I giudici che ci fanno vergognare di essere italiani

12 marzo 2010

La corte di Cassazione, con la sentenza n.5856 del 10 marzo 2010 ha confermato l’espulsione decisa dalla Corte di Appello di Milano di un immigrato albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori. L’uomo aveva invocato, per evitare l’espulsione,  il diritto a “un sano sviluppo psico-fisico” dei due figli. I Giudici hanno invece replicato che è consentito ai clandestini di restare in Italia solo in nome di “gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d’emergenza“, tra cui non rientrerebbe il caso in oggetto, ritenendo che la tutela della legalità delle frontiere prevalga anche sul diritto allo studio dei minori. La sentenza mette anche in guardia contro il rischio di strumentalizzazione dell’infanzia da parte dei clandestini. E’ curioso che il 19 gennaio 2010, con sentenza n.823, la stessa Corte aveva acconsentito alla richiesta di restare in Italia di un genitore extracomunitario, stabilendo che “il permesso di soggiorno va rilasciato perché l’allontanamento del genitore costituisce in ogni caso un pericolo per lo sviluppo psicofisico del minore, specie se in tenera età“. Ci saranno sicuramente ragioni validissime, che sfuggono a menti semplici e poco avvezze ai complicati codicilli del diritto, per giudicare in un modo una cosa due mesi fa e in modo totalmente opposto oggi. E certamente la Corte di Cassazione avrà validissime ragioni giuridiche per emettere certe sentenze.

Però la Corte di giustizia europea, riferendosi ad altre ragioni giuridiche, che dovrebbero essere altrettanto valide, con la sentenza C-540/03 del 2006 ha stabilito che in tema di diritto al ricongiungimento, anche in caso di espulsione, va considerano centrale l’interesse del minore. Ragioni giuridiche valide le avrà avute anche la Corte europea dei diritti dell’uomo, quando ha sanzionato “gli Stati che assumono comportamenti contrari a quanto previsto dall’articolo 8 della Convenzione sul rispetto della vita privata e familiare”. Ci saranno ragioni giuridiche valide anche nella direttiva comunitaria 2004/83, che ribadisce “il potere discrezionale degli Stati in fatto di espulsione ma individua un limite proprio nel diritto al ricongiungimento e nella tutela della famiglia.”

Insomma, la Corte di Cassazione avrà pure ragione da un punto di vista giuridico, nonostante il diritto internazionale e quello comunitario affermino cose diverse. Ma l’idea che nel nostro ordinamento giuridico venga ritenuto “legittimo” separare un padre dai propri figli perché “clandestino”, infischiandosene di quello che possano provare quei bambini,  ci fa un po’ vergognare di essere italiani.

5 commenti a I giudici che ci fanno vergognare di essere italiani

  1. lelith

    mah che la corte di cassazione abbia pronunciato in materia difforme rispetto ad un precedente non è affatto strano, succede più spesso di quanto si pensi. nel nostro ordinamento i precedenti non hanno forza vincolante e nel caso della cassazione in ipotesi come questa è prevista la possibilità di una pronuncia a sezioni unite per dirimere la questione.
    la cosa curiosa tutt’al più è il breve lasso di tempo intercorso tra le due pronunce che provengono da due diversi collegi della medesima sezione.

  2. Alberto

    Beh, credo che l’errore grave stesse nella prima sentenza…

  3. Calvin

    Beh nel nostro ordinamento e’ persino previsto che chi commette un reato vada in galera e sia di fatto separato dai figli. Dove starebbe la differenza? E’ d’uso chiedere la sospensione della sentenza perché si hanno figli piccoli? (sto chiedendo eh)

    • Rispondo eh…

      La differenza, che a me sembra non piccolissima (ma è un’opinione come un altra), è che non è proprio la stessa cosa commettere un omicidio o fare una rapina ed ESSERE un cittadino straniero senza permesso di soggiorno.

      Nessuna Corte di giustizia europea o Corte europea di dirtti dell’uomo si è occupata della separazione dei figli dai loro padri pluriomicidi o plurirapinatori. Sarà un caso?

      Un caro saluto

  4. Pingback: Lo scarabocchio di Comicomix

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