presenti nel 10% delle voci, farebbe veramente schifo, mentre in giornalettismo un 10% di articoli di scarsa credibilità è già un discreto risultato, su quotidiani a diffusione nazionale se ne leggono anche di più.
tu confondi il gusto personale con la scarsa credibilità. E non controlli bene le penultime righe dei commenti.
(l’inaffidabile al 10%)
Corretto il 7.000. Pur riconoscendo che Wikipedia ha alcuni grossi difetti, c’è da dire che il punto chiave è la consapevolezza dell’utente: se si usa Wikipedia come una Treccani in sessanta volumi, statica, perfetta e calata dall’alto, si può avere qualche problema; se la si considera per quello che è, ovvero un’enorme raccolta di conoscenze proposte “dal basso” e possibilmente sbagliate, è un altro paio di maniche. Se si cerca la formula del teorema di Pitagora o la data di nascita di Napoleone, Wikipedia è la risorsa web definitiva. Se si cercano dettagli sulle equazioni alle derivate parziali o sulla storia recente, va presa con le molle. Basta saperlo (e, per rispondere a Pietro, i pezzi come questo aiutano a saperlo).
Tutto condivisibile, tranne l’ultimissima riga… non capisco proprio (o forse lo capisco fin troppo bene) dove si voglia andare a parare.
Detto questo, il problema è nella mitizzazione del mezzo. Uicchipedia può essere utile per avere una primissima idea di un argomento (meglio se si tratti di argomenti scientifici, e non di personaggi, magari viventi, e che magari vengono definiti allegramente pedofili da qualcuno che non ne condivide le idee politiche).
Una volta acquisita questa prima idea, meglio dirigere la ricerca in modo più mirato su mezzi più autorevoli.
mi firmo con il nome utente che ho su wikipedia, anhce se non sono un contributore se non in modo estremanete sporadico.
Trovo molto condivisile l’articolo anche se, condividendo i dati di fatto, non li considero, nel complesso, così negativi.
Ma poi, parlando da epistemologo (visto che questa è la mia formazione anche se, piuttosto ovviamente, non lo faccio di mestiere), siamo sicuri che le enciclopedie tradizionali siano al riparo dagli stessi infortuni?
inoltre, non dimentichiamolo, ci saranno anche persone poco esperte che scrivono su un determinato tema, ma anche la definizione di cosa sia la “verità” scientifica o enciclopedica, non è affare semplice, anche lì ci sono esperti che ci hanno dedicato la vita e, nonostante ciò, fatte salve le teorie platealmente pseudoscientifiche e le balle, le cose che restano controverse, nel metedo e nel merito, sono sempre molte.
Francesco ha centrato in pieno il nocciolo: Uicchipedia è considerata dalla maggioranza dei suoi fruitori come l’infallibilità fatta “sito web”. Tanto per dire, già nel blog di Paolo Attivissimo alle numerose perplessità su cui è gestito e condotto tale progetto, c’è stata un’alzata di scudi sostenendo che “se c’è un errore, questo rimane per poco tempo” nonostante gli evidenti esempi al contrario. E la conclusione che riportavo nel mio commento si riferisce ad un caso concreto avvenutomi: discutendo su chi partecipa al Mondiale per Club FIFA, il mio interlocutore si basava su quello scritto su Uicchipedia (ovviamente sbagliato). Quando gli presentai il regolamento ufficiale (facilmente scaricabile dal sito “istituzionale”, da cui la corretta definizione di “sapere libero”), in cui si evinceva l’errore, replicò: “Eh, ma è il tuo regolamento ad essere sbagliato!”.
Detto questo, altro problema è se esiste la possibilità di migliorare la condizione penosa in cui è gestita Uicchipedia (almeno quella italiana): è la risposta è un chiaro e inequivocabile no. La casta degli amministratori ormai si è creata un sistema per cui è inattaccabile e chi osa sfidarla è condannato inesorabilmente al bando. E questo a difesa non tanto del “progetto” quando del loro potere. Per intenderci: agli amministratori importa poco che un utente scriva cose corrette o inesatte, l’unica cosa che conta è che non pesti loro i piedi e/o faccia atto di sottomissione.
