Il caso Innocenzi all’esame dell’Autorità per le Tlc

14 marzo 2010

La vicenda del commissario Agcom Giancarlo Innocenzi – che sarebbe citato nelle intercettazioni legate all’inchiesta di Trani e sarebbe stato contattato contattato dal premier Silvio Berlusconi per fermare Annozero - potrebbe arrivare all’attenzione del Consiglio della stessa Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni già convocato per giovedì. Il caso non è all’ordine del giorno, al momento non c’è alcuna inchiesta interna, ma è probabile che la questione venga affrontata, sollecitata da qualche commissario o dallo stesso presidente Corrado Calabrò nelle sue comunicazioni al Consiglio.

Del resto, a caldo delle ricostruzioni giornalistiche del Fatto Quotidiano, già venerdì Calabrò aveva sottolineato di volere approfonditi e rigorosi accertamenti sul caso Innocenzi, facendo intendere che un’indagine interna sarebbe stata avviata. Al momento – si fa notare da ambienti dell’Autorità - nessun tipo di contatto con la procura di Trani c’è stato e dunque le informazioni sono quelle emerse dalle indiscrezioni di stampa di questi giorni, tra cui quella ‘pesantè di una richiesta dei magistrati di interdizione dai pubblici uffici.

In base al Codice etico dell’Autorità, le funzioni del Comitato etico (cioè la vigilanza sul rispetto delle disposizioni del Codice) per i componenti dell’organismo di garanzia spettano allo stesso Consiglio, che può chiedere – su proposta del presidente – un parere al Comitato etico esterno, che si attiva così per svolgere un’istruttoria. Una volta ricevuto il parere del Comitato, il Consiglio decide sulle eventuali iniziative da intraprendere. La discussione nel Consiglio dell’Agcom, comunque, si preannuncia piuttosto accesa. Da ambienti del centrosinistra si insiste, infatti, per un accertamento rapido e rigoroso dei fatti; da ambienti del centrodestra si fa notare, invece, come al momento non ci sarebbero elementi per aprire un procedimento a carico di Innocenzi, se non indiscrezioni che riassumo il contenuto di intercettazioni peraltro non pubblicate e assolutamente collaterali rispetto al filone principale dell’inchiesta.

Nel 2008 il nome di Innocenzi spuntò già nelle intercettazioni del caso Saccà: sarebbe stato coinvolto nel tentativo del Cavaliere di rovesciare il governo Prodi, con una manovra per attirare nel centrodestra alcuni moderati del centrosinistra. La vicenda fu esaminata dal Comitato etico dell’Agcom, che stabilì che non c’era stata alcuna violazione del Codice. In quella occasione Innocenzi si astenne dal partecipare ai lavori dell’ Autorità in attesa del risultato dell’istruttoria a suo carico. Per il momento, invece, il commissario ha partecipato venerdì alla riunione della commissione Servizi e Prodotti che ha annullato il regolamento sulla par condicio ‘bocciato’ dal Tar del Lazio: avrebbe votato – a quanto si apprende – contro l’invito al cda della Rai a riconsiderare lo stop ai talk show. Lo stesso giorno in cui il Fatto Quotidiano ha pubblicato la ricostruzione delle intercettazioni con la sua fedeltà al premier Berlusconi.

(Ansa)

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