Chi l’ha visto e il video del bimbo, la verità della polizia

di - Il filmato del ragazzino portato via a forza: "C'era anche il padre"

Chi l'ha visto e il video del bimbo, la verità della polizia
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Le immagini del video choc del bambino prelevato con la forza da scuola per essere portato dal padre, a cui la magistratura ha dato la patria potesta’ assoluta, “sono parziali”, e tra l’altro non si vede che “una delle due persone che porta via il bambino è suo padre”. La Questura di Padova replica così sul video shock del bimbo prelevato a scuola per essere affidato al papà. Ed emerge la testimonianza del padre, lasciata in esclusiva al Mattino di Padova.

L’INTERVENTO PRETESTUOSO – D’altra parte, risponde ancora la Questura, “se non ci fosse stato l’intervento pretestuoso dei familiari del lato materno con la telecamera, mirato a creare caos mediatico, forse sarebbe stato fatto il bene del bambino”, chiarisce l’ente alla stampa in una conferenza alla quale hanno partecipato il questore con il responsabile dei servizi sociali, e con lo psicoterapeuta, consulente tecnico nominato dall’Autorita’ giudiziaria che ha emesso il provvedimento.  “Il bambino ieri e’ stato visitato dal pediatra, ora e’ sereno, gioca e sta bene”, precisano dalla Questura. “Si tratta di un provvedimento che doveva essere eseguito gia’ due anni fa, ma la famiglia materna si e’ sempre opposta e il padre da mesi non vedeva suo figlio. Gli unici che hanno volutamente produrre il caos sono stati i parenti della madre, che non hanno creato le condizioni favorevoli per l’affidamento al padre, cosi’ come disposto dalla magistratura’.

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La testimonianza del padre:

I SERVIZI SOCIALI – ‘Ieri a scuola – sottolineano ancora in Questura – erano presenti oltre a due ispettrici di polizia dell’ufficio minori, anche i servizi sociali e lo psicologo, cosi’ come prevede il protocollo. Se i familiari avessero dato una mano e avessero pensato al bene del bambino, non si sarebbe arrivati a questa situazione”. Quanto alle parole dell’ispettrice che, come si vede dal filmato, dice alla zia del bambino “io non sono tenuta a dirle niente, io sono un ispettore di polizia, lei non e’ nessuno”, dalla Questura sottolineano che “in quel caso l’ispettrice, che si trovava di fronte a una donna che sosteneva di essere la zia ma in realta’ avrebbe potuto essere chiunque, si riferiva al fatto che secondo quanto previsto dalla legge il provvedimento riguardante il minore puo’ essere comunicato solo al padre e alla madre”.

Il video del bimbo trasmesso a Chi l’ha visto: le reazioni su Twitter

LA MAMMA – “Non si e’ mai vista una cosa cosi’ in tutta Italia. In altri casi in cui c’era un’ordinanza di prelievo di bambini, quando il piccolo si buttava a terra veniva lasciato stare, e se diceva che non voleva andare via, rimanevano li’. Ma qui e’ stato dato ordine di trascinarlo via con la forza”, continua ancora la mamma del bambino di dieci anni trascinato via da una scuola di Cittadella per un’ordinanza del giudice dei minori di Venezia, in un’intervista a Telepadova commenta quanto successo ieri al suo bambino. “Io sono arrivata che c’era la scuola devastata: i suoi compagni di classe erano in lacrime perche’ nonostante li avessero isolati in un’altra stanza avevano visto tutto dai vetri. Le altre mamme voglion osporgere denuncia collettiva. Non sono cose che devono succedere in una scuola: il bambino ha il diritto di andarci, ama la scuola e deve stare tranquillo, non puo’ essere trattato in questo modo davanti ai suoi compagni”. E poi la mamma lancia un appello al suo bambino: “Stai tranquillo, cercheremo di risolvere questa cosa al piu’ presto, sii forte, resisti cerca di distrarti, di giocare”.