“Per onestà intellettuale premetto che ho forti pregiudizi nei confronti della Wikipedia italiana”: se hai pregiudizi, non scriverne; errore: è Wikipedia *in* italiano, non c’è nazionalità.
“la verità è stabilita a maggioranza o per consenso”: non mi risulta che il consenso stabilisca la verità.
“Parliamo quindi del funzionamento di questa enciclopedia libera e delle sue vulnerabilità”: prima conoscere, poi parlare.
“Teoricamente un’enciclopedia libera, a cui tutti collaborano, dovrebbe basarsi su principi democratici e quindi sulla volontà di una maggioranza”: citazione necessaria.
“(…)gli Amministratori, ossia contributori eletti con votazione ai quali sono riconosciuti particolari poteri grazie ai quali, in concreto, possono risolvere i conflitti, accertare il consenso, e compiere tanti altri atti di amministrazione che per certi versi sono assimilabili a quella che, in politica, è definita funzione di governo”: non hai capito niente. Gli amministratori sono utenti che hanno funzionalità tecniche in più rispetto agli altri utenti, ma non amministrano un bel niente: la loro parola vale quanto quella di un utente non registrato e non spetta a loro decidere se c’è consenso.
“Teoricamente il loro potere dovrebbe essere contemperato dalla possibilità di verificarne l’operato anche mediante quei famosi sondaggi e opinioni”: questa dove l’hai pescata? Mi sto scompisciando dal ridere, davvero. Ma forse dovrei piangere. L’operato di un amministratore è visibile nella pagina dei suoi contributi, selezionabili anche per tipo di attività, e in qualsiasi momento un utente rilevi che un amministratore ha compiuto un’azione contraria ai principi di Wikipedia può segnalarlo, sia all’amministratore stesso che alla comunità.
“Wikipedia, infatti, scoraggia il ricorso frequente al voto e proibisce le “chiamate alle armi”, ossia gli inviti a votare rivolti ad altri utenti o gruppi di utenti”: sono due cose differenti. Le votazioni sono scoraggiate perché Wiki non è una democrazia; le campagne elettorali sono da evitare perché alterano il consenso.
“Secondo Wikipedia, infatti, un campione di 10/20 utenti è sufficiente a decidere una votazione”: citazione necessaria.
“il che è un po’ sconcertante, considerato che all’enciclopedia contribuiscono quasi 500.000 utenti registrati”: idem come sopra.
“Un novizio, quindi, non ha nessuna possibilità di convogliare voti a favore delle proprie argomentazioni, semplicemente perché non può invitare altri utenti a votare: se lo facesse, sarebbe subito scoperto e sanzionato. Un amministratore, o un contributore “anziano”, invece, verosimilmente nel tempo ha intessuto una serie di amicizie “extra-wikipedia” con numerosi utenti, e quindi è grado di contattarli via mail, telefonicamente o in chat, e di convogliare così i loro voti in una questione di suo interesse.”: ma per favore! C’è chi si comporta in questo modo, ma è stato sgamato: siamo più furbi di quanto si creda.
“Come conseguenza, alcuni giorni dopo fu varata una “riforma” che sopprimeva le votazioni per la vetrina e le sostituiva con una procedura di consenso (nella quale il “peso relativo” di amministratori e utenti anziani assume un valore predominante rispetto agli altri) ristabilendo così il potere di controllo sull’esito delle consultazioni per la vetrina”: la modifica alla procedura per la vetrina è avvenuta in seguito a *mesi* di discussioni; di nuovo, ritieni che un amministratore abbia più voce in capitolo rispetto a un utente qualsiasi, e di nuovo ti sbagli.
“i controllori (tipicamente amministratori o utenti che si assumono l’onore di verificare voci e contributi)”: forse volevi intendere *onere*?
Fa’ una cosa bella: evita di scrivere di argomenti che non conosci. Noi almeno abbiamo la dignità di informarci *prima*, di controllare il più accuratamente possibile le fonti, e di dichiarare che non siamo attendibili. Non siamo perfetti, gli errori li trovi anche nelle enciclopedie a pagamento, e se certi utenti/lettori la piantassero di fare i tromboni e di scrivere critiche (errate, ingiustificate e evidentemente senza senso), ma cliccassero sul “modifica” per correggere gli errori, Wikipedia sarebbe migliore e certe oscenità non si leggerebbero.
