Interni

Milano, la drag queen che in lista non c’è

10 marzo 2010

Il caso sollevato da Formigoni: dentro Sinistra e Libertà, che appoggia Penati, candidati impropri: “Rovyna sotto accusa”. Ma poi si scopre che è tutto falsoLa polemica l’aveva aperta il vicecoordinatore del Pdl, Massimo Corsaro, subito seguito dal presidente Roberto Formigoni: rispondendo alle critiche sulla presenza nel listino bloccato di Nicole Minetti, igienista dentale ed ex ballerina di Colorado Cafè, voluta a tutti i costi dal premier, avevano detto: “Meglio la Minetti della drag queen di Penati“.

DI CHE SI PARLA? – Le battute dei formigoniani si riferivano alla presenza, nelle liste di Sinistra e Libertà, di “Stefano Villani detto Rovyna“, che secondo loro era una drag queen – per altre versioni, una trans – attiva nella zona di Milano e dintorni. Il Corriere riporta le posizioni di Filippo Penati, il candidato, e Marco Cipriano, rappresentante di SEL nel listino: “Sono completamente estraneo a questa vicenda. Se qualcuno ha dato false generalità, ne dovrà rispondere. Io stesso mi attiverò subito per verificare se esistono estremi di illegalità che, in quel caso, sarò il primo a denunciare“, ha detto il primo. “È una operazione di cui siamo stati tenuti all’oscuro e che certo non possiamo condividere perché noi abbiamo rispetto delle istituzioni. A mio parere, questa persona deve sparire dalla lista“, ha dichiarato il secondo.

SU FACEBOOK LA VERITA’ - Un gruppo su Facebook, però, chiarisce che forse le liste di proscrizione sono state fatte con troppa fretta: “Quelli che si dicono “uno di noi” chiudono gli spazi di aggregazione, svuotano le città e poi piangono se le donne vengono stuprate, si stupiscono se una periferia abbandonata a se stessa come via Padova esplode, se tutti quanti hanno paura. Rovyna non è una di loro, Rovyna è una degli altri. Le altre e gli altri, i cassaintegrati, disoccupati, precari, operai o call-center o web designer, che si barcamenano e salgono sui tetti per ricordarci che per vivere bisogna lavorare. Le altre, le donne che che si sentono continuamente figlie di un dio minore nel loro correre sempre per essere lavoratrici, madri, libere di essere pari. Le altre e gli altri, gli immigrati, ultimi tra gli ultimi, che vanno bene nei cantieri e come badanti ma per poi disprezzarli se vivono dentro le baracche di Rosarno, di Via Padova o al CIE di via Corelli. Le altre e gli altri, chi ha il coraggio di seguire l’inclinazione del proprio desiderio sessuale e di realizzare la propria identità ma che per questo non ha gli stessi diritti. Le altre e gli altri, quelli che non si rassegnano a sognare solo di vincere a win for life e provano a costruire progetti e creatività, ad indignarsi ancora per le ingiustizie e le disuguaglianze.Rovyna è una tra questi altre e altri, lavora e vive, si diverte, ama a Milano e ama Milano e la Lombardia.Formigoni non si occupa di lei e Rovyna si preoccupa per sé e per “gli altri”. Le altre e gli altri sono tanti, la maggioranza, ma sono invisibili. Con Rovyna, i suoi colori, la sua parrucca e la sua esuberanza, il suo non prendersi troppo sul serio, la sua voglia di essere divertente e divertirsi, ridiamo voce a tutti“, recita la presentazione.

MONDO BIRBONERovyna quindi non è “soltanto” un’artista dell’intrattenimento nelle discoteche, ma anche un gruppo collettivo di persone impegnate in politica, che appoggia evidentemente Villani. In via di principio, di irregolare ed illegale non c’è nulla. Certo, lo scandalo è derivato dal travestitismo e dall’uso del termine drag queen. Ma in questo caso, è tutto negli occhi degli “altri”. A destra come a sinistra.

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