IL GARANTE E ZAIA - No alla diffusione di immagini e dettagli lesivi della dignita’ del bambino di Cittadella prelevato a scuola dalle forze di polizia: e’ il richiamo del Garante per la privacy ai media e ai siti web. L’Autorita’ si riserva comunque di adottare eventuali specifici provvedimenti a tutela del minore. Nella vicenda del bimbo di 10 anni prelevato a scuola nel padovano per dare seguito a una sentenza che affidava la patria podesta’ al solo padre si sarebbe forse dovuto usare un altro atteggiamento. E’ l’opinione del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Non sono a conoscenza della vicenda pero’ me ne hanno parlato talmente tanti cittadini che hanno visto le immagini”, ha premesso, specificando di essersi fatto, su queste basi, l’idea “che l’atteggiamento doveva essere un altro, perche’ aldila’ del momento contingente c’e’ un danno nella mente del bambino che si portera’ per tutta la vita”. “Io. penso che se a 10 anni le forze dell’ordine fossero venute fuori da scuola per strapparmi e portarmi via, sarebbe stato necessario piu’ tatto”, ha aggiunto. Per Zaia, dunque, si tratta di una vicenda “non bella”, ma anzi di un episodio “terribile” che sara’ “difficilmente cancellabile dalla memoria del bambino”. Presentata un’interrogazione ai ministri della Giustizia e dell’Interno per chiedere un pronto intervento riparatore dello Stato nei confronti del bimbo di dieci anni strattonato e prelevato con violenza dalla propria scuola a Padova, con metodi di palese inumanita’ tali da essere incompatibili con lo stato di diritto e i diritti dell’ individuo come sanciti dall’Onu. “Quale danno e’ stato prodotto nel piccolo allontanato con metodi inammissibili anche per un animale, quale danno e’ stato prodotto nei bambini che hanno assistito alle scene cruente?”, dichiara l’onorevole Fli Daniele Galli. “Certe espressioni dell’arroganza di chi rappresenta lo Stato- dice ancora la nota- allontanano sempre piu’ i cittadini dalle istituzioni: intervengano prontamente i ministri a porre rimedio e affinche’ non possa ripetersi per il futuro”.

E GIRO FA LO SCIOPERO DELLA FAME – “Domani faro’ uno sciopero della fame e della sete per denunciare l’ignobile trattamento riservato ad un bambino di Padova di appena dieci anni prelevato a forza da alcuni agenti di polizia e caricato in automobile come se fosse un incallito delinquente”. Lo ha annunciato Francesco Giro, deputato del Pdl. “Il ministro Cancellieri, in altre occasioni cosi loquace e prodiga di consigli su tutto, non ha qualcosa da dire? Perche’ sta zitta? Il video visibile sui siti internet dei maggiori giornali italiani e’ choccante- ha detto ancora Giro- Purtroppo accanto alla grave responsabilita’ della polizia di stato che ha agito in questo caso con imperizia e dilettantismo sorprendenti c’e il mondo sommerso delle liti giudiziarie condotte sulla pelle dei bambini gestite malamente dai tribunali e vissute da genitori spesso irresponsabili, che fanno la felicita dei loro avvocati. Questa di Padova e’ la punta di un iceberg di un mondo doloroso e tragico dove le vittime sono i bambini. I loro genitori? Meglio che mi taccio”. Conclude Giro: “E’ francamente mi auguro che i miei colleghi deputati e senatori escano anch’essi da un silenzio troppo e incomprensibilmente assordante”.

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182 Commenti

  1. Charles scrive:

    Innanzitutto non mi piacciono le comari che sbraitano come galline inferocite.Come veneto mi ergogno per questa storia.
    Questa storia ha dato una pessima immagine del veneto e di Cittadella.
    La storia del bambino mostra solo ignoranza,stupidità, arroganza e presunzione. Non c’è nessuno da salvare,eccetto il bambino, l’unica e sola vittima che porterò per tutta la vita dentro di se i segni nascosti di questa orribile vicenda.
    Se permettete faccio una proposta: togliere quel bambino per sempre ai genitori.Non permettere loro di vederrlo mai più, come se fosse morto.Loro lo hanno ammazzato con il loro egoismo,con la loro smania di possesso.Hanno considerato il bambino non un come una creatura che pensa e ragiona, ma un oggetto, un mobile da spartire anche a costo di farlo a pezzi.
    Quei genitori non si meritano quel bambino e Dio ha sbagliato a concederglielo.Non devon vederlo mai più, per il resto dei loro giorni.

    • rosa scrive:

      A priori, senza conoscere i fatti e quindi poter attribuire colpe a caso, la tua non parrebbe un cattiva idea.
      Ma sarebbe un bene per il bambino?
      Sarebbe sempre uno strappo brusco nella sua vita, anche se forse ( e sottolineo forse!) un po’ meno drammatico dello strappo lacerante con sensi di colpa che sta subendo ora.

