Tutte le bambine violate del mondo

di - La campagna di Terre des Hommes a favore delle ragazze vittime di abusi ogni giorno

Tutte le bambine violate del mondo
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Terre des Hommes ha portato in Italia la campagna “Indifesa”, in occasione della prima Giornata Mondiale per le bambine e per le ragazze, da celebrare il prossimo 11 ottobre, presentando inoltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il “Dossier sulla condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”.

A PROTEZIONE DELLE DONNE - Indifesa è nata per garantire alle ragazze maggiormente vulnerabili salute, protezione dalla violenza e dagli abusi e soprattutto istruzione, nella piena consapevolezza che anche solo un anno in più di scuola consente di accrescere le opportunità di vita per le bambine incrementando in prospettiva il reddito della famiglia fino al 20 per cento, trasformando queast’anno in una fonte di prosperità per l’intera comunità.

MERCE DI SCAMBIO - Ancora oggi le bambine continuano ad essere vittime silenziose e invisibili di discriminazioni. A volte si vedono negato l’accesso all’istruzione, sono vittima di abusi e vengono usate come “merce di scambio”. Il dossier di Terre des Hommes “La condizione delle bambine e ragazze nel mondo” presentato oggi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione della Prima Giornata Mondiale ONU per le bambine, i cui dati sono stati riportati dall’Agenzia Dire, riferiscono che ad oggi mancano all’appello più di 100 milioni di bambine non nate per l’aborto selettivo o morte di malnutrizione. L’Agenzia Dire riporta un dato agghiacciante relativo alle violenze sessuali: ogni anno sono 150 milioni le ragazze vittime di violenza, compiuta nel 56 per cento dei casi da familiari.

 

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DISCRIMINAZIONE DI GENERE - Le spose bambine invece sono circa 10 milioni. Di queste, la maggior parte ha subito violenza dal “partner”. Parliamo in ogni caso di ragazze con un basso livello di istruzione, il quale giustifica i maltrattamenti subiti nel 60 per cento dei casi. Non va tuttavia dimenticata la discriminazione di genere, spesso alla base della vulnerabilità delle bambine. L’infanticidio e l’aborto selettivo rappresentano una realtà in stati come India e Cina ed inoltre tra alcune comunità straniere in Italia.

ITALIA A RISCHIO - Come suggeriscono alcuni studi messi a disposizione nel dossier da Soccorso Rosa, il nostro paese, pur godendo di una legge all’avanguardia, non è esente da pratiche lesive del corpo delle bambine come le mutilazioni genitali femminili, tanto che al momento sarebbero mille le bambine a rischio nel nostro Paese. In Italia le ragazze rischiano però di andare incontro ad altri problemi legati ai disturbi dell’alimentazione, come anoressia e bulimia. Nel resto del mondo non industrializzato sono le femminucce ad essere più esposte alla malnutrizione ed all’anemia.

L’IMPORTANZA DEGLI STUDI - Non va inoltre dimenticato il problema legato al proseguimento degli studi: ancora troppe ragazze non hanno accesso all’istruzione secondaria e finiscono per essere sfruttate come piccole schiave in lavori pesanti, o per sposarsi precocemente. In Africa sub sahariana questo dato è particolarmente alto: solo il 27% delle bambine prosegue gli studi oltre le elementari. Nel mondo quasi 88 milioni di bambine sono oggi costrette a lavorare, metà delle quali in impieghi pericolosi e/o pesanti.

I PROGETTI - Per questo è nata la campagna “Indifesa”, che per tre anni rafforzerà l’impegno nei progetti a favore delle bambine e quest’anno, grazie alla raccolta fondi, aiuterà le “bambine domestiche” del Peru’, le “spose bambine” del Bangladesh, le “mamme bambine” della Costa d’Avorio e le “bambine salvate dall’infanticidio” in India. In Italia, grazie a un accordo di partnership con i centri Soccorso Rosa dell’Ospedale San Carlo di Milano e SBAM della Clinica Mangiagalli di Milano, Terre des Hommes contribuirà anche alla realizzazione di progetti di prevenzione degli abusi sulle bambine.

CRONACHE BAMBINE - Il problema infatti è anche italiano”, dichiara Raffaele Salinari, Presidente di Terre des Hommes. “L’assenza di un vero e proprio monitoraggio degli abusi sui bambini, e in particolare sulle bambine, in Italia, è una delle questioni che Terre des Hommes ha posto alle istituzioni italiane”. A questo si associa il dossier “Cronache Bambine”, nato dalla collaborazione tra l’agenzia Ansa e Terre des Hommes e che rappresenta una drammatica indagine su quanto spesso le cronache italiane trattino casi di abusi e maltrattamenti verso le bambine.

LE NOTIZIE NELLA STAMPA ITALIANA - ell’ultimo anno e mezzo sono state in media 6 al giorno le notizie a riguardo, per un totale di 3.198 notizie. Una gran parte relative a casi di pedofilia e adescamento online (804 notizie), seguiti da violenze familiari, abbandoni, trascuratezza, ecc. Ancora, se consideriamo i 5 casi più importanti di cronaca nera sui minori, tutti riguardano storie di bambine, i cui nomi per mesi hanno affollato le testate giornalistiche: gli omicidi di Sarah Scazzi (914 notizie), Yara Gambirasio (413), Elisa Claps (304), delle gemelle Schepp (280), assieme alle notizie (46) che ancora oggi arrivano sulla scomparsa di Denise Pipitone.

TERRE DES HOMMES - Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed e’ accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano.

PER AIUTARE INDIFESA - Qualora voleste aiutare Terre des Hommes finanziando la campagna “Indifesa”, sappiate che potete farlo mandando un Sms al numero  45501, attivo fino al 21 ottobre, donando due euro via SMS da cellulare TIM, Vodafone, Wind, 3, Postemobile Coop Voce e No’verca. Si puo’ anche donare 2 euro da rete fissa TWT e fino a 5 euro da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb. (Dire / Photocredit Lapresse)

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