“Tutto in una notte”, ma il film di Landis non c’entra. Ha partecipato alle “trattative” per individuare il candidato a sindaco del Pd. Ha poi steso una dura lettera in cui ha denunciato il fallimento dello stesso partito. Si è quindi candidato col Pdl alle prossime comunali.
E’ la “politica” (tra qualche migliaio di virgolette) di oggi, bellezza. Il segretario uscente del Partito democratico molla il suo partito e si candida col Popolo della libertà. Trasformismo
oppure è il “nuovo che avanza” tanto velocemente che manco con lo sguardo riesci a capire dove poi va a parare? Agli elettori l’ardua sentenza.
‘O FATTO È NIRO, NIRO - “Su lottiamo per l’ideale, nostro al fine sarà“. Così recitava il vecchio inno de “L’Internazionale” quando la politica, forse, era una cosa seria. Troppo seria o seriosa per i tele-voti di oggi a cui ci stiamo tristemente assuefacendo. Così, capita che l’ultimo segretario cittadino del Pd traslochi, armi e bagagli alla mano, dai dirimpettai “ex avversari” berlusconiani e si candidi in lista con il Pdl per un “posto al sole” nel prossimo consiglio comunale. Il fatto, che avrebbe fatto la felicità di Giovannino Guareschi, è avvenuto, manco a dirlo, a Castellammare di Stabia, popolosa città alle porte di Napoli delle cui vicende, spesso e volentieri, noi di Giornalettismo ci siamo occupati. Gaetano Cimmino è stato l’ultimo segretario cittadino del Pd prima che questo venisse commissariato a seguito della raccapricciante vicenda che ha visto l’omicidio per mano della camorra del consigliere comunale del suo stesso partito, Gino Tommasino. Nel “gruppo di fuoco” che trucidò Tommasino c’era, tra l’altro, Catello Romano, il diciannovenne “killer” che risultò, a sua volta, iscritto al Pd stabiese. A seguito del commissariamento, il partito è stato affidato nelle mani di Paolo Persico il quale ha gestito, tra alterne vicende, il partito fino ad oggi. Lo stesso Persico ha condotto, in questi infuocati giorni, le difficili trattative per trovare un candidato sindaco condiviso, innanzitutto alle tante anime in pena del suo partito e poi all’intera coalizione di centrosinistra. Il travaglio non è stato indolore. Il Pd è praticamente imploso. Nicola Corrado, che per primo aveva chiesto le elezioni primarie per individuare il candidato sindaco, alla fine è sceso in campo con una sua lista civica “indipendente”. Altri maggiorenti del partito, all’ultimo momento, si sono praticamente vaporizzati. Alla fine, col beneplacito, della segreteria regionale di Enzo Amendola, il Pd o quello che ne è rimasto ha deciso di sostenere nuovamente il sindaco uscente (di Sinistra e libertà), l’ex deputato Salvatore Vozza. Cimmino, a sua volta, appena qualche ora prima della scadenza del termine utile per presentare le liste, ha pubblicamente annunciato il suo addio al Pd, progetto che ha considerato fallito ed in cui – ha sempre dichiarato – non si riconosceva più. Un atto, messo così, in fondo coerente. Un po’ meno coerente, tuttavia, a molti è parso il suo successivo accasamento, proprio in extremis, nella lista del Pdl che sostiene il candidato di parte del centro-destra (anche quest’ultimo scisso in almeno tre filoni), l’ex senatore e magistrato napoletano, Luigi Bobbio.
SE SPARTA PIANGE, ATENE… POI LI CANDIDA - Proprio lo stesso Bobbio che nelle sue liste ha trovato modo di candidare oltre all’ultimo segretario del Pd, anche ben cinque assessori, un ex presidente di una società partecipata nominato dalla Giunta Vozza e diversi consiglieri comunali che hanno appoggiato il sindaco uscente. Eppure, da senatore e membro della commissione bicamerale antimafia, non più di 5 anni fa, Bobbio presentò un’interrogazione parlamentare fatta contro candidati, consiglieri e assessori della coalizione guidata allora da Vozza, che oggi ritroviamo tutti candidati nelle liste del centrodestra. A chi glielo ha ricordato, il candidato sindaco del Pdl ha risposto: “Anche queste voci rappresentano un tentativo di spargere veleni. A pochi giorni dalle elezioni del 2005, dopo le denunce della senatrice Salvato, una mia fonte non molto attiva mi prospettò dei nomi su cui, in commissione antimafia, chiesi di indagare e accertare fatti correlati. A cinque anni da quella richiesta, non è emerso niente a carico di queste persone, che successivamente hanno dimostrato con i fatti, con la loro passione per la città, che queste accuse erano infondate. Anzi, di fronte alla gestione fallimentare di Vozza hanno preferito allontanarsi dall’amministrazione di centrosinistra, arrivando a contrapporsi“. Capito? L’ex senatore ha fatto avviare un’indagine della Commissione antimafia sulla scorta – dice – di una fonte “non molto attiva” per poi imbarcare sulla sua stessa scialuppa quelli che aveva fatto indagare (sic!). Sull’approdo di Cimmino nel Pdl, lo stesso Bobbio che, a suo tempo, aveva tuonato sulla “bassa tenuta morale” del Pd stabiese all’epoca dell’affaire Tommasino, oggi sostiene nel rispetto del più classico cliché del doppiopesista che: “Il circuito giudiziario non ha prodotto conseguenze a carico di Cimmino, che sul piano politico, invece, ha preferito allontanarsi dal Pd per costruire un percorso all’interno del Pdl. Quindi, non vedo anomalie in questa vicenda“. Bobbio, queste anomalie non le vedrà… eppure molti suo compagni, pardon “amici”… di partito le hanno notate, eccome.



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“Su lottiamo per l’ideale, nostro al fine sarà“. Così recitava il vecchio inno de “L’Internazionale” quando la politica, forse, era una cosa seria.
Sì, forse pure troppo seria.
Il trasformismo è un vecchio vizio italico, ma da quando c’è la cosiddetta “seconda repubblica” si sta passando il segno
La conclusione a cui si arriva è: IN PARTICOLARE, nel centro DESTRA o CENTRO, Nessuno che venga eletto è ESTRANEO alla complicità con i “”soggetti”" di riferimento, senza i quali, “”Non Sei Nessuno”" .
E questo, da sempre!
in un luogo dove i cittadini diventano popolo senza battere ciglio e dove le persone diventano personaggi di spicco solo quanto fanno parte della criminalità o partecipano al grande fratello o a sanremo, in un luogo dove maurizio costanzo può saltellare da mediaset alla rai malgrado il fetore di grasso e non solo che si porta dietro, in un luogo che è diventato un luogo a procedere è giusto che qualcuno di spicco saltelli dal pd al pdl infatti la elle è un mero suffisso