L’isola dei Cassintegrati, il reality show per un diritto

08/03/2010 - Un gruppo di operai della Ex Enichem mette in scena uno show sul modello televisivo per sensibilizzare il pubblico sulla sua condizione “Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassintegrazione da 4 mesi,

L'isola dei Cassintegrati, il reality show per un diritto
     
 

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Un gruppo di operai della Ex Enichem mette in scena uno show sul modello televisivo per sensibilizzare il pubblico sulla sua condizione

“Il 24 Febbraio 2010 un gruppo di operai Vinyls (ex Enichem, Porto Torres), in cassintegrazione da 4 mesi, è sbarcato sull’isola dell’Asinara, prendendo possesso delle sale dell’antico carcere. L’isola dei Cassintegrati è un reality “reale”, purtroppo, dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro” con queste parole su facebook si accompagnava la nascita di una creativa ed appassionante battaglia per il diritto al lavoro,  su due campi, quello reale e quello virtuale, che inizia a vincere sull’indifferenza della gente.

SOLUZIONI - Il tutto ha il carattere di una riuscita operazione virale di marketing del diritto al lavoro ma non è niente di tutto questo. E’ la dimostrazione che “Insieme si può”, che le idee, il coraggio e la solidarietà possono smuovere qualcosa. Per farsi notare hanno occupato un’isola desolata, perché chi perde il lavoro o va in cassa integrazione non fa più notizia. Erano scesi in piazza a manifestare, anche a Roma, erano saliti sul tetto non di una fabbrica,  ma di una torre aragonese,  ma noi non c’eravamo accorti di loro. Poi è arrivato il tempo della Ventura e dei suoi naufraghi, come ogni anno. E c’è che stavolta io non so nemmeno chi siano i famosi che vanno in qualche parte tempestosa e piena di zanzare del mondo a digiunare, ché magari la beauty farm la rai non la passa più, mentre ricordo il nome di qualcuno di loro, Andrea Spanu, ad esempio. E mi chiedo: è  lui che scrive il diario su blogspot? Perché, se è così, cavolo, dovrei chiedere a lui di fare questo pezzo, perché sta vivendo quello di cui io dovrei parlare, perché la sua prosa sa di poesia, perché riesce anche a suscitare il sorriso

7 marzo: Ore 08.00 : E’ Domenica. Ma i giorni qui sono tutti uguali. La dimensione in cui viviamo è totalmente diversa. Solo chi è stato li più volte, o chi ci ha vissuto, sa di che parliamo.

Ore 09.00 : Un falco pellegrino, abbiamo imparato a riconoscerlo, volteggia nell’aria. È impressionante la leggerezza, l’armonia, e la velocità con cui si muove nell’aria.

Ore 11.30 : Noi umani più modestamente, ci informiamo dai quotidiani locali e più accessibili. Apprendiamo una notizia esilarante: in realtà non sappiamo se ridere o piangere. La nostra società è commissariata ormai da mesi dal Ministero Att. Produttive. Tale Ministero nei giorni scorsi ha istituito una Commissione di Vigilanza (ovviamente pagata), sul lavoro dei Commissari Vinyls già nominati. In pratica i Commissari sono stati commissariati!!! Dicono sia un obbligo di legge. Pensiamo accada solo in Italia. Attendiamo la nomina imminente di una Commissione che indaghi sulla Commissione che indaga sui Commissari!! E il caso di dire:”BOH…BOH…”

Ore 12.30 Gianmario si accorge del clamoroso scherzo di cui è rimasto vittima su facebook: prima di andare a letto si è dimenticato la sua bacheca aperta. Il nostro Ministro degli Esteri, noto nottambulo, se ne accorge ed in vece sua scrive: “Mi sento solo su quest’isola. Ho bisogno di un uomo nella mia cella”. Sono arrivati 18 commenti. Il più simpatico è stato: “A TIE CUSTA ISOLA T’E’ FATTENDE MALE. TORRADICCHE A DOMO TUA!”

Ore 16.00 : Alziamo lo sguardo e vediamo una decina di mufloni che si inerpicano in un ripido dirupo della collina che porta alla “Punta Scomunica”. Sono agili fieri e diffidenti, proprio come noi sardi.

