Il golpe friulano per l’approvazione dello Statuto PD

15/03/2010 - PERTOLDI DEL GRUPPO MORETTON - ”Che la maggioranza del Congresso non ci fosse più l’abbiamo saputo lì, in assemblea. E non esiste più per scelta della segretaria. Il compito di un segretario non è quello di condurre un partito a suon

     
 

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PERTOLDI DEL GRUPPO MORETTON - ”Che la maggioranza del Congresso non ci fosse più l’abbiamo saputo lì, in assemblea. E non esiste più per scelta della segretaria. Il compito di un segretario non è quello di condurre un partito a suon di maggioranza, senza cercare l’unità. Serracchiani ha consiglieri che non sono adeguati al momento, a meno che non ci sia un piano diverso da quello originario del Pd. Nell’anima moderata gira cioè il sospetto che ci sia chi vuole creare divisioni perché il Pd diventi la prosecuzione di uno solo dei fondatori, vale a dire dei Ds. Ciò significa vedersi ospiti mal accetti in una casa comune che abbiamo contribuito a costruire con grande generosità, demolendo le case da cui siamo provenuti, mentre altri non l´hanno fatto. Se vuole riprendere in mano il partito, deve fugare il dubbio che il Pd sia la prosecuzione dei Ds”.

SONEGO DEI BERSANIANI DI PORDENONE  -Il tema vero era la selezione della classe dirigente che per mancanza di coraggio e trasparenza si è pensato di affrontare sulla base di automatismi statutari: due o tre mandati massimi, oppure due con deroga. Alla fine è prevalsa quest’ultima soluzione con una votazione che ha diviso il Partito. L’ipocrisia consiste nel fatto che il Partito ha pensato di risolvere il problema della selezione della classe dirigente affidandosi agli automatismi il che significa di fatto assicurare a tutti la possibilità di raggiungere il limite massimo dei mandati a prescindere da come si è rappresentato il Pd. Penso invece che un partito serio debba avere il coraggio (il dovere) di valutare i suoi rappresentanti sulla base del lavoro fatto e chiudendo l’esperienza di un eletto, se necessario, anche dopo il primo mandato. Oltre alla valutazione politica, ma solo dopo, va messo ovviamente un limite massimo di mandati, che a mio parare è di tre, e senza prevedere meccanismi di deroga.”

CONCLUSIONI – Lo statuto regionale alla fine è stato approvato spargendo molto sangue, la cosa che in tutta questa vicenda fa più male è la mancanza assoluta di pluralismo e la mancata condivisione di ideali e principi. Da persone responsabili e dall’esperienza di moltissimi esponenti dell’assemblea regionale ci si aspettava molto di più, questo fa capire che pur condividendo la stessa bandiera, molti pensano quasi esclusivamente al proprio orticello. E in questa delicata fase politica del Paese è tutt’altro che opportuno pensare di organizzare un partito importante come il Partito Democratico a propria immagine personale, e di questo rimprovero tutte le aree all’interno della delegazione regionale.

Note dell’autore: I commenti virgolettati non sono necessariamente le parole esatte dette dai delegati, ma la forma è pressoché identica.

     
 

4 Commenti

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  3. Giuseppe Castagnetti scrive:

    la cosa più disgustosa è la faccia di bronzo: l’ipocrisia con cui alcuni cercano di giustificare con argomentazioni “pseudopolitiche” delle scelte finalizzate unicamente alla difesa di interessi personali

    gli ipocriti sono i peggiori, meglio i farabutti che riconoscono apertamente di esserlo, almeno non cercano di prendermi per fesso

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