Un provvedimento “interpretativo” varato dal Consiglio dei Ministri permetterà alla lista di centrodestra nel Lazio di tornare in gioco. Ma rischia di essere bocciato a posteriori, creando nuovo caos. Il Quirinale firma
La deadline è le 19,30. Per quell’ora è convocato un consiglio dei ministri straordinario che varerà, con la formula della straordinaria necessità e urgenza, un decreto interpretativo “ad listam”, su modello delle leggi “ad personam”, che sarà anche retroattivo.
VIENI AVANTI DECRETINO - Ieri era infatti arrivato il niet del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al testo di decreto legge predisposto per l’occorrenza. Questa mattina, in occasione della Giornata Nazionale del Servizio civile, il capo dello Stato e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta hanno avuto la possibilità di un rapido scambio di opinioni sulla materia e il sottosegretario ha registrato la disponibilità del Colle a un decreto legge interpretativo delle norme in vigore, che riapra i termini di consegna delle liste. E che si vada verso un provvedimento di questo genere lo conferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Non è scritto da nessuna parte – spiega La Russa – che chi va a portare le liste debba trovarsi nella cosiddetta zona rossa… Cosa esclude che si possa considerare presente chi semplicemente si trova negli uffici? Un decreto interpretativo potrebbe chiarire questi aspetti».In pratica, il decreto dirà che sono da considerare presenti all’atto di consegna delle liste coloro che si trovano nell’edificio del tribunale in quel momento, non soltanto nella stanza preposta. In questo modo, si salverebbe anche chi si trovava a mangiare un panino nel bar interno.
I TRE PUNTI - Il decreto è composto di tre articoli e una norma transitoria. Nel primo, si afferma che il diritto all’elettorato attivo e passivo deve prevalere sulle formalità. Il secondo dichiara che i vizi di forma possono essere sanati dalle liste che si presentano entro 24 ore dal deposito delle stesse (e per il Lazio e la Lombardia, il conto comincia dal momento in cui il decreto viene varato. Con l’articolo 3 si stabilisce che con ogni mezzo di prova si potrà dimostrare di essere stati presenti nell’ufficio competente al momento della chiusura della presentazione delle liste. Il Quirinale valuterà il provvedimento che l’Esecutivo gli sottoporrà. È stata superata dunque l’opzione di un decreto legge per riaprire i termini di ammissione delle liste per le regionali, che aveva trovato il Colle assolutamente contrario. D’altro canto, Silvio Berlusconi avrebbe ribadito di essere stufo dei formalismi che stanno mettendo a rischio la corsa del Pdl alle Regionali. Anche perchè, viene ribadito, i rappresentanti del partito erano negli uffici entro i termini previsti dalla legge (le 12) così come testimonierebbero i pass che registrano l’orario e i verbali dei carabinieri. E c’è poi chi, nella maggioranza, intravede anche un vero e proprio disegno: il fatto che i problemi ci siano stati solo a Roma e Milano indica, è il ragionamento, che i
rappresentanti del Pdl sono caduti in una trappola dei radicali. Il Quirinale ha firmato alle 23,30 di ieri.
UN PROVVEDIMENTO A RISCHIO – “Ma è provvedimento impugnabile“, afferma Vittorio Angiolini, ordinario di diritto costituzionale nell’Università di Milano, l’avvocato che assiste la Lista Penati. “Apprendiamo che, nel corso del Consiglio dei Ministri convocato per oggi, il Governo discuterà un decreto amministrativo per il salvataggio delle liste escluse dalla Corte d’Appello – ha detto Angiolini -. Un provvedimento che prevede la reatroattività è di dubbia legittimità. Sarebbe infatti impugnabile in sede giurisdizionale e finirebbe per prolungare la situazione di incertezza attuale, probabilmente fino ed oltre lo svolgimento delle elezioni“.