  2. Raven scrive:

    E SON DUE…Ma quante seghe mentali vi fate? La vostra empatia è così sensibile e sviluppata che riuscite a percepire i sentimenti di quel bambino? Tra una decina d’anni(spero anche meno)questi incidenti non si verificheranno più,siate impazienti…

    • rosa scrive:

      Guarda, non ho ancora capito se è empatia, follia o suggestione( probabilmente è un mix), ma a volte mi sembra che Leonardo possa percepire un senso di perdita e di angoscia. Nessuna pretesa di validità, non sono una sensitiva.
      Probabilmente lo associo a esperienze che ho vissuto nell’infanzia e a storie di bambini che ho conosciuto.
      Però… a me danno fastidio i razzisti, anche i medi- razzisti, e potrei anche pensare che abbiano subito dei condizionamenti ( in realtà è la natura umana che agisce ).
      Pensate se decidessi di rapire un razzista,strapparlo alla sua vita e ai suoi affetti, portarlo in una struttura protetta per decondizionarlo… l’idea potrebbe anche non essere malvagia… ma se quel razzista foste voi, o fossi io, come credete che vi sentireste? E voi siete adulti , meno fragili di un bambino.

    • Aleksandra scrive:

      13 anni fa…«Quando gli assistenti sociali cercarono di portarmi via» – La storia di Giuseppe al quale successe qualcosa di simile a quello che è accaduto al bambino conteso di Cittadella.
      «C’era una stanza con i muri gialli, qualche giocattolo sul pavimento, dei palloncini. Io che urlavo voglio la mamma, e quei signori che mi impedivano di andare via».
      Giuseppe oggi ha 21 anni, e quel video in cui Leonardo, 10 anni, di Cittadelle, viene prelevato a scuola a forza dalla polizia, non è riuscito guardarlo. «Mi farebbe troppo male, la sua storia è troppo simile alla mia. Non voglio rivivere quei momenti». Le storie sono simili, ma non identiche. Perché Giuseppe aveva un padre che abusava di lui e una madre che quando lo capì chiese il divorzio, ma il papà non si arrese e la battaglia legale durò 15 anni, tra perizie, controperizie, diagnosi di Pas e paure con le quali ancora oggi deve fare i conti.
      «Quel giorno, avrò avuto sette anni, gli assistenti sociali mi avevano costretto a incontrare mio padre anche se non volevo. Dicevano che era stata mia madre a mettermi in testa certe cose. Dopo un po’ ero stanco e chiesi di tornare da lei. Allora mi rimproverarono che il colloquio era durato troppo poco». Da lì in poi i ricordi si fanno confusi, drammatici. «C’erano delle scale, io scappavano, loro mi inseguivano, mi strattonavano, facevano muro perché non passassi. A un certo punto mi sono bagnato i pantaloni. Urlavo che volevo mia madre e che mi sarei buttato di sotto. Finché, alla fine, ho capito che mi avrebbero portato via. Forse è stata la mia reazione a salvarmi».
      E dopo? Che succede, dopo, a un bambino costretto a vivere quello che hanno passato Giuseppe e Leonardo? «Dopo quell’episodio, ricordo che vivevo nel terrore che venissero a prendermi. Per due anni sono stato costretto ad andare a scuola con il pannolone. Mi vergognavo moltissimo. Gli assistenti sociali mi stavano addosso e mi obbligavano a vedere mio padre. Poi c’erano gli incontri con gli psicologi, le domande, i disegni, i giochini. Ero confuso, stressato».
      La svolta, racconta, Giuseppe arriva intorno ai 12 anni, quando un magistrato finalmente si decide ad ascoltare la sua versione dei fatti e la sua famiglia incontra l’avvocato Andrea Coffari del Movimento per l’infanzia: «Il giudice finalmente mi è stato a sentire e mi ha creduto. Ma a salvarmi è stata la presenza di persone che avevano avuto un’esperienza simile alla mia e capivano il mio dolore. Mio padre l’ho incontrato ancora qualche volta durante le medie. Poi per fortuna basta. Mi scriveva delle letterine in cui prova a convincermi che mi sbagliavano, che c’erano delle sentenze a dimostralo, ma io sapevo che non era così, che potevo fidarmi di me e dei miei ricordi. Per sentirmi una persona normale e non una specie di ritardato, però, mi ci sono voluti anni. Adesso studio per diventare un avvocato: per me la difesa dei bambini è un dovere morale. Anzi, una ragione di vita».
      13 anni… Niente è cambiato…

  3. Raven scrive:

    Ma non è che voi sociologi,psicologi,psichiatri e altra bella gente, a forza di occuparvi del sociale vi si è spappolato il cervello e avete perso il contatto con la realtà? No…domando,è una mia curiosità,se si può intervenire in modo da limitare i danni.