Cordialmente.
Mi pare che sia tu che non voglia vedere come funziona Uicchipedia.
Tanto per dire: in qualsiasi momento un utente rilevi che un amministratore ha compiuto un’azione contraria ai principi di Wikipedia può segnalarlo, sia all’amministratore stesso che alla comunità e di nuovo, ritieni che un amministratore abbia più voce in capitolo rispetto a un utente qualsiasi, e di nuovo ti sbagli.
Nel mio caso chiesi come si faceva a segnalare per far rimuovere un amministratore che aveva compiuto un’azione contraria allo spirito ecc. ecc. L’unica cosa che ottenni è un richiamo di questo amministratore a non continuare a fare inutile opera di proselitismo (fra l’altro avevo posto la domanda ad un solo utente, mica ero andato in giro a fare spam selvaggio) e una sospensione a comando (in pratica detto amministratore ordinò ad un suo collega di casta di sospendermi,e questi ottemperò senza se e senza ma) con uno squallido trucco (in pratica mi accusarono di aver copiato un intervento sui cognomi italiani, argomento del quale non so nulla né mi ero mai sognato di scrivere alcunché).
Alla fine – dopo un anno – sono state espulso: votazione di una ventina di amministratori convogliate in meno di un paio d’ore, con nome utente immediatamente bloccato. La cosa più simpatica di tutto questo, è che fa capire come il dipinto di Lapizia su Uicchipedia sia solo un’onirica rappresentazione, è che il motivo del mio allontanamento non fu perché avevo riempito di insulti quell’amministratore (causa della mia prima sospensione temporanea, solo formalmente corretta, ma sostanzialmente un autentico e gratuito atto di forza) e neanche perché in nessuno dei miei interventi fosse mai stato riscontrato un errore di qualsivoglia natura, ma semplicemente perché non ero “collaborativo”. In pratica, correggevo troppo senza essermi prima piegato alla casta degli amministratori.
Se vuoi trovare riscontri, ho sempre usato questo stesso nome utente anche in Uicchipedia.
Le critiche poste non sono
Ma per cortesia, per cortesia…
“riempito di insulti quell’amministratore (causa della mia prima sospensione temporanea, solo formalmente corretta, ma sostanzialmente un autentico e gratuito atto di forza)” Eeeeeh? Riempire di insulti quale conseguenza dovrebbe avere? Una medaglia al valore? Per tutto il resto c’è il link di Gregorovius qua sotto.
Appunto: mica sono stato sospeso per quello, e nel link di gregorius è ben spiegato il vero motivo per cui sono stato sospeso.
Appunto. Ah, condivido al 101% il blocco infinito.
Adesso capisco molte cose: e termino qui la corrispondenza, tempo sprecato.
Ancora dietro ai folli delirii di un troll bannato?
Premetto che non posso essere certo tacciato di simpatia verso gli admin in generale; ma sfatiamo subito un mito: Wikipedia non è la verità. Se qualcuno di noi che scrive su Wikipedia lo pensa si sbaglia di grosso, e se qualcuno di fuori vuol dare a credere che Wikipedia pensi di propagandare il Verbo, è in errore o in malafede.
Wikipedia è un’enciclopedia che va avanti per prove ed errori e non ha una parola ultima; il consenso non serve a determinare la “verità”, e “consenso” non vuol dire “compromesso” (faccio sempre il paragone dell’eliocentrismo: non c’è bisogno del consenso per stabilire che è la Terra che gira intorno al Sole, e la Verità non è nel mezzo, quindi non si può scrivere per compromesso che il centro di rivoluzione della Terra è la Luna); inoltre il progetto originale prevede in qualsiasi ordine di scelta il consenso, quindi è perfettamente normale che le opinioni si pesino, non si contino, perché devono valere per quanto vale l’argomentazione che portano in termini di pertinenza e rilevanza, cosa che con il voto non è possibile; anzi, il capitolo in lingua italiana di Wikipedia è proprio un’eccezione, perché per alcune procedure (richieste di cancellazione, elezione amministratori) usa il sistema del voto, che per inciso non mi piace affatto perché sono un fautore del consenso.
