“Io, sedicenne torturato senza motivo dalla polizia”

19/10/2012 - Il racconto di Chain M., vittima di un'azione violenta senza spiegazioni da parte della polizia francese

"Io, sedicenne torturato senza motivo dalla polizia"

France Info ci racconta la storia di un ragazzo di sedici anni, Chain M., il quale lo scorso sei ottobre, durante il rientro a casa con il fratello Bayram, 21 anni, dopo una serata al calcetto con gli amici, intorno a mezzanotte e quarantacinque, è stato avvicinato nel suo quartiere di Cité Verte,Parigi, da una macchina della polizia. Il rumore con cui è iniziato il suo incubo è stato quello delle ruote sull’asfalto, mentre i poliziotti inchiodavano. E lo facevano per lui.

VIOLENZA - Il ragazzo ha cominciato a correre per paura, o almeno così ha raccontato. Effettivamente correre davanti ai poliziotti non è furbo, ma nemmeno quel che segue è pensabile. Tre poliziotti lo hanno inseguito, raggiungendolo e bloccandolo a terra. A questo punto il giovane è stato ripetutamente picchiato dagli agenti con calci e pugni. A confermare la circostanza alcuni vicini che hanno assistito alla scena. Il ragazzo sarebbe poi stato picchiato sempre più forte con tanto d’insulti, finché gli agenti non hanno deciso di portarlo in un bosco poco distante.

 

 

BOTTE NEL BOSCO - “Mi hanno detto -ha continuato il ragazzo- che si sarebbero divertiti un altro po’ con me”, e subito ecco arrivato un altro pugno in faccia. Il ragazzo, ha pensato addirittura di essere arrivato al termine della sua vita, e quando era stanco di essere picchiato, ha subìto un’altra violenza ancora peggiore. Un agente gli ha preso i testicoli ed ha stretto con tutta la forza che aveva nelle mani e tanto più il giovane si lamentava, tanto più l’agente stringeva, desideroso di fargli provare quanto più dolore possibile.

 

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AMMANETTATO AD UNA PANCHINA - Secondo i documenti ufficiali i poliziotti avrebbero accompagnato il ragazzo al commissariato di Boissy-Saint-Léger intorno all’una e trenta del mattino, quindi tre quarti d’ora dopo l’inizio del “controllo”. Il ragazzo viene ammanettato ad una panchina, con il volto insanguinato a causa del sangue dal naso. I poliziotti non chiamano alcun soccorso. Il giovane dev’essere lasciato solo con la sua sofferenza.

LA REAZIONE DELLA MADRE - Il ragazzo ha spiegato poi che sono stati proprio i poliziotti a costringerlo a dire che si era fatto male cadendo dalle scale, mentendo così ai soccorsi. Infine non avendo motivi per trattenerlo, le guardie lo hanno lasciato andare. Prima però hanno chiamato la madre, Faiza, dicendo di venirlo a prendere. La donna ha dichiarato di essersi imbattuta nel suo ragazzo pieno di sangue, con il naso fratturato e martoriato dai colpi sul viso.

TRAUMI DIFFUSI - Dalla caserma madre e figlio si sono diretti al pronto soccorso di Creteil. Il medico di turno, a seguito della visita, ha parlato nel suo referto di un trauma cranio-nasale con epistassi, contusioni multiple al viso, un trauma al gomito, lesioni scrotali ed un trauma toracico. Il ragazzo è tornato a casa con una prognosi di cinque giorni e tanto dolore, sia fisico sia psicologico. Chain ora vuole giustizia perché certi comportamenti da parte della polizia sono intollerabili. Il ragazzo ha anche inviato una lettera di protesta al ministro dell’interno.

ACCUSE INCREDIBILI - Ovviamente la polizia nega qualsiasi aggressione. Anzi, i colleghi degli agenti hanno definito “incredibili” simili accuse, ritenendole totalmente gratuite. Nonostante i testimoni, poi, nessuno può confermare le parole di Chain in seguito all’arresto. La Prefettura di Parigi ha dato il via ad un’inchiesta approfondita, sulla quale ad oggi regna il massimo riserbo. Sicuramente verranno sentiti i vicini e tutti coloro che hanno assistito all’aggressione iniziale, ovvero alla sgommata dell’auto, alla fuga del giovane ed all’inseguimento dei tre poliziotti.

NE HO ABBASTANZA - L’avvocato del ragazzo, Jerome Karsenti, intenzionato a presentare una seconda denuncia per sequestro, tortura e barbarie dopo la prima nella quale si parlava di generiche violenze, ha spiegato la vicenda come riportato da Liberation: “non stiamo parlando di semplici violenze. Qua abbiamo un sequestro condito con atti di pura malvagità. Possiamo contare su testimoni affidabili. Personalmente ne ho abbastanza. Ormai si sentono troppe storie tutte simili tra di loro con i mezzi d’informazione pronti a minimizzare ogni cosa. Il mio cliente è un ragazzo d’oro, vittima di un atto di barbarie totalmente gratuito”.

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