Gp a Roma: la Lega contro. Ma è solo una finta
10/03/2010 - Sul mondiale di Formula 1 nella capitale il partito di Bossi ribadisce la sua netta contrarietà: dubita della necessità del progetto, denuncia possibili sprechi di risorse pubbliche, smentisce le cifre sull’eventuale nuova occupazione. Ma si appresta a consegnare 600 milioni
Sul mondiale di Formula 1 nella capitale il partito di Bossi ribadisce la sua netta contrarietà: dubita della necessità del progetto, denuncia possibili sprechi di risorse pubbliche, smentisce le cifre sull’eventuale nuova occupazione. Ma si appresta a consegnare 600 milioni nelle mani di Alemanno
Il partito di Bossi si è sempre opposto nettamente alla proposta di ospitare a Roma il campionato mondiale di Formula Uno. L’eventualità che un Gran Premio in Italia si aggiunga a quello di Monza o, peggio ancora, che lo sostituisca ha, infatti, da mesi, scatenato le ire di tutti i rappresentanti della Lega Nord, dai militanti fino ai parlamentari.
MINACCIA AGLI ALLEATI – Le dichiarazioni rese ad un giornale tedesco da Bernie Ecclestone, il grande capo del circo della Formula Uno, che considera ormai sicuro l’inserimento di Roma nel mondiale, a partire dal 2013, ieri hanno suscitato la reazione dura di Roberto Castelli. “Atteso che sono passati pochi mesi da quando questo governo ha dovuto dare a Roma 500 milioni per ripianare i debiti del Comune, senza che peraltro Roma mettesse in atto alcun piano di dismissione dei propri assets per diminuire tali debiti, chiedo alla Lega Nord – ha affermato minaccioso l’ex Ministro della giustizia – di non votare da oggi in poi alcun provvedimento che preveda di erogare fondi straordinari per il Comune di Roma nel caso in cui detta amministrazione dovesse impegnare fondi propri per organizzare l’evento”.
CAPRICCI ROMANI – E’ il senatore leghista Cesarino Monti a difendere a spada tratta gli interessi di Monza. Da Facebook continua ad inviare appelli dalla pagina appositamente creata per denunciare il tentativo di scippo, intitolata Giù le mani dal Gp di Monza: “La battaglia tra Monza e Roma – ripete da settimane – vede la storia, la gloria e l’eroismo legato alla tradizione motoristica nazionale e mondiale insita nei 90 anni di storia del circuito Brianzolo, contrapposta alle bramosie e ai capricci della capitale romana, che da qualche mese si è messa in testa di voler organizzare un secondo Gran Premio di F1 in Italia, correndo lungo le strade dell’Eur”.
E I SOLDI? – Sei mesi fa metteva in dubbio tutte le rassicurazioni fatte dal sindaco Gianni Alemanno, tra le quali quella della creazione di 10.000 posti di lavoro: “Questa è solo una operazione di immagine e marketing – diceva Monti - ma senza una reale sostanza dietro: per la gestione del Gran Premio d’Italia a Monza servono 30 milioni di euro; mi domando come fa Alemanno e il suo socio privato Flammini a dire che arrivano 130 milioni di euro dai privati ? Non credo proprio che questi ultimi siano così masochisti. Dietro ci sono interessi più grandi come la costruzione di alcuni palazzi adiacenti al tracciato dell’ Eur a discapito del territorio ambientale e dei cittadini del quartiere. Andrà a finire che chiederanno i soldi allo Stato per gli eventuali costi e i debiti saranno a carico pubblico, e ancora una volta del nord, con i ricavi distribuiti ai soliti quattro, tutti sicuramente privati, tra cui Flammini”.
GP A ROMA? NEL 2113! – Non è stato da meno il deputato monzese Paolo Grimoldi, coordinatore federale del Movimento giovani padani. Ha usato una battuta per sgombrare il campo da ogni fraintendimento: “Roma 2013? Sinceramente non credo che l’automobilismo approderà sotto il Colosseo prima del 2113. Prima la Capitale pensi a sanare i debiti della sanità, poi pensi alle corse. Per questo credo ci vorrà almeno un secolo. Vedo comunque che la data di questo fantomatico Gran Premio si sposta sempre più in là e sempre a livello di ipotesi. La Lega e la Brianza, comunque, faranno di tutto perché nel Paese Monza resti il solo e unico GP”. Insomma, ancora una volta, come ripete da tempo, Grimoldi fa riferimento ad una possibile cattiva gestione delle risorse pubbliche: “Quanto riportato oggi da un quotidiano nazionale secondo cui la ‘cricca’ degli imprenditori che si facevano beffe dei terremotati sarebbe stata pronta a mettere le mani sugli appalti del Gp di Roma – affermava poche settimane fa l’onorevole – non mi stupisce. Questo evento nasce sotto una brutta stella: di sportivo ha poco o nulla, mentre per i malintenzionati è un piatto da non perdere. Di questi tempi è meglio che Roma si occupi d’altro. I mondiali di nuoto possono insegnare qualcosa, e poi è meglio occuparsi a tempo pieno delle Olimpiadi”.
600 MILIONI A ROMA – Dilaga l’intransigenza padana. Peccato però che i messaggi di sfida nei confronti del Pdl romano giungano proprio alla vigilia dell’esame decisivo della Camera sul decreto legge riguardante enti locali e regioni sul quale il governo ha già posto, la settimana scorsa, la questione di fiducia. Il provvedimento, che si avvia alla votazione decisiva ed è fortemente sponsorizzato dalle camicie verdi, infatti, prevede un contributo di 600 milioni di euro per il solo anno 2010 per il comune di Roma e per il commissario straordinario del governo responsabile del piano di rientro dell’indebitamento dello stesso comune. Cosa farà adesso la Lega? Chinerà ancora una volta la testa al volere del Pdl romano o si deciderà a dare il via ad un braccio di ferro con gli alleati affossando il disegno di legge di conversione firmato, oltre che dal presidente del Consiglio e dai ministri Raffaele Fitto e Giulio Tremonti anche da Roberto Maroni, Roberto Calderoli e Umberto Bossi? Insomma, da una parte ci sono le denunce per i conti in rosso della capitale, dall’altra le votazioni sottobanco. Da una parte le rivendicazioni tipicamente padane e federaliste, dall’altra i diktat romani. Leghisti combattuti tra il richiamo del territorio e l’interesse del palazzo: scegliere l’uno in questi casi significa escludere l’altro. La situazione è paradossale. Ancora una volta.