L’affidabilità: l’affidabilità purtroppo è legata alla qualità dei contributi; si citava il regolamento FIFA per il mondiale di club: ebbene, lo sbaglio non è di Wikipedia, ma di chi la considera infallibile. Una voce ben fatta deve riportare la fonte (in questo caso, il regolamento della competizione) e citare da quella. Pure, questo non mette al riparo da svarioni, ma dà uno strumento per controllare l’affermazione. Ma lo sbaglio originale è quello di ritenere uno strumento perfettibile come Wikipedia quale depositario dell’infallibilità, salvo poi criticarla quando infallibile (come capita nel 99 per cento dei casi) non è. Il vantaggio di Wikipedia rispetto alle enciclopedie cartacee è che nel caso queste ultime scrivano un errore nessuno se ne accorge, le si continua a definire infallibili e non si hanno riscontri per eventualmente accorgersi della discrepanza rispetto al dato fattuale citato; qualora succeda su Wikipedia c’è sempre la possibilità di correggere. Posto sempre, ripeto, che non si guardi a Wikipedia come il deposito della Verità e dell’Infallibilità. Il suo scopo è solo quello di informare, con sufficiente approssimazione per quanto ne permette l’umano sforzo profuso da chi ci lavora in maniera volontaria.
Per finire, gli admin. Essi non hanno alcun controllo superiore a quello che può avere chiunque di noi altri utenti registrati. Essi possono eventualmente svolgere funzioni tecniche più avanzate di un utente, ma nella formazione del consenso il loro parere vale come quello di qualsiasi utente (un admin non può decidere sponte sua di cancellare una voce, per esempio, pur essendone tecnicamente in grado), e non svolgono alcun “controllo editoriale”, che come tale compete a qualsiasi utente. Diciamo che ciascuno di noi è controllato e controllore…
Condivido tutto, tranne l’ultimo paragrafo. Il potere degli amministratori è talmente squilibrato a loro favore che possono decidere le sorti di voci ed utenti a loro piacimento.
Ma da che pulpito, da che pulpito …
http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia:Utenti_problematici/Rado_il_Figo/20_nov_2008
Appunto, mai nascosto. Leggiti bene i motivi del perché ero problematico e chiediti perché sia stato allontanato pur non avendo nessuno mai riscontrato alcun tipo di errore nei miei interventi.
Ma chi l’ha detto che l’unica alternativa a Wikipedia siano le Enciclopedie a pagamento?
L’intero web è una grande enciclopedia, tutta gratuita, dove trovare informazioni specifiche su tutto lo scibile umano, magari scritte con passione da chi è appassionato di uno specifico argomento, ed ama divulgarlo.
La critica non è all’esistenza stessa di Wikipedia, che è benedetta, ci mancherebbe, ma alla mitizzazione della stessa.
Per quale motivo ci si deve offendere se si evidenziano i limiti di un mezzo ottimo per farsi una prima idea, ma purtroppo esposto a gravi errori, quando si cercano informazioni molto specifiche, e magari riguardanti personaggi ancora in vita.
Ma infatti lo sbaglio non è pubblicare corbellerie come il post che ha dato origine a questa discussione, che parte dal presupposto – fasullo – che ci sia un mito da distruggere. Lo sbaglio è proprio nel crearli, i miti, che sono per definizione, appunto, falsi.
“Wikipedia non è una democrazia. Questa è la parte più difficile da comprendere.”
Non è una democrazia perché è un’enciclopedia. Non si decidono i contenuti dopo votazioni; i contenuti si inseriscono e si vagliano in base alle fonti, alla (utopistica, certo, ma ci si prova) neutralità (il concetto di NPOV), e anche in base al consenso, che peraltro non è sovrano. Non è che se 100 utenti consentono che l’acqua ghiaccia a 100°C siamo autorizzati/obbligati a scrivere che l’acqua ghiaccia a 100°C.