E FORMIGONI? – Non è chiaro, invece, in che modo il decreto interpretativo si occuperà della situazione in Lombardia. Questo perché, fanno sapere fonti vicine al governo, “Formigoni ha vizi sanabili, lo riammette il Tar domani, è il Pdl Roma che vuole il decreto subito, utilizzando il traino della Lombardia“. La Lega è trascinata, prefirebbe aspettare domani per vedere se Formigoni si salva senza decreto, ma i romani lo vogliono subito per lo stesso motivo perché poi alla Lega non interesserebbe, comunque è difficile che Napolitano, almeno fino a lunedì, firmi, si diceva ieri. Invece alle 23,30 di ieri è arrivata la sigla del Colle.






















Sarò tarata ma io ho letto “Formigoni ha vizi INsanabili”, chissà perchè, forse sono drogata da tutti questi scandali sessuali
Don Abbondio, Manzoniano parto, insegna: a colpi di “latinorum” si può far di tutto e il contrario di tutto…
Le poche cose che circolano non sono cosi’ chiare. Io per esempio di Formigoni ho letto l’esatto contrario. Mi domando cosa significhi essere retroattiva. Per problemi simili una giunta di centrosinistra lucana nel 2001 fu costretta a dimettersi perche’ avevano trovato anomalie dopo le elezioni… Che succedera’, gli ridaranno la guida della provincia?
Certo che manna per il PD. Riesce a fare buona figura senza dover dire o fare nulla. Che se dovessero solo fare qualcosa perderebbero anche questo vantaggio, ma per il momento e’ un vero lusso stare alla finestra…
mortacci loro #3
P.s. quest’oggi non riesco a dire altro
Gulp! E quali srebbero i “vizi sanabili” di Formigoni? Indossa il cilicio come la Binetti?
^_^
Sembra….ma sono solo voci di corridoio….che si sia seduto sul mattarellum sottratto alla Binetti…………..
“Nel primo, si afferma che il diritto all’elettorato attivo e passivo deve prevalere sulle formalità.”ah, ecco
gli operai sono stati mesi sulle torri per il diritto al lavoro.i precari in occupazione per giorni per i loro contratti. formigoni due giorni per avere un cdm dedicato per risolvere i suoi problemi ”insanabili”.a quando le leggi speciali.tutto questo mentre la classe politica del clown sguazza negli scandali.napolitano………….ma non è dove sta per essere arbitro e tutelare la nazione INTERA.questo mi chiedo…
questa è una prova evidente del tasso di criminalità che risiede in parlamento e della debolezza politica di chi dovrebbe rendere le istituzioni un muro contro l’illegalità.
Governati da una banda di ladri che non sono in grado di garantire le condizioni minime di convivenza civile.
Non essendo in grado di badare ai propri interessi come possono fare gli interessi della collettività?
Se la maggioranza (legittimamente eletta) non rispetta le regole allora è la barbarie.
Da oggi non si può più dire che le regole non si cambiano (interpretano) durante la partita.
Presto arriveranno tempi bui e la colpa sarà di chi avalla questi atti fascio-comunisti di arroganza.
Presto spero che qualcuno paghi a caro prezzo la propria arroganza.
Per favore, adottateli.
Gli italiani sono incapaci di badare a se stessi.
Gli italiani hanno bisogno di un tutore, spesso di un padrone. Di solito se lo scelgono pessimo. Da Mussolini a Berlusconi, non c’è limite al peggio. Il brianzolo morirà, checché lui ne dica, ma non passeranno vent’anni che gli italiani ne sceglieranno uno anche peggiore – è vero, non è facile immaginarlo, ma se l’umanità quando si tratta di dare il peggio è sempre molto creativa, gli italiani battono tutti. Sfatiamo un luogo comune, ossia che questo paese non conti nulla. Il fascismo lo hanno inventato qui, la mediocrazia forse no ma nessuno ha saputo realizzarla come questo popolino che ha pure inventato, non casualmente, il melodramma e la commedia dell’arte. Da ridere qui non manca mai, ma nemmeno da piangere. Per il resto, non funziona niente.
Gli italiani da soli non ce la fanno. Se proprio non potete adottarli, commissariate il loro paese, il loro governo. L’Unione Europea si faccia carico di questa sua bizzarra appendice. Assicuri alla giustizia l’ometto col cerone sulla faccia e sistemi le sue scuole, i suoi ospedali e tutto il resto – la testa no, da quella non si può cavare nulla. In cambio, quando vorrete ridere, o piangere di commozione, sapete a chi rivolgervi.
