Angelo Mai: l’occupazione contro la crisi

di - 19/10/2012 - E il sogno di ottenere una vittoria innovariva per gli spazi culturali di nuova generazione

Angelo Mai: l'occupazione contro la crisi
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L’unica dimostrazione di buona volontà reale è l’azione comune:
anche, e tanto più, se scandalosa
Pier Paolo Pasolini

Comincia con questa frase il nuovo manifesto dell’Angelo Mai occupato. Si, perché uno dei circoli culturali più importanti di Roma rischia la chiusura. Così ieri notte si è optato per la sua occupazione. Con lo slogan “Mai Altrove”, lo spazio rivendica gli spazi che gli sono stati concessi legalmente in passato. “Lo spazio alle Terme di Caracalla ci è stato assegnato secondo la delibera comunale 26 del 1995, frutto delle lotte dei Centri Sociali romani” ribadiscono gli organizzatori. Ma il problema è proprio quella delibera, che non cresce così come non crescono invece le piccole realtà sociali. E così rinnovarsi non è più una questione di politica, ma di cultura.

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NUOVE REALTA’ – Il Valle, Nuovo Cinema Palazzo, Macao, sono tutte situazioni che reinventano gli spazi culturali, senza farli morire. Così oggi in via delle Terme di Caracalla si riuniscono tutti a cerchio per trovare un sistema per sopravvivere. Perché la delibera 26 non riconosce il dna di questi posti, come invece accade nel resto d’Europa. Così quando il centro cresce, ha più possibilità di chiudere. In assemblea qualcuno propone di spingere le istituzioni a riconoscere una realtà ibrida che va oltre l’associazione ma che non può esser una realtà privata: “Sarebbe da rivedere tutto. Magari creare una zona cuscinetto tra risorse pubbliche e privato. Puntando tutto sulla produzione. Creando lavoro, produzione spettacoli”.

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CONVIENE – In realtà questi centri sociali si autogestiscono, rivalutando posti che altrimenti sarebbero abbandonati. Luoghi a misura di cittadino, e soprattutto a misura di portafoglio, salvaguardando la qualità. E forse tramite queste piccole realtà che si può ricreare la possibilità di riscatto della cultura, quando i fondi sono dimezzati. Si è parlato anche di questo nell’assemblea di presentazione:

SIAMO A NORMA – Quello che ha portato alla chiusura del punto sono state le continue pressione e le multe per mancanza di adeguamento normativo. Ma i ragazzi non ci stanno: “Ed è ancora più arrogante parlare di “assenza di luoghi adibiti a” considerando che siamo entrati in questo spazio – che ci è stato assegnato dopo un lungo percorso di lotta – ritrovandoci dentro uno scheletro senza pavimento, senza porte né finestre. Spazio che oggi, grazie alla partecipazione e non certo ai soldi pubblici, è completamente rivestito in legno – con tanto di trattamento ignifugo previsto dalla normativa europea -, è dotato di un impianto elettrico a norma e di attrezzature paragonabili a quelle di molti luoghi “istituzionali” commentano gli organizzatori.

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VIA VIA – La decisione di occupare è arrivata proprio durante gli ultimi giorni dell’Angelo Mai, dedicati alla mostra del fotografo americano David Fenton (per la prima volta in Italia ed ancora attiva). Tante persone si sono presentate nel circolo queste ultime settimane. E così si è pensato di rimanere, lasciando come traccia un anagramma che è diventato motto: “Amo curo copia”, ovvero : “Occupiamo ora”. Gli occupanti ribadiscono infine che “nella Roma xenofoba e securitaria di Alemanno gli spazi indipendenti che diffondono arte, cultura e pensiero critico sono un bene per la comunità in quanto espressione di una volontà plurale. Vanno dunque tutelati da tentativi repressivi, così come da possibili rischi di abbandono o, peggio ancora, dalla possibilità che finiscano “in cattive mani”.

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NO MAZZETTE- “Noi non mettiamo tavoli abusivi nel centro storico pagando mazzette ai vigili, non compriamo sottobanco licenze di somministrazione a più di 100.000 euro, non gestiamo discoteche con guardaroba, privé e champagne. Siamo uno dei polmoni della città, semplicemente perché offriamo cultura, diamo spazio al pensiero critico, diffondiamo visioni” continua la lettera di protesta. Qui un momento dell’occupazione di ieri notte:

IL BAR – Un manifesto all’ingresso della porta ironizza sulla questione bar. Un luogo che nell’ultimo periodo è stato preso “Partiamo dal Bar, che è stato per qualcuno l’utile goccia che fa traboccare il nostro vaso. Le ragioni della chiusura del Bar dell’Angelo Mai sono le stesse che hanno portato nell’arco di questi ultimi anni a una rapida quanto inesorabile volontà di Stato di sospendere il rifornimento economico alla cultura e alle arti del nostro Paese, nostra vera e unica industria pesante” recita un comunicato. “È da mesi che il comune di Roma, attraverso i vigili urbani, ci intima la chiusura dichiarando che qui all’Angelo Mai Altrove non si svolgono attività culturali e che in realtà svolgiamo solo una lucrosa vendita di alcolici a un pubblico indiscriminato”. “Non è vero” ribadisce uno del collettivo “NOn possiamo essere costretti ad aumentare i prezzi a 10 euro, cioè io devo creare la possibilità di far fruire uno spettacolo a soli cinque euro. Non possiamo aumentare”. Tante le adesioni all’occupazione che arrivano da artisti di tutta Italia e molte le iniziative già previste per i prossimi giorni: domani alle 22 Roberto Angelini presenta il nuovo disco Phineas Gage. La gente c’è, c’è stata e ci sarà. Domenica suoneranno gli Afterhours ed è già tutto sold-out.

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