Le “minacce” all’ispettrice del bambino di Padova
di Alessandra Cristofari - La Questura smentisce messaggi intimidatori, "Sono frasi offensive su Facebook"
I sindacati di Polizia Ugl e Coisp dicono stop a gogne mediatiche per i poliziotti di Padova, finiti nell’occhio del ciclone per il caso del bambino di 10 anni prelevato a forza a scuola, su provvedimento dei giudici dei minori.
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GIUSTIZIA - ‘Basta con le gogne mediatiche per i poliziotti’, afferma in una nota il segretario veneto dell’Ugl, Angelo Calvario, mentre il segretario generale del Coisp, Franco Maccari, sottolinea come non sia ‘sopportabile che il capo della Polizia ed il Ministro continuino a scusarsi a turno per quanto i loro uomini sono chiamati a fare, inchinandosi all’emotività’. Per il rappresentante dell’Ugl, i poliziotti che hanno operato in questo frangente ‘hanno rispettato il provvedimento del Tribunale. Non hanno posto in essere alcuna violenza ma, come prevede la legge, hanno usato la forza quale ultimo mezzo per eseguire a malincuore una pronuncia immediatamente esecutiva’. Semmai, per Calvario, ‘va colmato un vuoto legislativo, e questi casi devono essere gestiti da professionisti e da psicologi minorili; le forze dell’ordine non dovrebbero svolgervi alcun ruolo, neppure nella veste di ufficiali giudiziari’.
IN DIFESA DEGLI AGENTI - Per Maccari (Coisp) il ministro Cancellieri ed il prefetto Manganelli, anziché temere di ‘essere travolti da ondate di ignoranza e populismo’ che vicende come questa innescano, dovrebbero ‘spiegare a chiare note che il lavoro del poliziotto è duro, delicato, drammatico, difficile da capire se non lo si fa, e che proprio per questo va sostenuto e difeso, non fatto puntualmente a pezzi’. L’Ugl, infine, esprime apprezzamento per le posizioni espresse dal questore di Padova, Vincenzo Montemagno, il quale ‘con senso di equità e di responsabilità, non ha abbandonato i suoi uomini in un momento di difficoltà, interpretando appieno il suo compito istituzionale di vertice provinciale della Polizia di Stato’.
IL BAMBINO - L’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora si è recato a Padova questa mattina in visita alla casa famiglia dove si trova il bambino, per incontrare tutti gli operatori interessati e verificare le condizione del minorenne. Successivamente
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TERZO INDAGATO - In merito poi all’ipotesi di un terzo indagato nella vicenda del prelevamento del piccolo dalla scuola, la Questura di Padova smentisce categoricamente riferendosi a una nota di uno studio legale padovano che assisterebbe il genitore di un altro bambino intervenuto con funzioni di “paciere” il giorno dell’arrivo delle forze dell’ordine alla scuola di Cittadella. La ricostruzione di quanto accaduto in un’infografica di Centimetri:
PUNTUALIZZAZIONI - L’ispettrice di Polizia che si vede nel video che ritrae il prelevamento a forza del bambino di dieci anni conteso tra padre e madre dalla scuola di Cittadella (Padova), non ha ricevuto alcuna minaccia di morte. Lo assicurano fonti della Questura di Padova “nulla di grave”, spiegano. Si sarebbe trattato solo di messaggi offensivi su Facebook e Twitter. La smentita è arrivata in seguito alla diffusione della notizia in merito a “insulti e minacce di morte rivolti, attraverso siti web e con chiamate anonime al 113, all’ispettrice dell’ufficio minori”. Tuttavia, la poliziotta, molto provata ed in stato di stress, ha scelto di restare comunque al lavoro ma ha deciso assieme al marito, anch’egli poliziotto, di tenere i figli a casa da scuola per qualche giorno. (ANSA)
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Lei non è nessuno. Un classico!
È perché, una zia che cosa sarebbe per il ragazzo? Non può ritiraroi da scuola, non può firmare alcun atto. È una zia: priva, cioè, di patria potestà… Gli agenti stavano facendo il lavoro per cui sono pagati ed ordinati e non hanno fatto alcunchè ad un bambino che stava esclusivamente facendo dei capricci. C’era il padre tra quelle persone e il bambino “si rifiutava”… Ridicolo!
Liam ma che dici
Si i Poliziotti stavano facendo il loro lavoro , qualcuno gli ha dato un ordine , il problema e la gestione degli eventi. E stato prelevato come un delinquente svergognato davanti ai suoi compagni , nella mente di un bambino e devastante rimarrà nella sua mente per tutta la vita ,e non ci saranno sedute psicologiche che potranno rimuovere tale trauma.Invece di strappare il bambino dal banco di scuola quando diceva di non voler andare , dovevano tranquillizzarlo non strattonarlo in quel modo!!!!!!
Infatti di fronte al legittimo esecutore di una sentenza della magistratura lei non era proprio nessuno.
(
Ci sono modi diversi x prendere il bimbo, gli agenti sono da stati incapaci certi atteggiamenti non si attengono con bimbo. Speriamo che vengono puniti dalla legge,.