Per quanto riguarda la solita lagna di qualche commentatore sullo strapotere degli amministratori, non commento. Non commento perché non c’è nulla da commentare. Si tratta delle solite rimostranze di chi ha una coda di paglia lunga un km e cerca di fare la vittima del sistema e del destino cinico e baro.
Come si fa a rimuovere un amministratore oggi?
Come è stato non confermato Trixt.
Io non sono un contributore di Wikipedia, ma dato che si presuppone che Wikipedia sia destinata soprattutto ai suoi lettori e non solo ai suoi contributori (spero non sia necessaria una citazione per questo…) penso di avere buon diritto per esprimere una critica. Certe reazioni che ho letto nei commenti mi paiono un pelo isteriche, quasi che a parlar male di Wikipedia si commetta un sacrilegio. A mio avviso più gente è consapevole del fatto che Wikipedia è un luogo dove chiunque può scrivere qualsiasi cosa con buone probabilità che nessuno controlli la correttezza di ciò che ha scritto (e gli esempi citati lo dimostrano) e nella sostanziale impunità consentita dall’anonimato, meglio è per tutti.
Tutto condivisibile, tranne l’ultimissima riga… non capisco proprio (o forse lo capisco fin troppo bene) dove si voglia andare a parare.
Si vuole andare a parare sul fatto che il numero degli amministratori è insufficiente, ma per qualche ragione non sembra che sia incentivato l’arruolamento di nuove leve, mentre amministratori con lunghi periodi di inattività restano in carica. E questo mi ricorda molto il modo in cui funziona il sistema di potere (politico e istituzionale) in Italia.
Eh, ma stiamo sempre lì: se non si replica si è in colpa, se si replica si è isterici, mettetevi d’accordo o voi che criticate. Wikipedia è criticabilissima (tant’è vero che la si critica anche noi che ci si lavora) ma va criticata con cognizione di causa. Quanti di coloro che la criticano si sono presi la briga di leggerne un disclaimer, di prender visione di cosa Wikipedia è e non è, di come si forma il consenso? Pochi, immagino, e lo capisco pure, perché non sono letture immediate, eppure bisogna spenderci un po’ di tempo, perché altrimenti il rischio è quello di trovarsi male in una comunità che guarda male chi non rispetta le regole, salvo poi che la “vittima” si sente rifiutato. Tu andresti a una festa formale in bermuda e sandali da spiaggia? No, e se lo fai non conosci l’etichetta. Ugualmente ci sta da spendere un po’ di tempo a capire come muoversi quando si entra in wiki, e capire che “consenso” non è “democrazia”, che il gruppetto che suona nel garage sotto casa, passato dalla radio locale e che si è autoprodotto il CD non è enciclopedico, che l’astrologo cancellato per decisione comunitaria non è stato “censurato”, etc. etc. Ma richiede un po’ di tempo. Lasciami tuttavia dire che da “non contributore di Wikipedia” ne sai pure abbastanza….
Senza contare che, per quanto riguarda l’insufficienza del numero degli amministratori, in italiano si chiamano amministratori; il vero nome è SysOp, operatori di sistema, utenti che, rispetto a un normale utente autoconfermato (cioè registrato da più di 4 giorni), possono cancellare e proteggere pagine e bloccare utenti/indirizzi IP. Niente di trascendentale. Noi amministratori non governiamo nulla. Un’altra bufala per non dire balla è la disincentivazione ad arruolare nuove leve. Da quando sono stato eletto io (fine maggio 2009) sono stati eletti 16 amministratori.
Ho letto questa storia che mostra quanto sia valida la tua analisi:
http://roccodm.wordpress.com/2010/02/11/timisoara-la-falsa-strage-vive-ancora-su-wikipedia/
Ho frequentato per diversi anni ‘Pedia arrivando quasi ai 15.000 edit. Reputo di conoscerla un po’. Quanto scritto in questo articolo corrisponde, aimhè, al vero e sospiro perché il progetto nella sua idea originale era molto interessante ma è irrimediabilmente rovinato da chi lo fa, amministratori in primis.
Conosco diversi utenti di quelli intervenuti a cominciare dalla Pizia/Annalety, Sergio, Gregorovius, Rado. Non voglio però stare qui a elencare le loro storie.
