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Il CERN distruggerà il mondo?

23 settembre 2008

Il 10 settembre nei laboratori del CERN a Ginevra è partito un importante esperimento scientifico. Secondo alcuni “ricercatori” e tantissimi scettici, l’esperimento provocherà la fine del nostro mondo, inghiottito da un buco nero artificiale.

 

Questa rubrica tratterà serialmente il debunking di miti internettiani e non. A tenerla, il “terribile” John di crono911.

 

IL GRIDO D’ALLARME: FERMATE L’ESPERIMENTO! – Ai primi di agosto, i giornali e le televisioni danno la notizia che nei laboratori del CERN, ed in particolare nel gigantesco acceleratore LHC situato nel sottosuolo a Ginevra, è stato allestito un esperimento che prevede di far collidere fasci di protoni a velocità prossime a quelle della luce. La parte più succosa della notizia è quella che alcuni scienziati ritengono che l’esperimento provocherà la creazione di un piccolo “buco nero”, ossia un corpo dotato di una forza di gravità tale da attirare e inghiottire tutto ciò che trova intorno a sé, ingrossandosi a dismisura fino a fagocitare tutta la Terra nel giro di una cinquantina d’anni. L’argomento si diffonde rapidamente, forse con la complicità di albergatori, gestori di stabilimenti balneari e tour operator: “Visto che il mondo sta per finire, che ne dite di spendere un po’ di soldi – anche quelli che non avete – per una bella vacanza?”. Se ne parla in spiaggia, in televisione e – soprattutto – sul Web, al punto che dai motori di ricerca è praticamente impossibile cavare informazioni sull’esperimento che non abbiano per oggetto l’allarme “fine del mondo” o la sua smentita. C’è perfino chi si rivolge alla Corte Europea di Strasburgo per chiedere l’annullamento dell’esperimento, ma i giudici respingono la denuncia. Si arriva così al 10 settembre ed il famigerato marchingegno, chiamato LHC (Large Hadron Collider) viene attivato. Le televisioni mostrano gli scienziati e gli specialisti del CERN che applaudono e festeggiano: tutto ok. Visto che siamo ancora qui e nessun buco nero ci ha ancora inghiottiti, possiamo – almeno per ora – riporre la Bibbia (o il Corano o quel che vi pare) nel cassetto e cercare di capire come stanno le cose, seriamente.

I BUCHI NERI - Ne parlano tutti, ma pochi sanno esattamente cosa sono. In parole spicciole, il buco nero è una condizione della materia in cui la sua densità è talmente elevata da produrre una forza di attrazione gravitazionale così forte da impedire persino alla luce di sfuggire (di qui il “nero“). Dato che – in base delle nostre conoscenze fisiche – nulla può superare la velocità della luce, ne consegue che nulla può sfuggire da un buco nero. La forza gravitazionale diminuisce con l’aumentare della distanza: ogni buco nero ha quindi un “raggio d’azione” entro il quale si colloca la zona di “non ritorno” e questo raggio d’azione (talvolta definito “orizzonte degli eventi”) dipende dalla quantità di materia di cui è composto il buco nero. Pertanto, man mano che il buco nero inghiotte materia, l’orizzonte degli eventi si estende. Non è facile che la materia si trovi in condizioni di densità tali da generare un buco nero: queste condizioni si verificano (inevitabilmente, secondo gli astrofisici) nelle stelle di grandi dimensioni. La stessa forza di gravità che ha provocato la fusione degli atomi della materia (“accendendo” la stella) ne determina la contrazione su sé stessa nel momento in cui la stella non ha più “carburante” per alimentare il processo di fusione. Se la stella è abbastanza grande, la contrazione non troverà alcun ostacolo e continuerà fino a raggiungere una densità tale da diventare un buco nero. Quasi tutti gli scienziati concordano su questa sequenza, ma va detto che nessuno ha mai direttamente osservato un buco nero nello spazio (anche perché non è per niente facile da vedere, proprio perché non emette luce né radiazione dirette): la loro esistenza è confermata solo in via indiretta, osservando gli effetti dei presunti buchi neri sulla materia circostante. Questo margine di incertezza ha indotto alcuni scienziati a negare l’esistenza dei buchi neri o a formulare teorie differenti sulla loro effettiva natura. In ogni caso, abbiamo detto che le densità necessarie a far nascere un buco nero si verificano solo in presenza di immense quantità di materia (più di quanta ne contenga il nostro Sole, ad esempio). Alcuni scienziati, però, ritengono che nulla vieti di pensare che anche piccolissime quantità di materia, in certe condizioni, potrebbero raggiungere livelli di densità tali da creare un buco nero: piccolissimo… ma in grado di accrescersi via via che inghiotte altra materia circostante, attirandola con la sua forza gravitazionale. Due microscopiche particelle che si scontrino ad elevatissima velocità, potrebbero “fondersi” tra loro creando le condizioni di densità idonee a generare un microscopico buco nero.

