La ragazza che studia sul web il modo migliore di suicidarsi

19/10/2012 - Succede a Londra

La ragazza che studia sul web il modo migliore di suicidarsi

Il Daily Mail ci racconta la storia di una studentessa di 15 anni, Talullah Wilson, trovata morta sui binari della stazione ferroviaria di St. Pancras a Londra dopo aver visitato un sito in cui si parla di anoressia e suicidio.

EMULAZIONE - La ragazza, di una buona famiglia di Hampstead, è morta dopo aver lasciato un semplice messaggio su Twitter: “è finita”, seguito dall’hashtag ”#suicide”. Tallulah ha voluto dedicare il suo gesto finale a Rosie Whitaker, sua coetanea, suicidatesi in un modo simile lo scorso giugno, dopo aver ricevuto attacchi sul web da parte di alcuni compagni di scuola. Anche Tallulah è morta a causa del bullismo, a causa del quale si è sentita sempre più sola ed incapace di lottare.

 

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CI MANCHERA’ - La ragazza come detto ha affidato a Twitter i suoi messaggi finali, spiegando che non avrebbe più voluto svegliarsi, che ormai nessuno avrebbe più pensato al suo bene, che era ora di farla finita. La famiglia, sotto shock, ha affidato il ricordo della figlia ad un portavoce il quale ha spiegato come Tallulah verrà ricordata come una bimba devota ed una sorella amorevole. “Era intelligente, allegra e creativa -continua il portavoce- con un talento per la danza e con un immenso potenziale. Ci mancherà”.

L’AFFETTO DELLA SCUOLA - Tallulah era una figlia della “Londra Bene”. Casa ad Hampstead, scuola da 11 mila sterline l’anno, la St. Margaret, dove arrivò lo scorso settembre dopo aver abbandonato la St Marylebone, dove aveva subito atti di bullismo. La sua nuova scuola la ricorda con affetto, nonostante sia rimasta poche settimane. A renderla conosciuta il suo carattere dolce, il suo umorismo, la sua voglia di vivere, mentre il suo ex istituto non ha voluto approfondire la questione limitandosi a ricordare l’esistenza di piani di recupero con psicologi per tutte le vittime del bullismo.

ATTENTI AL WEB - La polemica ora si sposta sulla facilità riscontrata dalla ragazza nel recuperare informazioni sul suicidio. Emma-Jane Cross, amministratore delegato dell’associazione “BeatBullying” ha spiegato: “sappiamo da ricerche in nostro possesso che i giovani sono spaventati dai siti in cui si parla di suicidio e di come interrompere la propria vita. I ragazzi non si rendono conto delle conseguenze nefaste che possono scaturire dalla visione di certe pagine”. L’ultima cosa che resta di Toots, questo il nomignolo di Tallulah, è l’affetto degli amici i quali incolpano il bullismo come causa scatenante della morte della loro amata amica. (Photocredit Daily Mail)

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2 Commenti

  1. paolo c.c. scrive:

    R.I.P., sweet angel…

  2. Romeo scrive:

    Ma che cazzo perdono tempo a spostare la polemica sui siti???
    Bisogna massacrare il bullismo sul nascere!! E’ ora di smetterla di lasciar fare queste merdate a quei mocciosi del cazzo che cresceranno sempre più sicuri di potersi alleare squallidamente per far del male a persone spesso con la sola colpa di essere gentili e disponibili!
    Chi non ha voglia di morire quei siti li vede e ci ride sopra. Il problema vero è chi ci guarda con l’intenzione concreta di farlo. E tanto troverebbe comunque il modo.

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