12 marzo 2010
La genesi dell’indagine nella quale sono stati intercettati il direttore del tg1 Augusto Minzolini e il membro dell’AgCom Innocenzi.
“Non siate cocciuti, non parlo, buona domenica!” Rivolgendo queste parole a un paio di giornalisti in attesa nei corridoi della procura di Trani, il procuratore della Repubblica, Carlo Maria Capristo, ha lasciato il suo ufficio ed è andato via. Il magistrato non ha voluto rispondere a nessuna domanda dei cronisti a proposito delle intercettazioni che sarebbero in un fascicolo della procura di Trani e nelle quali Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi discuterebbero della tv pubblica con Annozero nel mirino. Qualche minuto prima che Capristo lasciasse il suo ufficio, il pm titolare dell’indagine nella quale sarebbero state fatte le intercettazioni, Michele Ruggiero, aveva frettolosamente lasciato la stanza del procuratore – dopo che si era intrattenuto per qualche tempo – e, dribblati i giornalisti, si era chiuso nel suo ufficio, dove si trova tuttora.
USURAI – Sarebbero due le informazioni di garanzia ai rappresentanti legali di “American express”, indagati per i reati di truffa ed usura aggravata continuata, tentata e consumata, per gli interessi moratori applicati sulle carte di credito del tipo “revolving”. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sarebbe finita,in particolare,la contabilizzazione degli interessi effettuata con tecniche definite dalla Procura “truffaldine” giacché artificiose ed insidiose, in aperta violazione delle previsioni contrattuali previste nel regolamento della carta ed elusive delle stesse clausole di salvaguardia e delle disposizioni di legge in materia di usura. A renderlo noto è il Movimento Consumatori della Puglia, mentre la Procura non ha confermato la notifica delle informazioni di garanzia. Sotto la lente della procura tranese, le carte di credito che consentono al cliente di ottenere un prestito, da rifondere poi attraverso il pagamento di rate. Quando, però, le rate non venivano onorate, si applicava un tasso d’interesse moratorio che superava le soglie di salvaguardia e diventava usurario superando la soglia del 28,98%. L’indagine è partita proprio dalla denuncia di un cliente e al momento, i casi accertati sono tre ma la guardia di Finanza ha già sequestrato dalla sede romana di American Express Europa, l’intero archivio informatico dei titolari della carta revolving, la contabilità, la corrispondenza della società con tutti coloro che hanno una situazione debitoria, una copia del software per la gestione delle carte e una copia del software per il calcolo degli interessi.
LA DENUNCIA-QUERELA - Il denunziante, titolare di gold revolving, dopo un accurato esame degli estratti conto relativi alle operazioni poste in essere tra il 29 luglio ed il 28 agosto del 2007, ha denunciato che le somme pretese dalla American Express avevano carattere sicuramente usurario. Al possessore della carta era stato concesso un prestito di 2.600 euro (con tasso annuo effettivo nominale 16,99). A seguito di un mancato addebito in conto corrente della somma di 129,43 euro (nel trimestre giugno-agosto 2007), l’American Express gli aveva chiesto dopo due mesi la somma di 686,54 euro. Secondo i calcoli ed il ragionamento di un consulente, era stato applicato un tasso d’interesse del 54,21% notevolmente superiore al tasso soglia stabilito dalla legge e della misura del 25,23%.In pratica la carta costituisce una sorta di apertura di credito (cioé un prestito incorporato nella carta) che consente il pagamento dilazionato delle spese effettuate dal possessore il quale, pur in assenza di disponibilità di liquidità sul conto corrente, ha la possibilità di effettuare acquisti e pagare a rate il saldo dell’estratto conto mensile. Questo vantaggio prevede un costo aggiuntivo che, nel caso in questione, si traduce nella corresponsione di un tasso di interesse che l’intermediario finanziario American Express capitalizza mensilmente.




Per chi si fosse perso il TG1 delle 20, la frase ““Non siate cocciuti, non parlo, buona domenica!” del Procuratore è stata tradotta come “La procura ha smentito di stare indagando su Berlusconi, Minzolini e Innocenzi, come invece riportato dal Fatto”.
Chapeau.
Bogart diceva: “E’ la stampa, bellezza!”. Minzolini, invece, dice: “E’ l”informazione”, ragazzi!”
