Il “sano razzismo” di Telepadania
di Redazione - L'organo della Lega difende Salvini
Sano-razzismo o razzismo sano? Telepadania difende, con un video, Matteo Salvini che, in una trasmissione televisiva era stato accusato dall’assessore alla Sanita’ della Regione Sicilia, Massimo Russo, di fare del “razzismo da strapazzo”. La tv della Lega nord ha realizzato un video (su www.telepadania.tv) dal titolo ‘Sano-razzismo’, gioco tra le parole razzismo e sanita’. Nel filmato, l’emittente del Carroccio, oltre a riproporre stralci della lite televisiva tra il segretario della Lega lombarda e Russo, riporta i numeri dei “siciliani curati nelle eccellenze lombarde”. “A quanto pare i siciliani conoscono bene la sanita’ lombarda”, e’ la conclusione. (AGI)












Alfonso Splendore: Calabrese, studiò a Napoli e poi a Roma, si trasferì in seguito in Brasile e in Portogallo fondò il laboratorio dell’Ospedale Umberto I e divenne Direttore del Laboratorio dell’Ospedale di Beneficenza Portoghese. Dopo aver fatto importanti scoperte battereologiche tornò in Italia dove fu docente di Batteriologia nell’Università di Roma e di Parma. Durante i suoi viaggi in Brasile, l’Università di Bologna gli offrì più volte la reggenza della cattedra, ma egli rifiutò perchè preferì restare in Sud America dove nella comunità italiana di San Paolo fu prezioso e venne definito come uno dei migliori medici Italiani del posto.
Francesco Durante: Siciliano, è stato il primo medico al mondo ad aver operato un tumore al cervello. Operò nella città di Roma, dove fondò insieme a Guido Baccelli il Policlinico “Umberto I” di Roma e ne diresse per quasi 40 anni la clinica chirurgica. Fu anche presidente della Società di Chirurgia italiana.
Dante De Blasi: Pugliese, è stato presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità. E’ stato scienziato, batteriologo, immunologo e igienista ed ha lavorato nelle università di Roma, Cagliari e Napoli. Ha contribuito in modo decisivo alla stesura del nuovo Testo Unico delle Leggi Sanitarie, del quale si impegnò a curare in modo particolare la parte relativa all’assistenza territoriale, partendo dal principio che «una solida e capillare rete di assistenza territoriale vale ben più di mille spedali».
E poi c’è ne sono tantissimi altri Napoletani, Molisani, Abruzzesi, Sardi, ecc… non li cito tutti per mancanza di tempo, ma sono stati tutti fondamentali nella medicina italiana.
Basta andar a vedere la storia delle loro carriere per capirlo.
Poi per citare altri due nomi di medici meridionali famosi ai giorni nostri si può dire: Giovanni Berlinguer: Sardo, laureatosi in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma, oggi è professore onorario della Universidad Autonoma de Santo Domingo, Doctor honoris causa della Université de Montréal e dell’Università di Brasilia, professore emerito dell’Università di Roma. Ha ricoperto gli incarichi di Responsabile del primo Piano Sanitario Nazionale. E’ stato vicepresidente e presidente del Comitato nazionale di bioetica oltre che membro del Consiglio sanitario nazionale. Fa parte dell’International Bioethics Committee dell’UNESCO e della Commission on the Social Determinants of Health dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha ricevuto dalla Presidenza della Repubblica italiana la Medaglia come Benemerito della Scienza e della Cultura Italiana.
Renato Dulbecco: Calabrese, è stato insignito del premio Nobel per la medicina.
E’ stato ricercatore negli Stati Uniti, a Bloomington nell’Indiana. Il padre della genetica moderna, Max Delbruck, gli offrì un posto di lavoro al California Institute of Technology di Pasadena, più noto come Caltech, uno dei più importanti laboratori scientifici del mondo.
In seguitp si trasferì in Ighilterra dove fu eletto come membro straniero della “Royal Society” di Londra.
Ha ricevuto una laurea honoris causa dall’Università di Yale e il premio Lasker per le scienze biologiche e mediche.
E nel 1975 il premio Nobel per la medicina e la fisiologia “Per le sue scoperte in materia di interazione tra virus tumorali e materiale genetico della cellula.
E’ stato anche membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Nazionale delle Scienze americana.
E si potrebbe continuare ancora a lungo ad elencare altri nomi di medici conosciuti meridionali in Italia e all’estero.
Quindi caro “moralizzatore” del cavolo, come vedi questi sono professori i quali non fanno ridere per niente e che devi ringraziare per il loro fondamentale contributo che hanno dato alla Medicina.
Ora vado che ho sprecato anche troppo tempo a rispondere ad un razzistello senza cultura e senza coscienza come te, anche se ovviamente è stato un onore invece poter elencare simili nomi italiani che ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ha speso la sua vita per il bene dell’umanità.
Buonanotte a tutti.
E’ inutile che mi elenchi due o tre baroni, di quelli che un reparto e la pratica medica li hanno visti forse quando facevano il tirocinio e poi più niente, quando poi le strutture sanitarie del sud che trattano pazienti reali sono posti degradati dove fare testamento prima di un’operazione di appendicite, e non è un’iperbole.
Che ci sia qualcosa di sbagliato in quelle strutture dovresti capirlo anche tu.