L’ATTENZIONE CRESCE – Ieri sera sul tardi Andrea pubblica un link a questo post sulla bacheca del gruppo che su facebook, da ieri, dopo un servizio andato in onda su rai 3, sta crescendo di momento in momento. Non sembra curarsene alcuno salvo l’amministratore del gruppo, Michele Azzu,  che Repubblica ci spiega essere il figlio studente di musica in Inghilterra di uno dei cassintegrati, che lo riposta più tardi. Nella pioggia di messaggi di solidarietà può succedere. Le persone che si uniscono idealmente alla causa vanno aumentando di continuo, anche se-chi frequenta il social lo sa-è facile che non tutti possano farlo, giacché per chi segue troppi gruppi  è necessario l’invito. Da circa ottomila a più di tredicimila utenti in meno di ventiquattro ore. Ieri su Fb era possibile vedere passare il link al gruppo di bacheca in bacheca, anche se circolava già da giorni, per la verità, e difatti in una settimana in tanti erano riusciti ad iscriversi-ma la tv è ancora la tv.  Anche se l’isola dei cassintegrati aveva ispirato dei bellissimi articoli, come quello di Costantino Cossu del Manifesto che ne traccia una dimensione mitica, o quello di Silvia Sanna della Nuova Sardegna, che aveva descritto l’incontro tra gli operai della Vinyls e quelli dell’Alcoa di Portovesme che all’Asinara giovedì si sono uniti commossi in un abbraccio, non solo simbolico, tra due realtà di non rassegnazione alla crisi sarde, l’una del Nord, l’altra del Sud. “Perché chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso”. Lo leggiamo su una magliettina immortalata addosso ad un pupazzetto che ha in testa un casco dell’Alcoa, in una foto pubblicata a capo di un post del 6 marzo, sempre sul blog dei cassintegrati, dove nei giorni scorsi si poteva leggere anticipata la “notizia”. Dal diario del 2 marzo: “Ore 16.00 : E’ ufficiale, i lavoratori dell’Alcoa giovedì saranno sull’isola. Partiranno alle quattro del mattino per raggiungerci. Ma cos è questo piccolo sacrificio difronte a quello che hanno passato in questi mesi?“. E ancora, il giorno prima: “Ore 14.30 : Finalmente! Una grandiosa notizia: Gli operai dell’Alcoa si stanno organizzando per venirci a trovare. Pensiamo che finalmente sia giunta l’ora dell’unione delle lotte operaie di tutta la sardegna. Visto che ci sono i pastori e altri lavoratori dell’isola, pensiamo che sia arrivata la riscossa dell’intera classe lavoratrice. Forse è un illusione o un sogno, ma i sogni aiutano a vivere meglio e a volte si avverano, e non è una frase di Marzullo“. E la notte non avevano solo sognato. Leggiamo: “Ore 04.17 : Il silenzio della notte è interrotto da un tonfo fragoroso e sordo. Sarà un sabotaggio? No… E’ Gianmario che cercando Mariella (sua moglie) e non trovandola, è caduto dal letto (credeteci…è successo!). Ci riaddormentiamo“. Anche per loro, per le proprie donne, per i propri bimbi, stanno lottando i cassintegrati della Vinyls mentre sfidano la galera di una situazione precaria barricati in celle reali, in un’isola di 52 km², battuta dal vento, che sarebbe rimasta desolata se non avessero conservato i rapporti con il resto del mondo con una connessione al web, se non si fossero raccontati, se non si fossero prestati a farsi mito. Hanno raggiunto i cuori di tutti noi. Forse anche quelli dell’Eni.

(In questo video  la loro storia)

Immagini di Andrea Spanu

     
 

2 Commenti

  1. Sottovento scrive:

    Mentre i nostri buffoni in Parlamento si “scannano” con deccreti salva listam
    e decreti ad personam….e l’arbitro non fischia!

  2. è oramai evidente che l’attuale “Sistema Salariale Italiano”
    delle medie e grandi imprese impostato rigidamente sulla produzione e produttività “non funziona”, poichè il calare della richiesta di prodotti procura innumerevoli licenziamenti con devastanti effetti sull’economia locale, sulle persone, sui lavoratori, sulle famiglie, sulla società…
    “infatti” l’odierna economia è copiosamente sostenuta da finanziamenti sociali volti a sussidiare centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie che altrimenti, per forza di causa maggiore, non spenderebbero quell’indispensabile danaro che alimenta l’economia e le attività tutte,
    con conseguenze facili da immaginare…

    c’è invece un “Sistema Salariale Italiano che Funziona” e sostiene stabilmente
    “una parte dell’economia” ; tale sistema è composto dalle centinaia di migliaia di stipendi pubblici, bancari ed affini protetti dai licenziamenti, dunque mensilmente erogati indipendentemente dalle insidiose fluttuazoni della congiuntura… ciò consente ai protagonisti un’attiva e continua partecipazione ai consumi che a loro volta sostengono le imprese, nonchè una discreta quanto serena pianificazione dei presenti e futuri eventi personali…

    “Entrambe i succitati Sistemi Salariali” sono rivolti a donne e uomini
    con straordinarie similitudini intellettive e fisiologiche…, e sembra inoltre accertato che la “Parità di Diritti e Opportunità” siano intesi a beneficio di tutta la collettività ;
    “ma SE tutto ciò è Vero”,
    allora non sono chiare le discriminanti che assegnano i summenzionati Privilegi Salariali…

    è dunque auspicabile che le numerose eminenze politico industriali
    emendino il soggettivo quanto controverso canovaccio economico-sociale…?

    Lucretia Serthra
    http://ilpoteredelledonne.ilcannocchiale.it

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