L’Agenzia delle Entrate dà i numeri?
06/03/2010 - Occorre poi considerare l’incremento delle somme ricavate a seguito della liquidazione delle imposte risultanti dalle dichiarazioni presentate. Si tratta della cosiddetta procedura art. 36-bis, il cui esito non dipende dall’azione dell’Agenzia, la quale può solo accelerare l’invio delle richieste di
Occorre poi considerare l’incremento delle somme ricavate a seguito della liquidazione delle imposte risultanti dalle dichiarazioni presentate. Si tratta della cosiddetta procedura art. 36-bis, il cui esito non dipende dall’azione dell’Agenzia, la quale può solo accelerare l’invio delle
richieste di pagamento, ma dall’ammontare delle imposte dichiarate e non versate dai contribuenti in sede di acconto o di saldo. In pratica, tanto più aumenta la tendenza dei contribuenti a non versare, o a versare tardivamente, tanto più aumenterà l’ammontare delle somme riscosse successivamente dall’Agenzia. Analoghe considerazioni vanno svolte per una parte delle entrate da altre attività, indicate complessivamente in 429 milioni di euro. Si tratta della verifica degli oneri detraibili e deducibili nelle dichiarazioni dei redditi mod. 730 ed Unico. In molti casi si tratta di errori commessi in buona fede dai contribuenti, che l’amministrazione deve comunque recuperare per assicurare il rispetto delle norme. Ricavi che rispetto agli anni precedenti non presentano variazioni significative. Infine, vi è il cosiddetto “gettito dei ruoli” che secondo l’Agenzia delle Entrate ha registrato un incremento di 200 milioni di euro (3,5 mld di euro complessivi nel 2009 contro 3,3 mld nel 2008). Il gettito dei ruoli comprende anche le riscossioni delle rate del “condono Tremonti” del 2002 non versate dai contribuenti ed iscritte a ruolo negli anni successivi. Si tratta di oltre 5,5 miliardi di euro “nominali” che gli agenti della riscossione hanno richiesto in pagamento soltanto alla fine del 2008. Il condono, come si sa, è un ricavo “una tantum” straordinario e perciò non è ripetibile. Una posta, pertanto, che verrà successivamente a mancare. Con tutta la buona volontà, è difficile considerare un “condono” come una pratica antievasione…
IN CONCLUSIONE - Se dai “famosi” 9,1 miliardi di euro sottraiamo le cifre prima indicate otteniamo un risultato operativo inferiore di oltre 1 miliardo di euro a quello dichiarato dall’Agenzia. L’incremento del 32% nei risultati operativi del 2009 rispetto a quelli del 2008 va più seriamente ricondotto ad un 15%, valore questo nettamente inferiore a quello dell’incremento registrato, per esempio, tra il 2006 e 2007 che aveva visto un incremento del 46%. In pratica, depurati delle poste impropriamente incluse nel bollettino illustrato da Befera, i risultati conseguiti dall’Agenzia delle Entrate nell’anno 2009 risultano fortemente ridimensionati e privi di quel carattere di eccezionalità che si è cercato di attribuire in questi giorni sui media.













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