Le novità del macabro mercato del turismo del sesso sono ora i piccoli haitiani. Proprio quelli vittime del terremoto, i più poveri, i più soli e per questo più deboli e, soprattutto, facilmente disponibili.
A denunciare questa nuova raccapricciante domanda di pedofili e turisti sessuali, secondo quanto riportato dall’ Ansa è l’Ecpat, la rete internazionale che combatte lo sfruttamento
sessuale dei minori. A fare il punto sul post-terremoto ad Haiti è il coordinatore dell’Ecpat-Repubblica Domenicana, Luis Mendez Jimenez, che in questi giorni si trova a Roma. L’operatore riferisce, in particolare, che l’ organizzazione ha rilevato “un traffico di bambini da Haiti a Santo Domingo per evidente scopo di sfruttamento”, compreso quello sessuale. “Nelle ultime settimane nella Repubblica Dominicana – dice Mendez Jimenez – abbiamo accertato un aumento dei bambini di strada. Insieme ai bambini abbandonati domenicani ci sono tanti bambini haitiani che arrivano non si sa come ma vengono impiegati nello sfruttamento del lavoro e del turismo sessuale. È quindi evidente che c’è un traffico dei bambini”. “In particolare – precisa – abbiamo osservato l’esistenza di un movimento di tratta di bambini di età compresa fra un anno e 14 anni. Questi traffici sono gestiti dagli stessi haitiani. I bambini trafficati vengono impiegati nelle varie città per attività illegali come l’accattonaggio e lavoro in strada. Tanti vengono affidati: le famiglie stesse mettono a disposizione, dietro compenso di denaro, i membri della famiglia minorenni, perchè svolgano attività illecita”.
TURISMO SESSUALE - Fra l’altro, nella Repubblica Dominicana “gli arrivi di turisti, e fra quelli anche quelli del sesso, non hanno subito cambiamenti negli ultimi mesi. Ipotizziamo anche che persone arrivino da noi e poi si spostino ad Haiti”. Fra i turisti del sesso che si rintracciano nella zona, spiccano i tedeschi, i canadesi, gli ucraini, i russi ed anche gli italiani. “Dalle informazioni che ricevono dalla polizia e dagli stessi bambini – continua – i turisti nelle ultime settimane fanno esplicita richiesta di bambini haitiani, soprattutto se di colore, a scopo sessuale. Bambini che sono i più poveri” e quindi più facilmente adescabili. Sui bambini haitiani, l’operatore umanitario dice che «ci sono moltissimi bambini orfani, e sono considerati tali anche se hanno genitori o parenti. Sono quindi senza un punto di riferimento e vagano. Li vediamo in giro per le strade, sia di Haiti sia di Santo Domingo, e lo sfruttamento sessuale è un rischio reale e possibile. È difficile fare i controlli - prosegue – ma il turismo sessuale è sempre esistito, come si fa ad escluderlo?”. E sugli interventi del dopo sisma, “ora cominciano i problemi” afferma il rappresentante dell’Ecpat: “A distanza di quasi due mesi dal terremoto, gli aiuti via via si stanno riducendo. Non tutti i sostegni promessi sono arrivati. Però la gente continua a stare per le strade, c’è ancora tanto da fare visto che tutto è stato distrutto. È difficile organizzare un processo di ricostruzione quando le istituzioni non ci sono”.
FIVE DOLLARS BABY - Non è certo la prima denuncia che arriva a proposito del traffico di minori nel dopo-terremoto. “Ad Haiti dopo il terremoto i traffici di minori sono cresciuti”, a lanciare l’allarme era stato Regino Martine, un gesuita che dirige i progetti per l’infanzia dell’Organizzazione non governativa “Solidarité frontalière”. “Molti bambini che vagano per strada – aveva spiegato – vengono sottratti con la motocicletta da trafficanti che approfittano
del caos dilagante per alimentare la tratta di minori. I militari chiudono gli occhi, la corruzione dilaga”. Intanto, secondo l’Ong “World Vision”, che opera ad Haiti da trent’anni con progetti a sostegno dell’infanzia, sono almeno 440mila i bambini orfani o abbandonati. Negli ultimi anni, secondo quanto riporta un’indagine dell’Organizzazione Onu per i migranti (Omi), sarebbero stati 2.500 i minori coinvolti ogni anno nelle reti dei trafficanti per sfruttamento lavorativo, prostituzione infantile, traffico d’organi. “Con cinque dollari i trafficanti vendevano un bambino haitiano al miglior offerente; i più vulnerabili erano sempre quelli senza famiglia” si legge nel Rapporto dell’Omi.




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