Regina
14/03/2010 - Ma non poteva, perché doveva riposare, visto che la mattina dopo era in sala operatoria, e soprattutto non poteva dare l’impressione che nel suo ospedale ci fossero pazienti privilegiati.“Posso vedere Ian un minuto prima di andare?”“Sì, certo, ma non si
Ma non poteva, perché doveva riposare, visto che la mattina dopo era in sala operatoria, e soprattutto non poteva dare l’impressione che nel suo ospedale ci fossero pazienti privilegiati.“Posso vedere Ian un minuto prima di andare?”“Sì, certo, ma non si può entrare.”“Lo so. Do solo un’occhiata.”Patrick salutò Alamaro. “La ringrazio ancora del sostegno. È stata una giornata lunga.” Cercò di soffocare il pensiero che non gli andava affatto di lasciarlo lì con Grace.“Sa che mi piaci.” Disse Grace appena fu uscito. Poi si gettò tra le braccia di Alamaro e iniziò a baciarlo. Così poteva dimenticare quella giornata. Lui si sentì il ragazzino che non era mai stato e le chiese di continuare. Dopo qualche minuto però gli venne in mente una cosa, che disse in totale ingenuità.“Ah, sì, ecco,
dimenticavo: tua sorella vorrebbe restare vicino a Ian, stanotte.”Lei ci pensò su un secondo. “È sua madre. Come potrei impedirglielo?”“Pensavo che ti saresti arrabbiata.”“Quando ci sei tu non sento la rabbia. Mia sorella si sente madre. Mina guarisce. La tua vicinanza è taumaturgica per le donne di ogni età, Ali.”Alamaro portò il panino e la risposta a Regina, che continuò beata a fissare il vuoto, vicino a suo figlio.Non si diedero appuntamento, ma la sera dopo Grace e Alamaro si incontrarono nella saletta, e la sera dopo ancora. “Ti ringrazio di essere stato così vicino a Ian. Sei taumaturgico anche per lui. Per non dire di Regina. Non la riconosco più. Erano decenni che non la vedevo struccata e soprattutto l’ho colta in flagrante mentre leggeva un libro di fianco al letto di suo figlio.” Gli accarezzò i capelli e la bocca. “Siamo tutti pazzi di te.”Grace non riconosceva nemmeno se stessa, quando sabato sera uscì dalla missione indossando il vestito di Dior che Alamaro le aveva fatto recapitare.Lui la aspettava fuori, seduto su un gradino vicino a Christa, elegantissimo.Christa salutò Alamaro e le andò incontro. “Sei meravigliosa, Grace. Un abito stupendo. Buona serata.”“Me l’ha regalato lui. Non credo di essere più degna della tua stima, adesso.”“Sai cosa ti dico? Che ti capisco. Ogni volta che lo vedo, mi devo concentrare sul fatto che sto per prendere i voti. Spero che parta presto.” Stava scherzando, ma non del tutto.“Anch’io.” Non era vero. “Vogliamo andare?” disse lui.Passarono due giorni nella suite dell’albergo.“Non mi sono vergognata dei lussi che mi hai offerto. Non avrei mai pensato di avere una relazione con un uomo come te.” Confessò Grace mentre rientravano il lunedì all’alba. “Tu sei troppo, per me.”“Tu sei perfetta, Grace.” La baciò di sua propria iniziativa, cosa che faceva a dir poco raramente.“Ti ricordi quando mi hai chiesto se non vedevo l’ora che tu partissi? Vorrei che tu restassi. Ma non resterai.”“Non resterò. Sto facendo le pratiche per l’adozione di Mina. La porterò con me.”“Lo so, me l’ha detto Christa. Fai una cosa giusta.” “E tu? Vorresti seguirmi?”“Vorrei, sì, ma c’è il dovere, l’ospedale. Piuttosto mandami altri chirurghi bravi come me, che mi servono.”
“Lo farò.”“E, ti prego, finché sarai qui, possiamo vederci ogni tanto alle otto? E stare insieme qualche volta nel week end?” gli chiese lei. “Non avrei osato sperare tu lo volessi.”Tutto si dissero in due minuti, e completarono i piani per il loro addio. È così che funziona, per alcuni. Si perdono millenni a decidere vacuità su vacuità e poi le grandi decisioni si prendono in un attimo.Come si volgono le faccende alla fine? Come si svolgono dirigendosi all’epilogo? Senza che uno se ne accorga, perlopiù. Alamaro aveva trascinato la sua vita alla salvezza, alla perdizione e poi ancora alla salvezza senza peraltro mai digerire alcun passaggio, senza mai volere con coscienza piana traghettarsi dal bene al male e viceversa. I passaggi dei suoi giorni tormentati Alamaro li aveva vissuti come maree, e non come i maremoti che avrebbero dovuto essere e che per quasi chiunque altro sarebbero stati. È questo che rende una persona diversa dalle altre, la capacità di destreggiarsi, se non di camminare, sulle acque?Avrebbe preso il largo dalla vita di Grace, e malgrado ciò l’avrebbe amata per sempre.












