Queste elezioni regionali rischiano davvero di essere ricordate a lungo. Dopo il pasticciaccio a Roma che potrebbe compromettere le elezioni per Renata Polverini ci si mette anche la Lombardia con l’esclusione (per ora) del listino del Governatore uscente Formigoni. Non basta ancora, a questo disgraziato paese, la trasformazione dei partiti in lizza, PdL e Pd in primis, in votifici. Senza ideologie, e magari può pure essere un bene. Anche senza ideali, e questo va molto meno bene. E purtroppo anche senza idee, e questa è una vera e propria catastrofe. Fino ad ora il PdL sembrava il meno disastrato dei due. Ma era un’illusione, il merito delle indubbie doti di comunicatore del suo signore e padrone.
E invece, il PdL non riesce neppure a raccogliere un congruo numero di firme o a presentarle rispettando una semplice procedura o una banalissima scadenza. Ma ve l’immaginate cosa sarebbe successo se lo sgangherato Pd avesse combinato a Roma quello che ha fatto il Pdl? Tutti avrebbero riso di gusto, chiedendo e probabilmente ottenendo le dimissioni di Bersani, D’Alema, Veltroni e di tutta la baracca. Invece il PdL attacca. Grida all’attentato alla democrazia, denuncia gli avversari per non si sa bene quali “violenze” e altre amenità propagandistiche del genere.
La cosa buffa è che, alla fine, una soluzione si troverà. Una deroga ad listam, una leggina ad hoc, una qualche diavoleria da azzeccagarbugli uscirà dal cappello al cilindro salvando la “democrazia dalla burocrazia”. Escludere il Pdl dalla competizione elettorale non è facile, in questo strano Paese potrebbe essere persino politicamente controproducente. E oggettivamente non sarebbe neppure giusto per i suoi non pochi elettori. Ma lo spettacolo che ci prepariamo a vedere nei prossimi giorni, al grido “la burocrazia non può soffocare la democrazia” sarà penoso da vedere e dannoso per l’Italia.
Dannoso, sì. Perché la democrazia vive di regole e del loro rispetto. Anche di quelle burocratiche. Abbattere anche quest’ultimo baluardo di decenza non sarà indolore per il paese. Come spiegare, dopo, ad un concorrente che non si presenta in tempo al concorso, o a uno studente che non si presenta in tempo all’appello per un esame, che è eliminato? Come escludere un’azienda che non presenta i documenti regolari per una gara d’appalto? Perché rifiutare il giorno delle elezioni un ragazzo che ha 17 anni e 11 mesi e 25 giorni? O impedirgli di guidare l’automobile? Come giustificheranno la multa i vigili urbani al cittadino che passa il semaforo non appena è scattato il rosso? O la stradale a chi supera i limiti di velocità di “appena” 11 chilometri all’ora? Perché ostinarsi in questi “formalismi” burocratici?
E’ possibile che anche queste poche righe appaiano provocatorie. Forse. Ancora una volta, non sembra possibile spiegare che l’elementare rispetto delle regole formali del vivere civile rappresenta parte sostanziale di una democrazia. Che non soffoca per colpa della burocrazia. Ma per l’abuso di un potere così mediocre da non esser neppure capace di pagare in tempo le bollette della luce, come fanno milioni e milioni di italiani, tutti i giorni.




>>E oggettivamente non sarebbe neppure giusto per i suoi non pochi elettori.
non vedo in che modo: sia nel caso del Lazio (c’é una regola, si rispetta; é stupida/inadeguata/inutile? si cambia prima del momento della sua applicazione, non dopo retroattivamente alla bisogna) che a maggior ragione in Lombardia (credo ogni commento sia superfluo).
triste a dirsi, la palla ora passa proprio ai “non pochi elettori”: per una cialtronata di questo tipo – in un paese pseudo-normale – avrebbero scaricato e scorticato i rispettivi potenziali candidati;
sospetto che in Italia (per “colpe” attribuibili in parte agli stessi elettori) trasformeremo la cosa nell’ennesima occasione di fare una rivoluzione cialtrona.
L’articolo dice esattamente le stesse cose. Obiettivamente, gli elettori del pdl (purtroppo, dal mio punto di vista) sono milioni e vederli esclusi per colpa dell’incapacità dei loro rappresentanti non può far piacere.
Certo, la dice lunga sulla forza delle loro idee
Grazie
“Obiettivamente, gli elettori del pdl (purtroppo, dal mio punto di vista) sono milioni e vederli esclusi per colpa dell’incapacità dei loro rappresentanti non può far piacere.”
A’ Cipicià, se’ proprio der piddì. Guarda che li elettori der Piddielle, se gli elettori der piddì evaporeno, se vanno a fa’ ‘na pizza ristoratoria.
C’hai ragione.
Grande commento, un sorriso simpatico
C.
Il rischio paventato a fine articolo in realtà è già accaduto: vi ricordate il Messina ammesso in serie A nonostante avesse portato la documentazione necessaria dopo la scadenza massima? All’epoca saltò fuori che la consegna in ritardo era “legittima” purché fosse avvenuta prima del vaglio di detta documentazione.
Leggendo queste sagge cose che scrivi, mi viene in mente una frase che un mio amico diceva sempre nei momenti più bui:
“Il miglior tempo per esercitare la fede è quello della disperazione.”
Bravissimo, Carlo.
Grazie mille
Bellissime considerazioni.
Anche io penso che non sia giusto che la gente non possa votare la Polverini perchè c’è tutta questa incompetenza ma il fatto è che la gente non dovrebbe votarli proprio perchè se non sono capaci di presentare una lista come possono mai governare? Io non disprezzo la Polverini ma questa cosa dovrebbe far capire che la sua faccia pulita non conterebbe (o non conterà) nulla nel governo della regione
Concordo su tutto. Ci vuole davvero una totale mancanza di onestà intellettuale per accusare, come alcuni stanno facendo, l’opposizione di voler impedire la presenza del PdL alle elezioni del Lazio, quando se la sono impedita (per ora) loro stessi senza alcun bisogno di aiuti esterni. E concordo sul fatto che è stata compiuta un’ingiustizia dai rappresentanti del PdL nei confronti dei loro stessi elettori.
Tristi i tempi come questi che costringono a riflessioni anacronistiche, seppure giustissime, come queste.
Anacronistiche perchè queste riflessioni appartengono non al secolo scorso, ma a quello prima di quello ancora precedente. Insomma: fra Montesquieu e Kant.
Siamo, noi italiani del 2000, trogloditi politici che, per rimaneggiare una famosa battuta, sono diventati froci senza mai uscire dalle caverne.
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a questo punto se ” i non pochi elettori” della polverini avessero un ”conato” d’orgoglio dovrebbero punire questi ladri di polli, inetti.
questi cialtroni pretenderebbero di occuparsi della ” cosa ” pubblica, cioè il disprezzo più totale delle regole definendole FORMA non SOSTANZA.
NAPOLITANO DEVE SCIOGLIERE LE CAMERE