Interni

Cosentino va arrestato. La Cassazione spiega perché

2 marzo 2010

Pubblicate le motivazione della sentenza dell’Alta Corte dello scorso 28 gennaio che conferma la legittimità della richiesta d’arresto del sottosegretario all’economia del Pdl.

La Corte di Cassazione ha da poco reso noto le motivazioni con cui ha rigettato lo scorso 28 gennaio il ricorso della difesa e di fatto accolto l’istanza avanzata del Gip del tribunale di Napoli, Raffaele Piccirillo, per l’arresto del sottosegretario all’Economia, presidente del Cipe e coordinatore regionale della Campania del Pdl, Nicola Cosentino. Per l’Alta Corte, la formulazione dell’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e la richiesta d’arresto del politico originario di Casal di Principe è, pertanto, da ritenersi corretta.

LA SENTENZA - La Cassazione ha giudicato “adeguata” la motivazione con la quale il Gip del tribunale di Napoli ha confermato le esigenze di custodia cautelare nei confronti del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino in relazione all’accusa di concorso esterno nell’associazione mafiosa del clan dei Casalesi. Lo scorso 28 gennaio, come detto, la prima sezione penale della Cassazione aveva respinto il ricorso contro il provvedimento di arresto firmato dalla magistratura di Napoli nei confronti di Nicola Cosentino. Lo stesso Procuratore generale della Cassazione, Vito Monetti, nella fase di discussione del ricorso, ne aveva sollecitato l’immediato rigetto. La difesa di Cosentino, dal canto suo, aveva sostenuto all’opposto che l’iscrizione nel registro degli indagati era stata fatta tardivamente. I giudici della Cassazione, invece, hanno rigettano l’obiezione: l’iscrizione è stata fatta rispettando il termine dei due anni a partire dalle dichiarazioni accusatorie del collaboratore Gaetano Vassallo: “termini che sono ancora in corso e non sono scaduti“. In proposito, i giudici della Cassazione hanno evidenziato come “gli elementi indizianti sulla cui base gli inquirenti hanno formulato l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica nei confronti del Cosentino sono stati tratti dalle dichiarazioni rese dal Vassallo a partire dall’anno 2008, mentre le dichiarazioni sugli appoggi elettorali forniti all’indagato rese in precedenza da alcuni collaboratori in altri procedimenti, sono state utilizzate in questo procedimento solo come conferma di quanto riferito dal predetto Vassallo“. Appunto per questo, secondo gli Alti magistrati, è da confermare la validità della richiesta di custodia cautelare nei confronti di Cosentino, poiché “deve inferirsi che il termine biennale di durata massima delle indagini preliminari, stabilito dalla legge per il reato di cui all’art. 416 bis, è tuttora in corso“.

LE ACCUSE SONO PESANTI - Cosentino che, comunque, non finirà agli arresti dopo il voto di rigetto del provvedimento decretato dalla maggioranza dei deputati della Camera, adesso dovrà tuttavia affrontare con ogni probabilità il dibattimento processuale nelle vesti di imputato in concorso esterno in associazione mafiosa: la pena prevista per questo tipo di reato è di 9 anni di reclusione. Nella stessa ordinanza di misura cautelare, scritta dal giudice per le indagini preliminari di Napoli, viene subito evidenziato “Il rapporto di scambio voti contro favori stipulato dall’indagato Nicola Cosentino con il Clan dei Casalesi“. “Nell’interrogatorio - si legge nel documento – Gaetano Vassallo introduce la figura dell’onorevole Cosentino collegandola immediatamente alla società ECO4 della quale Cosentino sarebbe stato ‘controllore’ politico fin dalla sua costituzione“. L’ordinanza di custodia, confermata oggi dalla Corte di Cassazione, è basata su indagini svolte dalla Direzione distrettuale antimafia, in particolare dai pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci, dalle quali sarebbe emerso che il parlamentare del Pdl avrebbe contribuito a rafforzare l’organizzazione dei Casalesi ottenendo in cambio il sostegno elettorale che lo portò a rivestire le cariche di consigliere provinciale, regionale e infine di deputato. Nei capi d’imputazione è scritto, inoltre, che l’esponente politico avrebbe “garantito la continuità tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche“. Tra le contestazioni specifiche mosse al sottosegretario, che secondo l’accusa avrebbe ricevuto l’appoggio delle famiglie Bidognetti e Schiavone fin dall’inizio degli anni Novanta, vi sono le presunte pressioni per far ottenere certificazioni antimafia e di aver esercitato un controllo sulla società Eco4, che opera nel settore dei rifiuti e che è considerata legata ai Casalesi. Nell’ordinanza il Gip descrive di un presunto rapporto di “protezione e confidenza” con il boss Francesco Bidognetti, soprannominato Cicciotto ‘e mezzanotte, che avrebbe individuato, secondo i pentiti di camorra, in Cosentino “il candidato da sostenere“.

