Cultura

Meteorologi

12 marzo 2010

Anche le previsioni del tempo sono bipartisan. Anzi, passano da un eccesso all’altro

Un tempo esisteva solo il colonnello Bernacca. Con il suo pacioso sorriso, calvizie e pancetta: una figura tanto amichevole da essere per il telespettatore medio una rassicurazione anche politica: se nel resto d’Europa i colonnelli tramavano il colpo di Stato, qui da noi, al massimo, potevano tramare alle spalle dei cumulo-nembi, che, in ogni caso, erano molto più furbi di loro.

LOTTIZZAZIONE - Siccome però in Italia in questi ultimi anni tutto si è diviso fra Destra e Sinistra, ecco che oggi, passato a miglior vita il Bernacca (troppo precocemente, ahimè: pensate che quando è morto per lui nessuno ha proposto nemmeno un funerale di Stato!), i suoi moderni epigono sono anch’essi divisi fra quelli di impostazione “fininvest” e quelli di impostazione sinistrorsa, cioè quelli che albergano nell’unico programma ufficialmente dedicato al tempo nelle reti rai, oltre al meteo regionale, cioè il fazioso Che Tempo che fa. I meteorologi faziosi sono degli sporchi comunisti. Un tempo erano due, ora resiste solo il prode Mercalli, e il collega si limita a qualche rada comparsata, anche nelle televendite di pannelli solari. Essendo di sinistra si contraddistinguono per l’aria un po’ nerd de noantri: Mercalli è un quarantenne con tendenza alla pinguetudine, barbetta e vocetta un po’ racchia da primo della classe. Sotto l’aspetto pacato, assomiglia però a quei compagni di scuola che sono magari disposti a studiare con te, ma se durante il compito chiedi loro di passarti un suggerimento rispondono con aria piccata: “No, no, no!Non hai studiato e adesso ti arrangi!” Il Mercalli informa i telespettatori del tempo che verrà incidentalmente: prima i telespettatori si devono sorbire almeno tre minuti di pippone sull’effetto serra e sui disastri da lui causati prossimi e venturi. Un po’ come ,un tempo, al cineforum della sezione PCI ci si poteva vedere il film solo dopo essersi sorbiti i tre quarti d’ora di introduzione dell’intellettuale organico alla Ghezzi. Il Mercalli non è un meteorologo, è un angelo dell’Apocalisse in servizio permanente: in ogni spruzzo di pioggia intravede un annuncio della fine. Con sadismo si intigna a chiarire che i poli si stanno sciogliendo, le renne in Canada boccheggiano, e noi in Val Padana moriremo presto, e comunque. Come tecnica ha i suoi vantaggi: dopo aver sentito prospettare l’Armageddon prossimo venturo, quando alla fine, di sfuggita, il Mercalli annuncia che cadranno solo tre centimetri di neve nelle Marche dalle sette alle sette e mezza di domenica sera, il telespettatore medio tira un sospiro di sollievo: anche per questa volta, la fine del mondo è rimandata alla prossima settimana.

L’ALTRA PARTE – Di tutt’altra pasta i meteorologi finivest. L’ultimo è Paolo Corazzon, che è diventanto, in pratica, il membro di un duo comico con Barbara D’Urso. Corazzon non fa le previsioni del tempo: sgambetta vestito da buffone risorgimentale alle feste di paese, risponde a dialoghi che dovrebbero essere surreali e invece sono solamente pietosi, pare, insomma, la versione più intronata di Paolo Brosio (prima o dopo la conversione, a scelta). Paolo Corazzon non ha nessuna preoccupazione per la salute del pianeta; probabilmente neppure per quella del condominio. È invariabilmente, berlusconianamente ottimista. Se si prevedono piogge e tutti i telegiornali riportano allerte per possibili alluvioni, tracimazioni, inondazioni, lui giulivo annuncia che ci sarà un po’ di pioggerella, e pare suggerire che l’unica preoccupazione a carico dovrebbe quella di ripassarsi le parole di Singing in the rain, e provare un ballettino attaccati ad un lampione. Se poi proprio dovesse esserci una inondazione, perché preoccuparsi? Nel prossimo collegamento, Corazzon si presenterà vestito da paperella.