    • rosa scrive:

      Hai ragionissima Raven… non solo chi lavora nel sociale ha il cervello spappolato ed è fra le categorie più a rischio burnout, ma le teorie cambiano come come cambia il vento.
      Pochissime persone, ma davvero poche ,fra i terapeuti , hanno la sensibilità di capire gli altri e riuscire a fare la cosa giusta, anche a lungo termine…è un lavoro che sono contenta di non fare, anche se chiunque lavora a contatto con gli altri corre questo rischio.
      Più che un lavoro è una vocazione e sono pochissimi quello che riescono a farlo bene, e anche qui c’è caso e caso, a uno lo capisci , all’altro lo rovini.
      Gli psichiatri si salvano un po’ per via dei farmaci, ma anche loro…
      In questo marasma c’è anche chi ha tratto giovamento da una buona terapia psicologica.
      Soluzione? Ascoltare in modo molto critico gli psichiatri, psicologi e affini…. a cominciare dal signor Richard Gardner!!!

      • rosa scrive:

        Un errore di molta gente è credere che gli psicologi- psichiatri- psicoanalisti, abbiano un’unica visione delle cose e un’unica scuola di pensiero.
        In realtà ci sono tante di quelle correnti , in lotta fra loro per motivi di orgoglio, ovviamente.
        e per motivi di orgoglio, difficilmente qualcuno ammatterà di avere sbagliato strada o addirittura corrente di pensiero.
        Senza contare i normali limiti, umani, professionali, intellettuali, empatici…
        Ecco perchè non ha tutti i torti chi sostiene che un giudice che sentenzia una cosa così importante in base a una diagnosi di uno psichiatra potrebbe veramente commettere un abuso di potere.
        In quanto a Leonardo, io mi auguro che non gli succeda nulla male, che anzi ritrovi un nuovo equilibrio per la sua vita anche nel rapporto con i gnitori ( è possibile che sia così), ma temo il rischio di eventuali paure, angosce e sensi di colpa e forse anche del senso di vuoto che potrebbe portarsi dietro per molto tempo, forse per sempre …

  4. Raven scrive:

    Ho dimenticato gli assistenti sociali.

    • Aleksandra scrive:

      A noi hanno ripetuto così tante volte: “Non potete giudicare, non conscete la vicenda”. Ok, sono andata a scavare nei dettagli e ho scoperto un mondo intero, un mondo orrendo. Tutto in un silenzio totale. Per decine di anni tutto questo silenzio non è servito a niente. I giudici, i psicologi, gli assistenti sociali fanno ogni giorno esattamente così come noi abbiamo visto. Loro sono abituati, per loro tutto questo è assoltamente NORMALE. Loro si meravigliano, ma perché noi siamo così scandalizzati, indignati, che problema c’è? Per loro in questa vicenda non c’è niente di strano. Sì, nell’Italia di oggi ci sono centinaia dei bambini così, con tutti i 2 genitori, tolti alle loro mamme, da loro mondo e messi negli orfanotrofi per anni e anni senza minimo motivo grave. Tolti alle mamme laureate, amorose, benestanti, che “collaboravano” anche! E ogni giorno di più e di più! Sono inutili i pianti, i pianti dei bambini nessuno li sente, solo gli assistenti sociali ma loro sono ABITUATI.