Ma, mi pare una tale sciocchezza l’uscita dei nomi di B e Minzolini… 2 20 giorni dalle elezioni il Fatto pubblica, prima che lo sappiano gli indagati una indagine senza reati dei due. Perchè da decenni qualsiasi partito, qualsiasi presidente chiama direttori di giornali e Tv. Ci fu anche un servizio di Striscia la notizia se non ricordo male.
Quale sarebbe il reato contestato? Telefonate carico del contribuente??? Ridicolo. Mi chiedo chi pagherà poi per queste carte uscite da Trani e “regalate” al Fatto. E chi pagherà quando tutto verrà archiviato…
Chi pagherà in Rai per i mancati “introiti” pubblicitari (visto che lo share è paurosamente calato) da quando non trasmettono più Anno zero e Ballarò? Forse lo stesso che – stando alle intercettazioni – si prodigava per farle chiudere? No, non, credo, visto che il tizio è recidivo (do you remember “editto form Bulgaria?) ed è sopratutto il principale concorrente della Rai. Si chiama conflitto d’interessi, bellezza…
Veramente il decreto che bloccava i programmi è del PD, ala radicale, votato quasi all’unanimità. Quindi prenditela con i tuoi per i mancati introiti di Ballarò e Anno Zero.
il conflitto di interessi può essere odioso per alcuni, ma non è un reato. Quindi indasgati per cosa??? NON SI SA!!! Ma fa prima pagina dire BERLUSCONI indagato a 15 giorni dalle elezioni
Il decreto è stato votato da un radicale eletto nel pd e da tutta la maggioranza di destra. L’opposizione, udc compresa, ha votato contro.
Il conflitto d’interessi nel nostro ed altrui ordinamento non è un reato ma ne può configurare molti: dall’appropriazione indebita alla corruzione/concussione, dalla truffa all’insider trading (mediaset è quotata pure in borsa). Qui, invece, si è voluto impedire che certe trasmissioni considerate “scomode” NON andassero in onda. Si è impedito di fare informazione politica proprio quando questa è necessaria, ossia sotto elezioni. Infatti il Tar ha demolito l’ordinanza del Garante dell’informazione, guarda caso votata col voto determinante dello stesso Innocenzi intercettato con Berlusconi.
Putin, per le stesse cose, è finito nel Rapporto americano per violazione dei diritti umani (qui su Giorn. trovi l’articolo e il link al sito del Dipartimento di Stato).
P.S.Che ti avevo detto su FB sull’inutilità (ed incostituzionalità) del decreto salva-pdl? I “miei” costituzionalisti conoscono la legge meglio dei tuoi?
I tuoi costituzionalisti non sanno che si deve ancora riunire la corte per decidere?
Non ho mai parlato di utilità del Deecreto io…
Ultima cosa… LO HA SCRITTO UN PIDDINO IL BLOCCA PROGRAMMI! NON IL PDL. CHE POI ANCHE IL PDL ABBIA COLTO L’OCCASIONE, E’ UN’ALTRA STORIA
20–10-1 giorni dall’elezioni non fa differenza se la notizia c’è. Già nel 2007 Innocenzi il controllore leccava il controllato corruttore (nel caso Saccà il controllore Inocenzi diceva che, sentito il capo, doveva buttare giù la mortadella prodi). Politicamente c’è già molto, tanto da prendere a calci in culo i controllori indipendenti dell’Agcom.
Vi ricordo che questi tizi prendono 395.000€ l’anno (appunto per garantirgli indipendenza) per controllare e l’Agcom ci costa 66 milioni di €, che con questi tempi non sono mica bruscolini.
Quando un potente chiama per fare pressioni il giornalista e/o controllore con la spina dorsale risponde: VAI A FARTI FOTTERE!
Il direttorissimo invece annuisce prono.
C’è già materiale sufficiente per definire criminali da regime comunista questi pezzi di merda.
L’unico trattamento serio è il napalm
nooooooooooooooooooooooooooooooooo
sbaglio gia fatto!!!!
niente napalm e azioni violete ché sennò fra vent’anni ci saranno quelli che diranno che è stata una vittima!!! e forse pure che veramente, è stato il più grande statista italiano di tutti i tempi!
……che il suo Dio lo abbia presto in gloria…..!
io ci andrei piano a parlare di truffa…
a parte il fatto che adesso viene fuori che le somme sproporzianate erano RECUPERO CREDITI tramite società esterna e non semplici rate dilazionate.
comunque quando tu non paghi, scattano un sacco di spese per il recupero, ovvero la cifra + interessi + percentuale per chi materialmente recupera il credito (non la amex, ma l’altra società)