6 commenti a Meteorologi

  1. Ci dimentichiamo del mitico Guido Caroselli, a mio parere il più bravo di tutti, uno che si faceva capire anche da un bambino delle elementari nonostante fosse l’unico a illustrare le carte del tempo, finché ha potuto.
    Caroselli aveva i suoi comodi minuti in prime time, prima del tg1 della sera. Poi è stato spostato nel preserata, e una volta disse in onda “di questo passo mi collocheranno tra i cartoni del pomeriggio”.
    Infatti ora gli ritagliano giusto quel minutino tra un programma trash e l’altro nel pomeriggio gossip di Rai1; non ha più tempo per spiegare nulla, solo per dire se farà bello o brutto. L’ennesimo ottimo professionista bistrattato dalla Rai, che oggi non offre un servizio meteo all’altezza dei grandi network internazionali.
    Notate anche che son quasi vent’anni che nessuno compra un computer nuovo a Caroselli, la grafica del programma è rimasta tristemente uguale.

  2. Gabriella da Roma

    Questo articolo è stato inserito nella rubrica Cultura, ma a me sembrano solo le opinioni personali di Mariangela Vaglio che, senza argomenti concreti, cerca di screditare un professionista come Luca Mercalli. Lamenta i 2 minuti di situazione climatica mondiale (oltre al piove – non piove) come fossero una tortura, ma comunque è informazione. L’intensità dell’allarmismo si basa sulle percezioni dell’autrice, come l’opinione sul carattere di Mercalli e il patetico esempio del saputello che non passa i compiti. Che bisogno c’è puoi di rimarcare sgradevolmente l’aspetto fisico scrivendo “tendenza alla pinguetudine”? Non vediamo già da soli che non è magro? Per questo è meno competente di impianti fotovoltaici? L’autrice del testo è forse una fotomodella fisicamente perfetta? Deve esserlo per compensare lo scarso talento nella scrittura giornalistica. Preciso che non conosco personalmente Luca Mercalli, però sono una giornalista e non ho trovato traccia di cultura in questo articolo. Non avete una rubrica sulle chiacchiere da bar? Saluti.

    • cordapazza

      Non credo che sia la solita ecoscettica, è fatta così, bisogna capirla: se non deforma grottescamente i personaggi di cui parla non è contenta, lo faceva pure nei post in cui descriveva (praticamente animalizzandoli) i suoi alunni, poverini.
      Il bello è che spesso queste deformazioni sono incongrue, immotivate rispetto agli argomenti del pezzo e ai suoi contenuti:inutili variazioni sul tema.
      Fanno parte del suo stile al sapore di omogeneizzato.

    • massimo

      E’ sbalorditivo come un semplice approfondimento informativo, che va al di là delle solite banalissime pillole di meteorologia spicciola, diventi argomento di contrapposizione politica. Luca Mercalli è un esperto della materia, ed il fatto che esponga le sue argomentazioni in maniera più completa rispetto ai suoi colleghi non può divenire una colpa, semmai un interessante punto di vista dato da chi sa di cosa sta parlando. Comunista? Quindi se parlando di nuovi insediamenti urbani si fa cenno all’abusivismo imperante nel Meridione d’Italia si rischia di passare per “comunisti disfattisti”?…Non scherziamo. L’”effetto serra” non è un’invenzione di Luca Mercalli. Ne parlano da diversi decenni alcuni miliardi di persone in giro per il mondo…Ovviamente tutti comunisti…

    • Riccardo

      Sono molto in sintonia con quanto espresso da lei Gabriella. Per quanto personalmente io possa non ritenere simpatico Mercalli (cosa che non deve importare a nessuno), credo che non si dovrebbero mai denigrare le persone né si dovrebbe richiedere ad un intervento culturale alcun tipo di esternazione tanto marcatamente soggettiva. Anche io, come Lei, trovo assenza di cultura in questo (come in molti altri) articoli.

  3. cordapazza

    e comunque, nonostante la sua sonorità latinizzante, “pinguetudine” non esiste in italiano

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