5 marzo 2010
La mancanza di appoggio dell’opposizione su una soluzione politica condivisa mette Silvio all’angolo. La riapertura dei termini per l’ammissione delle liste è pur sempre una forzatura. Che fa perdere consensi. Soprattutto se nel centrodestra non tutti fanno quadrato
Il “totalmente inaccettabile” col quale Pierluigi Bersani ieri ha etichettato la proposta del governo di varare un decreto legge che riaprisse i termini per la presentazione delle liste, era l’unica strada davvero percorribile, per il Pd e per l’opposizione tutta. Un’apertura del Partito Democratico ad una soluzione politica avrebbe sicuramente e nettamente spaccato i democratici, già inequivocabilmente schierati ben prima della uscita del segretario.
DURA LEX SED LEX – Bastava leggere i loro aggiornamenti di stato di Facebook per capire che non ci sarebbe stato spazio per un cambio di marcia rispetto al richiamo al rigoroso rispetto delle regole degli ultimi giorni. “La legge è uguale per tutti – scriveva il deputato Giampaolo Fogliardi – ed i signori del Pdl comincino ad abituarsi a rispettarla. Se il partito di maggioranza non è in grado di amministrare sé stesso come farà ad amministrare la grave situazione del Paese in crisi?”. “Berlusconi si vuole fare la legge: sostiene che ci sia troppa fiscalità!!! Vergogna!!!”, gridava, invece, Ileana Argentin. Stessa linea di Antonio Misiani: “Adesso questi cioccolatai del Pdl si apprestano a fare un decreto per risolvere i pasticci che hanno fatto con firme e liste”. Mentre spiegava Jean Leonard Tuadi: “Caos calmo… Consiglio dei ministri convocato per questa sera alle 22.00. L’esecutivo si appresta a sostituirsi al potere giudiziario con uno strappo democratico gravido di conseguenze. Ma non dicevano i romani, padri del diritto, “dura lex sed lex” ? In democrazia la forma è sostanza. Non posso immaginare una democrazia senza regole, torneremo allo stato di natura di hobbesiana memoria”.



non credo, gli elettori del pdl sono abituati a ben altro. Ormai ci hanno fatto il callo e continueranno a vorate il loro partito comunque