Un decreto appena approvato sancisce che le donne sono responsabili penalmente se la gravidanza non viene portata a termine per comportamenti imprudenti.
Nel maggio dello scorso anno un caso di cronaca molto particolare fece scalpore nello stato americano dello Utah. Una ragazza di diciassette anni, pagò un uomo 150 dollari per farsi picchiare sulla pancia sperando di riuscire ad abortire, senza riuscirci: il bambino nacque e fu dato in adozione. All’epoca la teenager non fu condannata perchè il giudice dichiarò che “non è perseguibile in quanto non esiste una legge che rendele donne responsabili della morte del proprio feto“. Circa un mese fa Carl Wimmer, repubblicano, indignato perchè non ci fosse un colpevole per il tentato omicidio del nascituro, ha proposto un disegno di legge che ovviasse a questa lacuna, per evitare che si ripetessero atti del genere che Wimmer ha dichiarato “atroci”. Il governatore dello Utah Gary Harbert lunedì ha firmato e approvato la legge.
PERCHE’ INSEGNARE QUANDO SI PUO’ PUNIRE? – “The abortion bill” è divenuto realtà, pur se con qualche modifica: infatti il testo originario era così manicheo da rischiare di far incriminare persino le donne che subissero un aborto spontaneo, una pazzia insomma. Eppure anche la legge appena approvata lascia adito a numerose e pericolose interpretazioni: una donna è penalmente perseguibile se la morte del suo feto “è causata da un atto intenzionalmente negligente o imprudente della donna” , mentre sono ritenuti legali gli aborti giuridici, cioè le procedure mediche effettuate da un medico o attraverso sostanze utilizzate sotto la direzione di un medico. Questo significa che nel migliore dei casi una caccia alle streghe in cui ogni donna che non può dimostrare di essere stata intenzionalmente “negligente” o “imprudente” verrà sottoposta a interrogatori, indagini, test, per accertare la “verità”; evitare di indossare la cintura di sicurezza, camminare su una strada bagnata, quale sarebbe il limite tra buon senso e imprudenza? Inoltre certamente il caso che ha ispirato la legge è un episodio che va collocato in un contesto di disperazione ed ignoranza, per le quali avrebbe potuto molto più un programma di informazione e di educazione, oltre che una legge differente, visto che la ragazza si è trovata costretta ad agire così poichè in Utah le minori devono avere il consenso obbligatorio dei genitori per poter interrompere legalmente la gravidanza. “E ‘piuttosto estremista colpevolizzare le donne stesse e criminalizzare il loro comportamento durante la gravidanza,” ha detto Jordan Goldberg del Center for Reproductive Rights,un’associazione per il diritto all’aborto e ha continuato dichiarando che, “Sebbene il caso della ragazza di 17 anni sia “tragico”, l’istruzione e un migliore accesso all’aborto legale è un modo migliore di affrontare la questione.”
LEGGE CONTRA PERSONAM – Senza contare che per far rispettare questa legge andrebbero attuate tutta una serie di normative che rasentano l’assurdo, come si può controllare che ogni gravidanza venga portata a termine a norma di legge? Tenendo un registro delle stesse con una sorta di “certificato di concepimento” per cui se alla fine dei nove mesi non viene scodellato un bel bebè partono immediatamente le indagini per verificare cosa è successo? Se si hanno soldi da buttare potrebbe essere un modo per contrastare la disoccupazione dilagante, ma allora perchè fermarsi qui e non cominciare a tenere un registro anche di tutti i test per gravidanza venduti in farmacia? Wimmer ha dichiarato di sentirsi “estremamente felice” per l’approvazione della normativa e di essere “unapologetically pro-life“, impenitentemente a favore della vita; è impenitente nel complicare la vita piuttosto. Questa legge non ridurrà il numero degli aborti ma renderà criminale qualsiasi donna innocente che non abbia portato a termine la sua gravidanza; una normativa inutile creata per un unico episodio, inattuabile sul piano pratico e costosissima. Complimenti a Wimmer, sembra quasi italiano.






















Ho letto bene?
negli Usa è stata varata una norma, che oltre ad essere restrittiva, ha una marcata venatura per me, per cosi dire, islamica!
Sorge spontanea una domanda: e nel caso in cui la donna perde un figlio perchè ha preso uno spavento, di qualsiasi natura…la mettiamo in carcere per la sua instabilità emotiva?
Già, hai letto benissimo, salvo che islamico non sta scritto da nessuna parte.
Purissimo distillato di cultura cristiana.
Per questa gente la vita inizia con il concepimento e termina con la nascita, infatti non hanno problemi a campare una vita di merda con la testa piena di idee di merda.
Eppure la psicanalisi deve avere qualcosa da dire su questa ossessione della gravidanza a scapito di tutto il resto (includendo nel resto anche l’esperienza della donna, ovviamente)… mi devo informare meglio.
“Ossessione alla gravidanza”… sai che è un termine proprio azzeccato? Anch’io me lo sono chiesta spesso: perché la vita di quello che è un feto deve essere più importante della povera donna che magari se ne scodellerà altri 15? (sennò non si spiega perché in caso di scelta, i medici tendano preferenzialmente a salvare il feto). Se trovi qualcosa nella psicanalisi, fammi sapere, che sono curiosa!