di Alessandro Bernardini
postato alle 16:00 del 23 settembre 2008 in EsteriTorna alla home

Cambio al vertice in Medioriente: spunta la Mrs Clean. E ai palestinesi tremano le ginocchia

“Storie dal muro”, uno sguardo sul Medio Oriente, tenuta da un giornalista che è stato spesso ospite di quelle terre. A volte anche non del tutto volontariamente

Il re è morto, una fugace stretta di mano al re!”. Sì, perché Ehud Olmert si è dimesso moggio moggio passando di soppiatto per la porticina nascosta dietro al sipario della Knesset. Prima però, se l’è goduta fino in fondo. C’era grande attesa per il suo discorso di commiato e lui che fa prima di ufficializzare le dimissioni? Lascia tutti a bocca aperta e dà inizio a un panegirico sugli atleti israeliani alle paraolimpiadi,sulla sua squadra del cuore di calcio, su quelli di basket, addirittura si cimenta in una breve analisi della coppa Davis e poi quasi a dire: “Ah, si dimenticavo!“ si dimette. Ha poi aggiunto: “Auguro alla Livni che riesca a formare un nuovo governo nel tempo più breve possibile”. Da applausi non c’è che dire.

MRS CLEAN - Me li immagino tutti, in primis Barak e Livni, attaccati con le unghie sulle poltrone in pelle del parlamento con il sudore che imperla la fronte e scivola sotto le camicie. In realtà il buon vecchio Ehud così facendo probabilmente si risparmia un bel po’ di tempo nelle patrie galere. Agli occhi dei meno attenti sembrerebbe una mossa di grande responsabilità. In Italia perché un primo ministro si dimetta lo si deve trovare con pinzette, detonatore e tnt sotto a Palazzo Chigi. Quindi Olmert si immola e prima di trascinare Kadima nel fango ci si butta lui, con una buona uscita: “togliti di mezzo, ora ci pensa “Mrs. Clean” (come chiamano la Livni), tranquillo non ti preoccupare in galera non ci vai”. Ma facciamo un piccolo excursus: l’ex primo ministro (resta in carica per l’ordinaria amministrazione) non se la passa benissimo. E’ accusato nell’ordine di: aver ricevuto, a partire dagli anni Novanta, 150,000 dollari di tangenti dal finanziere statunitense Morris Talansky; di aver ottenuto rimborsi multipli di biglietti aerei da diverse organizzazioni e dulcis in fundo di aver agevolato, quando era ministro dell’Industria, diversi amici. Lui si è sempre dichiarato innocente. Presunzione di innocenza anche per lui, per carità. Lascia tutto in mano alla “nuova Golda Meir”, che vince le primarie di Kadima con il 43 per cento dei voti, battendo il rivale Shaul Mofaz. La Lady di ferro da tempo preme su Olmert in chiave “pulizia”. Niente scandali, niente imbrogli, lavoriamo per il paese. O dentro o fuori. Decisamente fuori. Olmert avrebbe potuto benissimo continuare a fare il suo lavoro, aspettare il processo e difendersi in ogni grado di giudizio. Evidentemente gli hanno consigliato diconcentrarsi sui suoi guai e lasciar perdere la Cosa Pubblica. Livni ora ha la strada spianata e, salvo cataclismi, sarà il prossimo primo ministro israeliano, la seconda donna dopo l’indimenticata Golda.

FUTURO - Ma chi è Tipzi Livni? Figlia di due combattenti dell’Irgun, un’organizzazione militare clandestina sionista che opera durante il mandato britannico sulla Palestina, a 22 anni lascia l’esercito da tenente ed entra nel Mossad. In incognito è studentessa alla Sorbona. La leggenda la vede a caccia di terroristi, ma probabilmente è solo un agente di medio livello che monitora la situazione occupando un appartamento. Fino a dieci anni fa è avvocato di diritto pubblico e commerciale, poi sposa la causa di Sharon seguendolo imperterrita raccogliendo il suo testamento politico. Ora è pronta a prenderne il posto. Poi il colpo di genio: dopo un silenzio lungo trent’anni racconta al mondo di essere un ex agente segreto. Rivelazione che dà i suoi frutti e che la dipinge agli occhi degli israeliani come donna dura, capace, forte e decisa. E’ una delle poche ad uscire indenne dal disastro della guerra contro Hezbollah del 2006 che segna definitivamente l’inizio della caduta agli inferi di Olmert. Alle primarie impronta tutta la campagna elettorale sulla trasparenza e sulla questione morale. E’ la prima a chiedere le dimissioni del povero Olmert. Mai coinvolta nel minimo scandalo, da qui il soprannome “Mrs. Clean”, dopo la vittoria festeggia con una frase alla Scorsese:”Hanno vinto i bravi ragazzi”. Ha solo 40 giorni per formare un nuovo governo. Se non ci riesce entro novanta, si ricorrerà ad elezioni anticipate. Lei in fondo già si sta muovendo dichiarando di voler mantenere la coalizione attuale e cioè Kadima, laburisti, ultra-ortodossi di Shass e pensionati. Un bel mix micidiale e non proprio ben assortito. Gli ultra-ortodossi sono l’ago della bilancia.Yishai il leader, ha posto alcune condizioni per partecipare ad un futuro governo Livni: nessun negoziato su Gerusalemme e aumento degli assegni famigliari. Altra ipostesi sarebbe quella di far entrare nel governo il Merezt, partito di sinistra ora all’opposizione. Ipotesi peregrina viste le distanze siderali tra questi ultimi e lo Shass. Sarebbe un colpo da maestro riuscire a coinvolgere il Likud di Netanyahu. La vecchia volpe non ci pensa lontanamente perché è in ripresa e punta a governare vincendo le anticipate.

O NO? - “Mrs. Clean” non vive il sogno sionista di Eretz Israel come Golda Meir che rifiutava l’esistenza dei palestinesi, ma avendo come padre spirituale Sharon - ritiro unilaterale da Gaza si, ma anche ideatore del muro e maggior responsabile politico dell’espansione delle colonie, per non parlare delle sue mitiche campagne militari - ai palestinesi tremano un po’ le ginocchia. Chissà se nel suo governo il vecchio Olmert dopo essere stato assolto da tutte le accuse troverà un posticino? Va bene pure il magazziniere. Sempre meglio del rancio da galeotto. O no?

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