Dico solamente che il controllo del progetto avviene quotidianamente in IRCnet: ho assistito più volte personalmente a discussioni e chiamate alle armi per bloccare o bannare questo o quell’utente o mandare in vetrina una determinata voce. Addirittura durante i meeting si parlava se tale utente era da bannare o meno in futuro (cosa che di solito poi accadeva). Vi prego non venitemi a raccontare che “la comunità si gestisce da sola”.
Non so quanto senso abbia scrivere dopo tanto tempo, ma tant’è…
Sono molto d’accordo con Edmond, purtroppo. Grande potenziale ma ambiente avvelenato, si ha l’impressione che alcuni utenti anziani siano un gruppetto di bulli che si spalleggiano tra loro.
Ci ho contribuito e non escludo di farlo ancora in futuro, ma al contempo mi lego i polsi per non affezionarmi troppo al progetto.
Stimo sempre e comunque chi ci dedica le giornate, anche se si tratta di lavori poco gratificanti come il patrolling e simili, ma consiglio a tutti di mantenere sempre la testa bassa e il buonsenso, non parleranno mica tutti di una casta per niente.
Chi avesse ancora dubbi sul malfunzionamento di Wikipedia in italiano, può dare uno sguardo qui per una prova:
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Ludovico_Einaudi#Collegamenti_esterni
Pingback: Informatica per le scienze umane - Prof. Dino Buzzetti » Wikipedia: informazione attendibile?
Il problema non è wikipedia (le wikipedia in inglese e tedesco sono molto credibili e piuttosto affidabili), il problema è la wikipedia in italiano, perché emerge purtroppo la mentalità consociativa, parziale e truffaldina di noi italiani. la wikipedia in italiano è lo specchio del paese reale, niente di più.
Se Wikipedia fosse stata: gratuita, completa, esauriente e precisa, sarebbe stata la perfezione e, probabilmente, avrebbe ucciso tutte le enciclopedie cartacee o digitali. Grazie a questa sua imperfezione Wikipedia consente a voi di “speculare” sulla qualità e consente ad altre enciclopedie di “modernizzarsi” senza essere uccise. Per sua natura Wikipedia non sarà mai precisa, ma credo che abbia rivoluzionato il settore delle enciclopedie più lei con i suoi errori che voi con i vostri commenti. In un paese “statico” come l’Italia è un male necessario. Un ultimo appunto: il vantaggio di Wikipedia sono i link con altre versioni linguistiche, se uno giudica quello italiano troppo di parte basta leggersi quello in tedesco, o in inglese o in francese.
Pingback: Wikipedia : Enciclopedia libera ??? Mah ...
Contribuisco al progetto Wikipedia e, quando lo faccio, realizzo sempre modifiche ingenti di almeno mezzo megabyte di testo. Ebbene, la cosa assurda è che non esiste un regolamento unico per tutte le wiki. Ognuna promuove in vetrina le voci usando parametri diversi. La wikipedia italiana ne ha tantissime approfondite e accurate, che non sono nemmeno considerate “buone”, quando nella stessa wikipedia inglese se ne trovano certe in vetrina che sono scabrose a confronto. Poi si lamentano delle poche voci di qualitá. Altro problema è l’impossibilitá di crearne alcune perchè ritenute non enciclopediche, quando invece esistono pure in tutte le altre wikipedia. Stessa cosa avviene per molte altre situazioni.
