L’Italia bloccata dai papà dei figli di papà

04/03/2010 - Il declino italiano è un affare di famiglia. La fotografia dell’ultimo studio dell’Ocse, “A family affair” che, dati alla mano, misura la mobilità sociale tra le generazioni nei paesi ricchi del mondo offre uno spietato spaccato del perchél’Italia è incamminato

     
 

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Il declino italiano è un affare di famiglia. La fotografia dell’ultimo studio dell’Ocse, “A family affair” che, dati alla mano, misura la mobilità sociale tra le generazioni nei paesi ricchi del mondo offre uno spietato spaccato del perchél’Italia è incamminato – da tempo, ma con una paurosa e preoccupante accelerazione nell’ultimo decennio – verso la strada del declino economico. Una società pietrificata, dove tutti, nel bene e nel male, sono e restano “figli di papà”, con gerarchie pressoché immutabili, dove il merito individuale e il talento contano quasi nulla e in cui, dunque, salire (o scendere) la scala è una possibilità minima, precaria e riservata a pochi fortunati (o sfortunati). L’Italia va a collocarsi nel gruppo di testa della vischiosità sociale in quasi tutti i parametri presi in considerazione dall’Ocse. Con conseguenze nefaste dal punto di vista sociale ed economico. Perché società meno mobili tendono ad utilizzare meno i talenti che hanno, cosicché potenziali ottimi medici devono cedere il passo e mediocri figli di medici. Potenziali imprenditori di successo fanno se va bene i ragionieri mentre i figli degli imprenditori mandano in rovina le aziende di famiglia. E poi, la sensazione di una disuguaglianza delle opportunità impossibile o quasi da sconfiggere produce scoraggiamento e demotivazione tra i giovani, con effetti immaginabili sulla mentalità, sulla voglia di fare, e conseguentemente sulla cosiddetta competitività del paese.

Si nasce, si cresce e si muore con la sensazione fondata che la via sia già in gran parte segnata, come se nel nostro Paese ognuno partecipi a campionati separati e non comunicanti. Da una parte la capacità, il merito, il successo scolastico. Dall’altra la frase: “Mi manda papà, o addirittura il nonno”. Fanno ridere, in questo contesto, le dichiarazioni di Brunetta sui “bamboccioni” fannulloni o sui padri pensionati nemici dei figli disoccupati. Certi padri in Italia sono fin troppo amici dei loro figli, al punto da spianare la loro strada anche se sono dei buoni a nulla. Il “familismo amorale”, la corporazione, il clan, il caldo abbraccio della famiglia, della mamma e del papà nascondono una voglia di conservazione dello status quo. A capo di questa cricca che si mangia il futuro del Paese in nome dei figli che “so piezze ‘e core” non ci sono i padri pensionati di Brunetta. Ma i padri politici, giornalisti, medici, avvocati, imprenditori di grido, professori universitari. La mediocre classe dirigente che sta mandando il paese in rovina.

(vignetta di Bucchi)

     
 

5 Commenti

  1. alessandro scrive:

    Come al solito i tuoi articoli sono chiari, precisi e sopratutto giusti.
    Sei di una competenza UNICA!

    • Comicomix scrive:

      Grazie mille. Tenterò nel mio piccolo di continuare.

      Purtroppo mi sembra che questo tema interessi poco la nostra società. Invece è una delle cause più profonde del decadimento italiano. Forse perchè le caste in Italia sono tante (anche quelle di infimo profilo), e sembra comodo rifugiarsi nel loro caldo abbraccio, senza capire che ti stanno soffocando.

      :-)

  2. Indigo Scarlett scrive:

    Carlo non sai come sento vicino e vero quello che hai scritto, e come condiziona la mia esistenza, e come lo fa con quelli che amo.

    • Comicomix scrive:

      Purtroppo, non so se per rassegnazione o per indifferenza, questa cosa sembra non interessare nessuno. E’ molto triste che sia un tema che viene ripetuto, di tanto in tanto, da qualche commentatore, senza che riesca a “smuovere” un po’ quest’ Italia intorpidita.

      Io appartengo a quei fortunati che hanno – diciamo così – fatto il “salto”, e mi piange il cuore oggi nel vedere una gioventù completamente sfiduciata, una non rara capacità e talento che finiscono per essere sprecati, mentre questo branco di buoni a nulla ci fa assitere a spettacoli indegni.

      Ma mi rendo conto che abbaio alla luna, e quindi mi taccio

      Un sorriso con infinito affetto

      C.

  3. am scrive:

    io ,nel mio piccolo spero ancora che ci invadano i tedeschi, ma qualsiasi altro popolo va bene lo stesso:
    e che cribbio abbiamo mare ,sole e bagascione (pardon silvio, escort): venghino signori venghino

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