Kony 2012, essi vivono. E tornano

19/10/2012 - di

Il gruppo di Invisible Children torna alla carica con un nuovo video

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    Lo avevano detto che non si sarebbero fatti fermare dalle critiche.

    ECCOLI QUI - Il discusso gruppo di attivisti legati a doppio filo alle chiese evangeliche e alla destra americana prova a rivitalizzare la sua campagna “Kony 2012″ con un nuovo video, il terzo di una serie inaugurata con il botto, quando il video di lancio della campagna diventò virale e conquisto milioni di visioni in tutto il mondo.

    UN BOOM - Milioni di contatti che poi non si sono trasformati in un successo duraturo, perché in seguito il video è stato analizzato e compreso per quello che era: l’operazione di propaganda da parte di un gruppo di scombinati americani, utile solamente a raccogliere consenso al Congresso per la proroga degli aiuti militari al regime amico dell’Uganda e l’invio di soldati in quella parte dell’Africa per “istruire” gli ugandesi nel dare la caccia a Kony. Una truffa bella e buona, smascherata e giustamente presa e pernacchie un po’ da tutti in giro per il mondo.

    E UNO SBOOM -  La campagna poi ebbe il tracollo definitivo quando Jason Russel, il trentatreenne regista del video, fu arrestato nel bel mezzo di un incrocio a Pacific Beah, tranquillo quartiere di San Diego, mentre era nudo e intento a masturbarsi gridando ai passanti. Un episodio che nell’ultimo video ha meritato l’appassionata difesa di uno degli associati, Ben Keesey, che si è abbandonato al martirologio dell’amico (dal minuto 20:00 circa) condito dalla lacrimuccia.

    UNA BUFALA - Quello che manca alla campagna di Invisible Children è il collegamento con la realtà, non un problema per milioni di ragazzini che hanno cliccato con interesse il video che parlava del massacratore di bambini, ma un impedimento deciso al decollo dopo un lancio di tale successo, e infatti si sono schiantati subito.

    O PROPAGANDA?  - Joseph Kony da tempo non è che l’ombra della minaccia che rappresentava quando era in Uganda e rappresentava la resistenza di parte del popolo Acholi al regime di Kampala e molti signori della guerra operano ormai nella stessa area con molto più successo e mietendo molte più vittime. Gli stessi paesi impegnati nella caccia a Kony infatti sponsorizzano movimenti armati e più o meno ribelli nei paesi vicini, su tutti lo M23, ammutinati congolesi che ora si stanno comportando esattamente come Kony ai bei tempi, con uno stile che comunque in zona appartiene anche alle truppe dei dittatori locali, del tutto indifferenti a questioni come i diritti umani o la salvaguardia dei civili.

     

    I PENTITI - Prova ne sia che gli ex combattenti della Lord Resistance Armi di Kony oggi sono arruolati nel 105° battaglione dell’esercito ugandese e i loro metodi si sono rivelati la migliore arma per sconfiggere Kony e costringerlo a lasciare l’Uganda con i pochi uomini che gli sono rimasti. In compenso Invisible Children può vantare una collaborazione molto proficua con la dittatura ugandese, si coordinano così bene che Invisible Children si è fatta strumento per validare gli arresti di elementi sgraditi al regime e da operare come spie durante la loro attività “umanitaria” nel paese.

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