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Politicadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 5 marzo 2010 alle 19:00 dallo stesso autore - torna alla home

Un provvedimento “interpretativo” varato dal Consiglio dei Ministri permetterà alla lista di centrodestra nel Lazio di tornare in gioco. Ma rischia di essere bocciato a posteriori, creando nuovo caos. Il Quirinale firma

08 Ecco il decreto ad listam per salvare il PdL nel LazioLa deadline è le 19,30. Per quell’ora è convocato un consiglio dei ministri straordinario che varerà, con la formula della straordinaria necessità e urgenza, un decreto interpretativo “ad listam”, su modello delle leggi “ad personam”, che sarà anche retroattivo.

VIENI AVANTI DECRETINO - Ieri era infatti arrivato il niet del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al testo di decreto legge predisposto per l’occorrenza. Questa mattina, in occasione della Giornata Nazionale del Servizio civile, il capo dello Stato e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta hanno avuto la possibilità di un rapido scambio di opinioni sulla materia e il sottosegretario ha registrato la disponibilità del Colle a un decreto legge interpretativo delle norme in vigore, che riapra i termini di consegna delle liste. E che si vada verso un provvedimento di questo genere lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Non è scritto da nessuna parte – spiega La Russa – che chi va a portare le liste debba trovarsi nella cosiddetta zona rossa… Cosa esclude che si possa considerare presente chi semplicemente si trova negli uffici? Un decreto interpretativo potrebbe chiarire questi aspetti».In pratica, il decreto dirà che sono da considerare presenti all’atto di consegna delle liste coloro che si trovano nell’edificio del tribunale in quel momento, non soltanto nella stanza preposta. In questo modo, si salverebbe anche chi si trovava a mangiare un panino nel bar interno.

I TRE PUNTI - Il decreto è composto di tre articoli e una norma transitoria. Nel primo, si afferma che il diritto all’elettorato attivo e passivo deve prevalere sulle formalità. Il secondo dichiara che i vizi di forma possono essere sanati dalle liste che si presentano entro 24 ore dal deposito delle stesse (e per il Lazio e la Lombardia, il conto comincia dal momento in cui il decreto viene varato. Con l’articolo 3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste. Il Quirinale valuterà il provvedimento che l’Esecutivo gli sottoporrà. È stata superata dunque l’opzione di un decreto legge per riaprire i termini di ammissione delle liste per le regionali, che aveva trovato il Colle assolutamente contrario. D’altro canto, Silvio Berlusconi avrebbe ribadito di essere stufo dei formalismi che stanno mettendo a rischio la corsa del Pdl alle Regionali. Anche perchè, viene ribadito, i rappresentanti del partito erano negli uffici entro i termini previsti dalla legge (le 12) così come testimonierebbero i pass che registrano l’orario e i verbali dei carabinieri. E c’è poi chi, nella maggioranza, intravede anche un vero e proprio disegno: il fatto che i problemi ci siano stati solo a Roma e Milano indica, è il ragionamento, che i Voto2 1208367422 Ecco il decreto ad listam per salvare il PdL nel Laziorappresentanti del Pdl sono caduti in una trappola dei radicali. Il Quirinale ha firmato alle 23,30 di ieri.

UN PROVVEDIMENTO A RISCHIO – “Ma è provvedimento impugnabile“, afferma Vittorio Angiolini, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Milano, l’avvocato che assiste la Lista Penati. “Apprendiamo che, nel corso del Consiglio dei Ministri convocato per oggi, il Governo discuterà un decreto amministrativo per il salvataggio delle liste escluse dalla Corte d’Appello – ha detto Angiolini -. Un provvedimento che prevede la reatroattività è di dubbia legittimità. Sarebbe infatti impugnabile in sede giurisdizionale e finirebbe per prolungare la situazione di incertezza attuale, probabilmente fino ed oltre lo svolgimento delle elezioni“.

E FORMIGONI? – Non è chiaro, invece, in che modo il decreto interpretativo si occuperà della situazione in Lombardia. Questo perché, fanno sapere fonti vicine al governo, “Formigoni ha vizi sanabili, lo riammette il Tar domani, è il Pdl Roma che vuole il decreto subito, utilizzando il traino della Lombardia“. La Lega è trascinata, prefirebbe aspettare domani per vedere se Formigoni si salva senza decreto, ma i romani lo vogliono subito per lo stesso motivo perché poi alla Lega non interesserebbe, comunque è difficile che Napolitano, almeno fino a lunedì, firmi, si diceva ieri. Invece alle 23,30 di ieri è arrivata la sigla del Colle.