Una vestale e il berlusconismo
A quanto pare, a forza di martellare senza pietà gli orecchi della società civile, “giacobino” è diventato un aggettivo assai poco lusinghiero anche a sinistra. Bene. Avete visto? E’ così che si fa, cari amici berlusconiani. Adesso anche la sempre più giacobina Barbara Spinelli ha sentito il bisogno di allontanare da sé ogni sospetto di ropespierrismo: è un nostro piccolo trionfo. Ma attenzione: lo ha fatto come cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare, da femmina
autentica e diabolica, addossando con un colpo di bacchetta magica tale colpa nefanda addirittura al Cavaliere. Ah questa poi! Però, caro Berlusca, non me la prenderei più di tanto. In fin dei conti, antropologicamente parlando, è una promozione: prima, nella considerazione della meglio Italia, non eri lontano dallo stato scimmiesco, specie per quanto riguarda la lascivia. Mi sorprende anzi che qualcuno che conta ti abbia accomunato a gente che, a suo modo, possedeva il bene dell’intelletto, e non solo, come te, gli istinti propri del mondo animale. “La sua rivoluzione” – scrive sulla Stampa la Vestale, Cassandra & Pizia del Tempio Democratico Italico – “come accade nelle rivoluzioni giacobine, ha raccattato il potere a terra per salvarlo. Il presidente della Consulta Francesco Amirante ha detto in pratica questo, giovedì: sono i giacobini e non i democratici a idealizzare la sovranità assoluta dell’elettore. Le costituzioni esistono perché del popolo non ci si fida del tutto, e la Consulta rappresenta un «popolo trascendente» che guardando lontano frena se stesso.”
SPIEGAZIONE - Premessa: dovete sapere (ma ormai lo sanno tutti, tranne i pochi bifolchi che in Italia non leggono i giornali) che la signora Barbara non va mai in giro da sola nel gran mondo dell’intellighenzia. Ogni suo vezzo, ogni suo batter di ciglia, ogni suo motto delizioso, è accompagnato dal contrappunto illuminato e sapiente di uno dei cicisbei di lusso che la gran donna ha pescato nella vasta schiera dei grandi uomini di lettere, di pensiero e d’azione del passato e del presente, insieme a qualche minchione che sta alla vostra perspicacia identificare. Nella capriola antigiacobina è assistita da: 1) l’autore del Qohélet, che non è un poema esoterico anatolico-ittita, di derivazione assiro-babilonese, ma di probabile origine sumera, e non privo di contaminazioni proto-persiane, come ho pensato di prim’acchito, ma l’Ecclesiaste; 2) Buñuel e il suo Angelo Sterminatore (Buñuel è un must: “S’alza in volo un branco di mucche/ …Buñuel…/ Lui può.” cantava beffardo Giorgio Gaber molti, ma molti anni fa); 3) il giudice Falcone; 4) il presidente della Consulta (quello attuale-al-giorno-d’oggi-nel-momento-in-cui-scrivo, ché del doman non c’è certezza, lassù, dove i Grandi Saggi si danno il cambio sul trono regale con fanciullesca sfrenatezza); 5) Rino Formica, ex “uomo di Craxi”, ossia un mezzo uomo, come gli “uomini di Berlusconi” delle arringhe travagliesche, convocato solo in qualità testimone; 6) Paul Ginsborg, inglese di Toscana, e ho detto tutto; 7) lo scrittore e giornalista Corrado Stajano, famoso per essersi dimesso dal Corriere nel 2003 per protesta contro “l’arroganza del governo”, di Berlusca naturalmente: tale fu la sua pubblica risolutezza che il regime non ha mai avuto il coraggio di tappargli la bocca;
l’attor giovane a vita Luca Cordero di Montezemolo; 9) Luigi Einaudi; 10) il direttore dell’Accademia delle Belle Arti Eugenio Carlomagno, il cui nome altisonante, e direi quasi di nobile prestanza – mica un Cirino Pomicino qualsiasi – non poteva non far breccia nel cuore di Madame. Protetta da tali formidabili corpi di guardia, Madame scrive dalle rive della Senna in tutta tranquillità allarmate corbellerie come quella sopramenzionata.
Ora, se c’è gente che non si fida del “popolo” è proprio la genia dei giacobini, e in genere tutte le prime scelte della razza umana che si sono susseguite dal ceppo originario fino al popolo viola.
NOMI - Pure il conservatore non si fida del popolo. Ma è più onesto. Lo prende per un orecchio, gli dice che è brutto, sporco, cattivo e che fino a quando non sarà presentabile e non avrà raggiunto l’età della ragione, sarà meglio che di certe cose si occupi lui, il notabile, e anche per il suo bene. Il giacobino è invece il ventriloquo, l’avvocato, il magnaccia, e il kapò del popolo. Se non obbedisce lo bastona. All’uopo, s’inventò a suo tempo un organo onnipotente e onnisciente, il Comitato di Salute Pubblica, la cupola dove tutto si decideva, regolamenti di conti fra i vari boss compresi. Fu il modello dei Comitati Centrali dell’epoca sovietica. Per dirla in modo poetico, e sulla scorta di un esempio illustre, potremmo dire che rappresentava un «popolo trascendente» che guardando lontano frenava se stesso. Diciamo pure un popolo eletto, una casta di bramini, il clero di una religione civile, cui la Consulta fa solo da paravento: nella Repubblica Islamica si chiamano Guardiani della Rivoluzione.