14 commenti a Cosentino va arrestato. La Cassazione spiega perché

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  5. GIANCARLO

    Oramai in ITALIA tutto è possibile, non ci scandalizziamo più per niente e loro lo sanno: titoloni su alcuni giornali letti solo da una minoranza di cittadini onesti ed interessati al rispetto della giustizia, sempre più oltraggiata e poi dopo qualche giorno tutto sopito, tutto assorbito fino alla nuova notizia che coinvolge sempre o quasi lo stesso gruppo politico. Nel frattempo il Paese sprofonda sempre più nell’ignominia, oggetto di scherno in tutto il mondo che conta, ma non da parte degli ITALIOTI, che imperterriti continuano, per la gioia del proprio padrone, a fare i propri piccoli affarucci, così da imitarlo e sentirsi uguali a lui. Personalmente prenderei i vari D’Alema Bertinotti e company e prima di tutto gli leverei la pensione milionaria di cui godono nei loro paradisi, con la motivazione di danni irreversibili procurati alla NAZIONE fornendoli però della pensione di uno statale e condannandoli a vivere con quello. Non parlo di scudisciate quotidiane per carità, ma di qualche lavoretto di manutenzione sulle autostrade si. E poi i coglioni, si permettono anche di criticare l’on. DI PIETRO. G.S.

  6. Alessandro Abis

    Un altro successo del Governo del Fare nella lotta alla mafia.

  7. Qualcuno è in grado di spiegare come è possibile che coloro che varano in pompa magna il ddl anticorruzione sono gli stessi non dico che hanno candidato Cosentino, non dico che hanno votato contro il suo arresto, ma che lo hannor ecenetmente pregato di ritirare le dimissioni, che aveva dato non per questa vicenda ma per la candidatura dell’Udc a caserta.

    Se il popolo si sveglia, forse a casa ce li manda per davvero.

    Un sorriso leftorio

    C.

  8. Luca

    Un appello a tutti i forcaioli,manettari,giustizialisti,e inquisitori da Tribunale da Torquemada ,L’on. Cosentino fino a prova contraria è innocente fino al terzo grado di giudizio , strumentalizzare la sua vicenda è molto facile da parte dei falsi moralisti,si faccia il processo al piu’presto possibile,solo cosi’potrà uscirne a testa alta.Di Pietro attraverso il rito del processo breve ha assolto il plurinquisito De Luca dai suoi misfatti.grande prova di garantismo………………………..

    • Corsaro rosso

      Cosentino allora si faccia processare e dimostri la sua innocenza senza nascondersi dietro la copertura di impunità che si è fatto concedere dalla sua maggioranza

      • Luca

        Sono il primo a chiedere che si faccia il processo nel piu’breve tempo possibile, affichè possa dimnostrare la sua totale estraneità a certi ambienti, e per evitare che si strumentalizzi la sua vicenda , da parte dei forcaioli, manettari , giustizialisti, e untori.

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