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Tecnologiadi John B (John)
pubblicato il 23 settembre 2008 alle 11:42 dallo stesso autore - torna alla home

Il 10 settembre nei laboratori del CERN a Ginevra è partito un importante esperimento scientifico. Secondo alcuni “ricercatori” e tantissimi scettici, l’esperimento provocherà la fine del nostro mondo, inghiottito da un buco nero artificiale.

 

Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John di crono911.

 

IL GRIDO D’ALLARME: FERMATE L’ESPERIMENTO! – Ai primi di agosto, i giornali e le televisioni danno la notizia che nei laboratori del CERN, ed in particolare nel gigantesco acceleratore LHC situato nel sottosuolo a Ginevra, è stato allestito un esperimento che prevede di far collidere fasci di protoni a velocità prossime a quelle della luce. 2879968006 578ee5a8ca Il CERN distruggerà il mondo?La parte più succosa della notizia è quella che alcuni scienziati ritengono che l’esperimento provocherà la creazione di un piccolo “buco nero”, ossia un corpo dotato di una forza di gravità tale da attirare e inghiottire tutto ciò che trova intorno a sé, ingrossandosi a dismisura fino a fagocitare tutta la Terra nel giro di una cinquantina d’anni. L’argomento si diffonde rapidamente, forse con la complicità di albergatori, gestori di stabilimenti balneari e tour operator: “Visto che il mondo sta per finire, che ne dite di spendere un po’ di soldi – anche quelli che non avete – per una bella vacanza?”. Se ne parla in spiaggia, in televisione e – soprattutto – sul Web, al punto che dai motori di ricerca è praticamente impossibile cavare informazioni sull’esperimento che non abbiano per oggetto l’allarme “fine del mondo” o la sua smentita. C’è perfino chi si rivolge alla Corte Europea di Strasburgo per chiedere l’annullamento dell’esperimento, ma i giudici respingono la denuncia. Si arriva così al 10 settembre ed il famigerato marchingegno, chiamato LHC (Large Hadron Collider) viene attivato. Le televisioni mostrano gli scienziati e gli specialisti del CERN che applaudono e festeggiano: tutto ok. Visto che siamo ancora qui e nessun buco nero ci ha ancora inghiottiti, possiamo – almeno per ora – riporre la Bibbia (o il Corano o quel che vi pare) nel cassetto e cercare di capire come stanno le cose, seriamente.

I BUCHI NERI - Ne parlano tutti, ma pochi sanno esattamente cosa sono. In parole spicciole, il buco nero è una condizione della materia in cui la sua densità è talmente elevata da produrre una forza di attrazione gravitazionale così forte da impedire persino alla luce di sfuggire (di qui il “nero“). Dato che – in base delle nostre conoscenze fisiche – nulla può superare la velocità della luce, ne consegue che nulla può sfuggire da un buco nero. La forza gravitazionale diminuisce con l’aumentare della distanza: ogni buco nero ha quindi un “raggio d’azione” entro il quale si colloca la zona di “non ritorno” e questo raggio d’azione (talvolta definito “orizzonte degli eventi”) dipende dalla quantità di materia di cui è composto il buco nero. Pertanto, man mano che il buco nero inghiotte materia, l’orizzonte degli eventi si estende. Non è facile che la materia si trovi in condizioni di densità tali da generare un buco nero: queste condizioni si verificano (inevitabilmente, secondo gli astrofisici) nelle stelle di grandi dimensioni. La stessa forza di gravità che ha provocato la fusione degli atomi della materia (“accendendo” la stella) ne determina la contrazione su sé stessa nel momento in cui la stella non ha più “carburante” per alimentare il processo di fusione. Se la stella è abbastanza grande, la contrazione non troverà alcun ostacolo e continuerà fino a raggiungere una densità tale da diventare un buco nero. 2880021986 c61f212d69 Il CERN distruggerà il mondo?Quasi tutti gli scienziati concordano su questa sequenza, ma va detto che nessuno ha mai direttamente osservato un buco nero nello spazio (anche perché non è per niente facile da vedere, proprio perché non emette luce né radiazione dirette): la loro esistenza è confermata solo in via indiretta, osservando gli effetti dei presunti buchi neri sulla materia circostante. Questo margine di incertezza ha indotto alcuni scienziati a negare l’esistenza dei buchi neri o a formulare teorie differenti sulla loro effettiva natura. In ogni caso, abbiamo detto che le densità necessarie a far nascere un buco nero si verificano solo in presenza di immense quantità di materia (più di quanta ne contenga il nostro Sole, ad esempio). Alcuni scienziati, però, ritengono che nulla vieti di pensare che anche piccolissime quantità di materia, in certe condizioni, potrebbero raggiungere livelli di densità tali da creare un buco nero: piccolissimo… ma in grado di accrescersi via via che inghiotte altra materia circostante, attirandola con la sua forza gravitazionale. Due microscopiche particelle che si scontrino ad elevatissima velocità, potrebbero “fondersi” tra loro creando le condizioni di densità idonee a generare un microscopico buco nero.

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