La politica mafiosa e la comunità di Reggio Calabria
di Gioia Lomazzo
Sostiene Demetrio Arena, sindaco di Reggio Calabria, comune con l’invidiato record di essere il primo capoluogo di provincia ad essere sciolto per mafia, che “”Il provvedimento adottato dal Governo determina un’ingiusta criminalizzazione dell’intera comunità reggina”.
Ecco, no. Pur non essendo reggino di nascita, mi sento di poter tranquillizzare il sindaco Arena. Almeno da fuori dell’Italia nessuno pensa a criminalizzare la comunità reggina per quanto accaduto. Perché qualunque persona dotata di senno, di fronte a quanto scritto dalle istituzioni per spiegare lo scioglimento, non può prendersela con i cittadini. Ad esempio:
Quanti sono i dirigenti e i funzionari del Comune di Reggio che hanno parentele o frequentazioni con ambienti mafiosi? Quarantuno. Quanti sono i consiglieri comunali che hanno parenti boss o intrattengono rapporti stretti con loro? Almeno nove. Quante sono le indagini della magistratura ancora coperte sull’amministrazione comunale o sulle partecipate? A settembre erano tre. (Attilio Bolzoni, Repubblica)
L’intera comunità reggina, quella che ha trovato cinquemila persone pronte a rendere l’estremo omaggio a un boss riconosciuto, di certo si dispiace di più se ai funerali del sopracitato si presenta l’assessore ai servizi scolastici (è successo). L’intera comunità reggina di certo troverà più onorevole uno scioglimento che dover assistere a scene come quelle degli ultimi anni. E se la politica non ha invece intenzione di spezzare i legami con i collettori di voti, forse è meglio che Reggio resti senza politica per sempre.












Cara Gioia, ometti un dettaglio….è vero che i politici e i funzionari indagati sono poche decine, ma chi ce li ha messi lì? chi è che ha eletto (dal latino eligere, cioè scegliere questi campioni come loro rappresentanti?
Lo so che non bisogna mai generalizzare, ma qui il caso è grave, come in Sicilia (61 collegi su 61 al partito di Fiorito!)come quei piccoli comuni (me ne ricordo uno per tutti, dato il nome curioso, Quindici)sciolti per mafia e i cui cittatini poi hanno rivotato gli stessi amministratori…
no, purtroppo bisogna dire che voi calabresi, come i siciliani, avete una propensione culturale a farvi sottomettere dai prepotenti.