Michele Lupo
bisognerebbe fare in modo che questo decreto gli si rivolti contro, per esempio tutte le liste escluse dovrebbero fare ricorso appellandosi ad esso. Sai che bel casino… Per rimediare dovrebbero quindi emettere un nuovo decreto che calzi a pennello alle loro 2 liste di Lazio e Lombardia.
buongiorno, se fossi al posto dei pd in lombardia e nel lazio, ritirerei le liste e poi vorrei vedere che succede, anche se certamente tv del biscione, rai 1 e 2 parleranno di chissà che cosa, chissà cosa tireranno fuori… certo che se si spera in napolitano stiamo freschi
Ultime dal PdL.
Berlusconi ha chiesto di vincere in tutte le regioni. Vittoria che, dopo la storica svolta di ieri, non deve sfuggire al PdL.
Per fare questo è pronto un “decreto INTERPRETATIVO” che riguarda la corretta interpretazione della matematica applicata al computo dei voti.
Il decreto consta anch’esso di tre articoli :
In Roma addì 6 marzo 2010, anno I E.B. – Noi decretiamo quanto segue :
- Art.1…(omissis) il totale dei voti ottenuti dalle liste PdL và moltiplicato per 1,2 (uno virgola due)..
- Art.2…(omissis) il totale dei voti ottenuti dalle altre liste và moltiplicato per 0,8 (zero virgola otto)..
- Art.3…(omissis) i totali così ottenuti vengono poi sottoposti al PRESIDENTE Silvio Berlusconi per eventuali ulteriori necessarie correzioni per rendere il libero voto aderente al volere del popolo sovrano.
Napolitano , sedotto dalla parola “INTERPRETATIVO”, ha già annuniciato la sua firma, anzi per deferenza verso il PRESIDENTE si recherà personalmente a Palazzo Grazioli per apporla.
Non ci credete ?
E fate male, non avete idea che cosa ci aspetta.
oggi è un giorno triste per tutti noi che credevamo nella democrazia, legalità e giustizia.
Sono così delusa da tutto questo che non riesco più a vedere un futuro.
Sono curioso di sentire le motivazioni del nostro Napolitanosavoia.
Napolitano deve aver pensato che se non firma gli faranno cadere addosso tutta la colpa ed ha perfettamente ragione perchè conoscendo B. è proprio quello che sarebbe successo, d’altro canto firmare vuol dire prendere in giro i milioni di elettori non solo a sinistra ma anche a destra che votano partiti diversi dal PDL e che non hanno avuto lo stesso trattamento di favore degli elettori del PDL i quali da oggi in poi non potranno piu’ parlare di comunisti, toghe rosse, ce l’ hanno tutti contro Silvio, radicali anticristi ed altre amenità. D’ora in poi gli elettori del PDL sono dei privilegiati per cui la legge non vale come per gli altri.
Comunque spero vivamente che il Presidente della Repubblica rimanga in silenzio istituzionale perchè sentire delle giustificazioni da parte sua mi sembra come di subire un altro torto come cittadino. Io al suo posto avrei dato le dimissioni e avrei lasciato che i giudici facessero il loro lavoro.
Sandro Pertini non avrebbe firmato…
Ma perchè alla fine dei conti sta succedendo tutto cio’ in Italia? Ebbene è semplice. Le persone che hanno vissuto il ventennio fascista stanno lentamente morendo di vecchiaia fra qualche anno non ci saranno piu testimoni oculari del fascismo e allora bisogna porre rimedio e come si fa? Ovvio si crea un altro regime totalitario in modo tale che per almeno un altro centinaio d’anni avremo una nuova generazione di persone che hanno conosciuta la dittatura.
immaginatevi se le liste fossero stade del pd.
pensate ai rutti e ai peti che avrebbero fatto quei gentiluomini del pdl e i gesti con l’avambraccio ad ombrello dei leghisti alla Borghezio….provate ad immaginare…..