Il tipico esempio di conservatore onesto e corretto è il sig Feltri, che Zama ammira tanto percè ha distrutto la vita professionale e infangato il Sig Boffo colpevole di lesa maestà nei confronti del Caudillo Silvio.
Come si dice dalle mie parti “Zamax, ma va a Baggio a suonare l’organo” !
Senza contare che proprio stasera ho sentito Tremonti in televisione sputare la più idiota delle sentenze “l’unico tribunale è il POPOLO”, evidentemente se un politico ruba o dilapida soldi pubblici la mancata rielezione è una punizione gia suffucentemente grave, mica vorrete metterlo in galera come i cittadini comuni!
Bellissimo, delizioso pezzo contro i mandarinati illuminati.
I giornalisti vivono grazie al fatto che la carta su cui scrivono vende centinaia di migliaia di copie tutti i giorni, chiamarli mandarini e poi essere comprensivi nei confronti dell’inettitudine e della fame di poltrone della corte di lacchè del Silvio mi sembra ridicolo, tutto qui.
Zamax ritiene che i problemi dell’Italia derivino tutti dai giornalisti di Republica e dai giacobini giustizialisti, ma se gli investimenti esteri in Italia sono la metà di quelli i Francia e un quarto di quelli in Germania e Gran Bretagna è perchè investire i propri soldi in Italia dove ci si deve sottometere all’arbitrio di una classe politica di incapaci è poco conveniente, e poi quando le multinazionali se ne vanno fare discorsi idioti come quelli di Scajola è ridicolo.
Zamax e C mi ricordano il protagonista della canzone “il bonzo” di Jannacci, quando ne pagheranno anche loro le conseguenze probabilmente cambiaranno idea…..
“I giornalisti vivono grazie al fatto che la carta su cui scrivono vende centinaia di migliaia di copie tutti i giorni”
ahahahahahahahahahahahahahaha
lasci perdere
lei sta parlando dei disoccupati probabilmente
Povero Zamaz. Il centrodestra creatura del suo amato Silvio sta cominciando a mostrare le prime crepe che potrebbero portare al crollo totale ( per basi inconsistenti) di tutta la costruzione, e lui si preoccupa soprattutto di fare il tiro al bersaglio su un personaggio la cui unica colpa, in fondo, è non mostrarsi abbastanza anti-giustizialista. E giustizialista nel senso di Zamaz, ovvio. Uno ad uno, deve togliersi i sassolini delle scarpe per esternare verso tutti quei personaggi che non rientrano nelle categorie da lui sostenute. Siano Scalfari, Zagrebelski, Cappuccetto Rosso, chssà: basta che qualcuno di qualcuno di questi non mostri abbastanza esecrazione verso i ” giustizialisti” o che, marrano, mostri qualche simpatia che viene subito aggregato alla compagnia. E se appena fa segno quache segno di non appartenenza alla congrega arbitrariamente assegnata, ecco pronta l’accusa di avere lasciato la compagna in cui si era deciso di collocarlo. A sua insaputa. Che ne sa, lui-lei. Ecco Zamaz che tutto capisce , dall’alto del suo insindacabile pre-giudizio.
Di bello c’è, però, che ” verranno le macerie e avranno il colore della fine del cdx”, ma Zamaz non se ne sarà accorto, troppo occupato a decidere chi meriti la sua penna ” vendicatrice” per avere osato un’opinione non conforme agli occhi dell’orbo Zamaz.
Oh be’ se è per questo ne abbiamo assistito a crolli: la DC è crollata, il PLI è crollato, il PSDI è crollato, il PRI è crollato, il PSI è crollato. Craxi è crollato. Moro accoppato. Segni (il presidente, anni sessanta) si è dimesso, Leone (il presidente, anni settanta) si è dimesso. Magari adesso crolla pure il Berlusca. Magari. Evidentemente poggiavano su basi incosistenti.
Solo la sinistra non crolla mai. Però non vince mai. C’è sempre un nuovo Berlusca che arriva. E con lui un nuovo Grande Complotto autoritario-mafioso: quello solito, da 65 anni a questa parte, dalla Strage della Portella, o come kaiser si chiama, in poi. Non sarà che siete capaci solo di distruggere? Toc toc, c’è qualcosa nella vostra zucca?
Vabbeh. Scusate gli errori-ripetizioni. Ma forse Zamaz ha il potere di fare schiantare le palle anche alla mia tastiera.
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” non sarà che siete capaci solo di distruggere? Toc toc, c’è qualcosa nella vostra zucca?”
Nella mia zucca c’è sorattutto incredulità per l’insostenibile leggerezza della risposta. Insostenibile, ma prevedibile, ahimè. Fammi capire, sarebbe colpa della sinistra anche l’inconsistenza del CDx? Ma prendersi qualche responsabilità e magari fare un po’ di quell’autocritica che chiedete in continuazione alla sinistra, mai?
E crescete, una buona volta.
Per la cronaca, la sinistra ha vinto. E non è stata capace poi di governare. Ma aveva margini di numeri molto limitati ( You know, c’era da fare la ” rivoluzione liberale” e molti erano lì a farsi abbindolare. Sì, sul serio, c’era da fare la rivoluzione liberale, con Dell’Utri, Bondi, Previti..) Mentre la destra ha dimostratato di non saper governare senza nemmeno la scusa dei numeri risicati.
Oh, io sto ancora aspettando il momento di vedere che quando si muove una qualsiasi accusa o rilievo al cdx i suoi sotenitori non se ne escano con qualche altra accusa al csx. E ovviamente, è inutile chiederlo a Zamaz, il vestale degli antivestali.
IO l’avevo detto!!!
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