Il consueto sguardo sull’informazione italiana, questa settimana in bilico fra discorsi mai avvenuti e assoluzioni “forzate”.
A me piace pensare che la gente sia in buona fede. Anche senza motivo, per il solo piacere di immaginare un mondo più sereno e rilassato, in cui le azioni sbagliate vengono compiute per pura stupidità. Per esempio, nell’ultima settimana è saltato fuori che l’intervista concessa a Libero da Philip Roth e pubblicata lo scorso novembre era finta. Ora, che le affermazioni degli intervistati, specie se celebri, vengano spesso rimaneggiate e riassemblate per meglio rispecchiare le opinioni degli intervistatori (o di chi li stipendia) è cosa
risaputa. Ma da qui a inventare di sana pianta un’intera conversazione telefonica con roba tipo “Obama? Una grandissima delusione. Sono stato fra i primi a crdere in lui, ad appoggiarlo, ma adesso devo confessare che mi è diventato perfino antipatico”, ce ne passa. Eppure sembra essere davvero andata così, visto che in un’altra intervista a Il Venerdì, interrogato sulle sue precedenti dichiarazioni, lo scrittore è caduto dalle nuvole (“Ma io non ho mai detto una cosa del genere. E’ grottesco. Scandaloso. E’ tutto il contrario di quello che penso. Considero Obama fantastico” e “non ho mai parlato con questo Libero. Smentisca tutto. Ora chiamo il mio agente”). E però io voglio credere alla buona fede di Tommaso Debenedetti di Libero. Tommaso non ha inventato l’intervista, gli è stata tesa una trappola: probabilmente un crudele dipendente del Venerdì si è finto Philip Roth per metterlo in ridicolo. Oppure è l’intervista al Venerdì ad essere finta. Ma ripensandoci, anche quelli del Venerdì sono sicuramente in buona fede, quindi le interviste sono entrambe vere ed è Roth che è crudele. Anzi, ha l’Alzheimer. Diglielo, Tommaso.
ASSOLUZIONE, PRESCRIZIONE, X – L’altra notizia della settimana è stata ovviamente la sentenza Mills: prescrizione, il verdetto che in Italia dà ragione a tutti, e che scatena la fantasia dei giornalisti. Il Tg1, com’era ovvio, non ha perso la magnifica occasione di mettersi in ridicolo: per ben due volte, nell’apertura dell’edizione delle 13.30, la prescrizione è diventata assoluzione, come peraltro era già successo qualche mese fa per Berlusconi a Studio Aperto. Nello stesso giorno, Libero titolava “Silvio assolto, Travaglio fa appello”, mentre il Giornale usciva con “Processi, vittoria di Berlusconi” di Vittorio Feltri, che ci ha anche regalato en passant una splendida e scurissima perla linguistica: “il legale britannico praticamente assolto”. Zucconi, pensaci tu. E per non farci mancare niente, citiamo anche lo splendido pezzo contro i radicali sulla vicenda Polverini: “L’ultimo asso dei radicali: la cavillocrazia”. “L’accusa di essere violenti proprio no. Ai radicali non va giù che qualcuno confonda la violenza con una pratica gandhiana, quale può essere il costringere al «rispetto della legalità» un malcapitato rappresentante di lista facendo barriera con il loro corpo [...]. Se il Pci [...] annoiava i funzionari comunisti con politologia di
partito, i radicali, da sempre, a chiunque voglia lavorare con loro, impongono lo studio e la conoscenza delle leggi elettorali, nazionali e locali; dei regolamenti delle assemblee elettive e delle procedure”. ‘Sti radicali so’ ggente strana.
Per il resto: “Cambio di look e Silvio «tradisce» Caraceni con il napoletano Kiton”. Un breve estratto: “Basti pensare che la casa partenopea annovera in portfolio i guardaroba di supervip come il duca di Windsor, che scelse un blazer doppiopetto navy con pantalone in tinta per una crociera, e l’avvocato Gianni Agnelli”. Che invece scelse cosa? Perché non lo dice? Il pantalone era in tinta? Io devo saperlo. “Balducci, nuova ipotesi di reato – spunta l’ombra della prostituzione gay”. Ammazza, mica della prostituzione normale, proprio quella gay. E’ un reato molto più grave. Degno di nota anche l’umorismo involontario di certi sommari (“gli scienziati disarmati senza la capacità di cogliere qualche segno di Giovanni Caprara”). E dulcis in fundo, il titolo della settimana, ma molto probabilmente del mese e forse – chissà – anche dell’anno: “Sclerosi multipla provocata da un batterio? Forse”. Genio? Può darsi.


” spunta l’ombra della prostituzione gay”. Ammazza, mica della prostituzione normale, proprio quella gay. E’ un reato molto più grave. ” avevo pensato la stessa cosa
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