Insomma, la wiki italiana presenta certe regole spesso in contraddizione con certi ideali, il più delle volte illogiche (e questo mi fa veramente innervosire) fatte da persone con la mentalitá da hippy. Infine appena si cerca di far notare questi difetti, la risposta è sempre la solita: “non importa cosa fanno le altre Wikipedia”, però quando torna comodo diventa “wikipedia italiana fa parte di un progetto più grande le cui regole sono x,y,z …”
Anch’io sono stato ingiustamente “bannato ad infinitum”, non una ma ben due volte. Con uno stratagemma mi ero iscritto nuovamente. Mi piace scrivere di voci che la scienza considera “pseudoscienza”, ma che personalmente considero “scienza di frontiera”. E’ proprio vero quello che dicono qui molte “vittime” di questa dittatura degli admin, devi sottostare alle loro personali opinioni, scrivere quello che vogliono loro, altrementi … kaputt, sei morto. Inserire per esempio inserire un incipit che se prendi 3 pillole di una medicina omeopatica puo essere dannoso, e estendere questo incipit a TUTTI gli articoli di medicine alternative, è talmente ridicolo e ignorante, che c’è veramente da scompisciarsi dalle risate, per non piangere. Questi amministratori fanno il gioco delle multinazionali del farmaco, che hanno lo scopo di demolire l’efficacia delle medicine alternative, laddove essa vi sia effettivamente.
Molto umilmente, ma certo che quanto vado asserendo, è noto a chiunque abbia superato o no, un esame di maturità in Italia.
Alla voce Umberto Bossi, Wikipedia informa che il Ministro attualmente in carica della nostra Repubblica, ha conseguito il “Diploma di Perito Industriale in Radiotecnica” presso la Scuola Radio Elettra di Torino.
Il Diploma Perito in Radiotecnica in Italia non è mai esistito. La scuola Radio Elettra di Torino, ancor prima di fallire non ha mai avuto titolo per rilasciare Diplomi nessun genere. Era in grado di rilasciare “attestati di frequenza per corrispondenza”. Alla fine di questi corsi venivano tenuti a pagamento “brevi corsi presso la sede di Torino” in si indagava sulla preparazione “teorica/pratica” appresa dallo studente tramite le dispense e i materiali. Questo controllo unitamente alla spesa era “facoltativo”.
Tutte le materie necessarie per presentarsi ad un qualsiasi Esame di Stato, la Scuola Radio Elettra di Torino non le ha mai insegnate: NON ERA IL SUO MESTIERE.
Il Signor Umberto Bossi è Perito Idustriale del NULLA.
Wikipedia anche se nessuno pretende o si illude che sia il Vangelo, farebbe bene a rivedere quanto si può leggere da troppo tempo.
P.S. Certo è che non sono Leghista, ma pignolo si.
Anche a me è capitato più di una volta di imbattermi, facendo qualche ricerca su Internet, in una voce di Wikipedia. Non so esattamente come funzioni la compilazione delle voci e, francamente, non mi frega nulla saperlo.
Quello che, dal mio punto di vista naturalmente, ho potuto facilmente riscontrare è che la sbandierata neutralità è assolutamente inesistente: le voci su argomenti di attualità politica, sociale o religiosa più controverse, sono chiaramente di parte. Non partite ora con il riflesso condizionato di chiedermi la fonte di quanto sostengo: se siete abbastanza intelligenti avete capito, altrimenti avete qualche problema.
Detto questo aggiungo anche che trovo assolutamente normale che Wikipedia non sia neutrale: pensare che ci possa essere un punto di vista “obiettivo” su questioni che sono per loro natura opinabili è pura utopia.
La differenza con le enciclopedie cartacee, anch’esse ovviamente non neutrali, è che queste ultime non si nascondono dietro la “comunità di Wikipedia”: sai chi le hai scritte, sai qual è il curriculum dei suoi autori, sai qual’è la loro storia, sai chi è il rappresentante legale e ti formi un’idea ANCHE sulla base di quanto ritieni affidabili e autorevoli le persone che ci hanno lavorato.
Per quanto concerne alcuni collaboratori di Wikipedia di cui ho letto i commenti qua, il guaio, per loro, io vivo benissimo, è che si prendono un po’ troppo sul serio e sembrano essere piuttosto suscettibili: se si pensa che è anche da tali soggetti che sgorga il contenuto “neutrale” di Wikipedia…
Per quanto mi riguarda, la mia regola è prendere con le pinze tutto ciò che leggo, specialmente su Internet, anche su Wikipedia, soprattutto da chi qualifica se stesso e il proprio operato usando paroloni come “enciclopedia”, “neutralità”, “libertà di espressione” e via delirando. La mia regola è avere sempre uno sguardo disincantato e curioso, non certo pago di avere trovato subito la risposta alle mie domande.