      • Raven scrive:

        E’ quest’altra sconnessa chi è? Sarà mica la giacalone contapalle? Le cazzate coincidono…vabè. Signore, rassegnatevi:non potete pretendere che le sentenze siano sempre a vostro favore,e se qualche volta capita il contrario, evitate inutili piazzate e lasciate che anche i padri possano vedere i loro figli senza che intervenga l’esercito,grazie.Ma i cervelloni del sociale non potrebbero domandare al bambino con chi vuole vivere e rispettare la sua decisione? Mamma permettendo…

        • rosa scrive:

          Io non sto difendendo la madre ( che non conosco), ma il bambino, che è una creatura da amare e da educare, non una macchina da resettare.
          Credo che ciò che dici tu al bambino l’abbiano chiesto e che egli abbia risposto “la madre”… altrimenti non sarebbe “malato” di pas.
          La pas consiste proprio in questo: uno dei genitori viene esaltato e l’altro screditato.
          Secondo me, nel caso in cui sia davvero uno dei genitori a screditare l’altro, bisogna obbligare LUI ( pena l’arresto del genitore non del bambino) ad accettare una terapia e a calendarizzare una serie di incontri sempre più frequenti ed intensi con il genitore alienato , ma non bisogna togliere il bambino dal suo ambiente in modo brusco, a mo’ di sequestro di persona .
          Eventualmente , dopo la terapia, se il genitore alienante risulta inadeguato, si può affidare al bambino all’ex genitore alienato ( che nel frattempo non sarà più un estraneo), senza passare dalla casa famiglia e da quelle tristi camerate con le suore…
          Io almeno la vedo così, il resto è follia!

          • Raven scrive:

            Ma se quei 2 non si sopportano a quali caspita di incontri vuoi sottoporli?Adesso salta fuori che il bambino vuole stare con la madre perché il papà gli ha fatto il lavaggio del cervello.La giacalone è contagiosa…Continuate così e Monti sarà obbligato a prendere provvedimenti drastici.

          • Raven scrive:

            Quindi il bambino deve stare con il padre perché ha subito il lavaggio del cervello dalla madre.Oltre a mitomane, pure plagiatrice. Sterilizzatela

          • rosa scrive:

            Raven ,ma ci sei o ci fai? ^ ^
            Che il bambino non vuole stare col padre , ma che ci deve stare perchè è la mamma che gli ha fatto il lavaggio del cervello, non lo dice Maria Giacalone, lo dice la teoria della Pas ( sindrome da alienazione genitoriale) studiata dallo psichiatra Richard Gardner e non accettata a livello accademico ( ma molto applicata in ambito forense).
            Non hai ancora capito che è per questo che il bambino è stato rapito? E’ stato rapito perchè secondo uno psichiatra soffriva di pas e non perchè fosse trascurato, vessato o altro.
            Addirittutra ho trovato una dichiarazione di questo psichiatra Rubens , dove aveva appurato che da piccolo il bambino aveva fatto accertamenti diagnostici perchè soffriva di mal di testa e di mal di pancia e per lui questi erano già sintomi di pas ( o meglio di pa , perchè anche i più accesi sostenitori hanno ammesso che non si tratta di una sindrome) …-_-… no comment! Mi torna solo in mente l’esperimento Rosenham…
            .
            Se vuoi sapere cosa ne penso io, la pas non esiste, nel senso che non è una sindrome nè tanto meno una malattia; esistono però i condizionamenti negativi di un genitore sull’altro ( possiamo anche chiamarli “pa” o alienazione genitoriale).
            La vittima non è il bambino, ma il genitore, pertanto si potrebbe calendarizzare una serie di incontri sempre più stringenti con i “cervelloni del sociale”, assieme al padre e al bambino , al fine di riavvicinarli e di riuscire a mantenere buoni rapporti con entrambi i genitori.
            Ovviamente se risultasse vero che l’altro genitore discredita l’ex coniuge, deve smettere immediatamente, pena anche sanzioni.
            Come vedi non ci sono necessariamente incontri fra i due ex che si odiano, a meno che non lo desiderino.
            Invece quello che ha fatto il padre di Padova, cioè rapire il figlio, seppur sotto la protezione della legge , mi pare una follia, e mi auguro per lui ( ma soprattutto per Leonardo) che il bambino sia predisposto alla sindrome di Stoccolma, altrimenti quando avrà 18 anni gli sputerà in un occhio, e quel che è peggio, starà male per tutta la vita…
            Bye :-)

  5. Plaigebaild scrive:

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  6. insencixaxiog scrive:

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  7. giuseppe scrive:

    Il papà poi è avvocato e con quella vocina compita e compunta tenta di convincere.Bisogna saper leggere tra le righe e capiremo bene che lui e sua moglie non abbiano saputo far di peggio.La scena non la posso più vedere;ed udire”lasciami brutto pezzo….”;e si capisce con chi il piccolo ce l’avesse. No,non è possibile!!

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