5 commenti a Il CERN distruggerà il mondo?

  1. marblestone

    Complimenti, veramente un grande articolo scientifico.
    Per quanto riguarda la data del 21 ottobre essa è ancora valida o slitterà per effetto del guasto di cui danno notizia i giornali di questi giorni.
    Inoltre, anche sei sei un anti-complottista, l’idea che abbiano inventato tutto i fisici del Cern per farsi pubblicità l’hai presa in considerazione?

  2. Non vedo l’ora che sia il 21 ottobre per scompisciarmi con una nuova finta prima pagina di Repubblica. :D Comunque Rössler mi sa di personaggione, lo vedrei *ene in qualche talk show, magari al posto di gente ormai un po’ ammuffita come Mughini…

  3. Al bel pezzo aggiungo solo che Stephen Hawking aveva già teorizzato che le particelle atomiche dovrebbero avere un periodo di decadimento tale da coincidere all’età attuale dell’universo, per cui è ben possibile che si formino piccolissimi buchi neri nel mondo che conosciamo, ma anch’essi destinati a durare un frazione ridicola di secondo e quindi annichilirsi.

    Ora, se l’universo è esposto quotidianamente a una gragnuola di buchini neri, proprio l’esperimento del Cern condotto con una manciata di palline lanciatae con una fionda deve essere una minaccia al pianeta?

    Diciamo che hai ragione tu: c’è una discreta fifa che metà del mondo scientifico scopra di aver studiato una teoria errata e teme di perdere contributi.

  4. Grazie per i complimenti, Marblestone.
    Non ho idea se la data del 21 ottobre slitterà.
    Mi par di notare che nell’impaginazione Web dell’articolo si sono persi tutti i link che avevo inserito per approfondire e restare aggiornati sugli sviluppi.

    Ne riporto qui qualcuno:
    http://lhc.web.cern.ch/lhc/

    http://public.web.cern.ch/public/en/LHC/LHC-en.html

    Per quanto riguarda la pubblicità, è possibile che qualcuno abbia pensato a un simile strategemma, ma non mi pare molto sensato.
    Un giudice più possibilista avrebbe potuto bloccare l’esperimento mandando in fumo anni di lavoro e miliardi di investimenti, e un fallimento attirerebbe un sacco di critiche.
    Di solito gli scienziati amano trovare il modo di pubblicizzare i loro esperimenti soltanto DOPO aver avuto successo, non prima.

    Non è poi la prima volta che alcuni scienziati esprimono il loro dissenso nei confronti di taluni esperimenti.
    Capitò anche quando la NASA inviò una specie di sonda-proiettile a impattare contro una cometa per studiarne i gas e le polveri emessi dall’impatto.
    Alcuni scienziati – anche italiani – si opposero all’esperimento sostenendo che si stava violentando l’equilibrio di quel corpo celeste nel nostro sistema solare.

    In ogni caso, è bene che si siano puntati i riflettori sul CERN: c’è sempre un senso di inquietudine al pensiero di cosa possano combinare un gruppetto di scienziati che lavorano tranquilli e indisturbati con le più grandi forze della natura !!!

  5. Konx

    bell’articolo (a parte un’imprecisione ma praticamente ininfluente). ma ho letto male, o non viene minimamente citata la radiazione di Hawking? Voglio dire, nel paragrafo “rischio calcolato” almen citarla mi sembrava d’obbligo, visto che comunque è una delle principali ragioni per cui comunque si dovrebbe star tranquilli :P

    bel pezzo, in ogni caso.

    Konx.

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