Esteri

Aurora

1 marzo 2010

La storia di una delle più famose leggende aeronautiche

Il mondo dell’aviazione militare è fatto anche di affascinanti leggende, che infiammano le discussioni tra appassionati e addetti del settore. In effetti in questo campo qualche volta la realtà supera anche la fantasia, ed un tipico esempio è costituito dall’aereo spia SR-71 Blackbird, un vero e proprio gioiello tecnologico il cui progetto risale alla fine degli anni cinquanta ma che ancora oggi detiene il record mondiale di velocità ed è in grado di sfoggiare linee più eleganti e avveniristiche di qualsiasi altro aeromobile moderno. Il Blackbird, che già a quei tempi utilizzava tecnologie stealth, rimase a lungo segretissimo e sul suo conto circolano numerosissimi aneddoti. Il suo progetto si deve a Kelly Johnson, uno dei più geniali progettisti dell’aviazione, ma vi lavorò anche un altro noto progettista, Ben Rich. I Blackbird furono ritirati dal servizio nel 1989, un po’ per vecchiaia e un po’ perché la sua ragione di esistere era venuta meno con il crollo dell’URSS e la fine della Guerra Fredda. Proprio il Blackbird ha una parte nella storia della leggenda di cui parliamo oggi, quella dell’Aurora: quest’ultimo infatti sarebbe un aereo spia sviluppato segretamente per riempire il vuoto lasciato dal Blackbird.

UNA VOCE SOSPETTA - Il mito di Aurora nacque nel 1986, quando fu reso pubblico un documento ufficiale, risalente all’anno precedente, che elencava i programmi finanziati nell’ambito del budget della Difesa americana. Dal documento si evinceva l’esistenza di un programma denominato Aurora, per il quale venivano previsti stanziamenti pari a 80 milioni di dollari per il 1986 e ben 2,2 miliardi di dollari per il 1987. Cifre da capogiro, tipiche dei programmi per nuovi velivoli militari avanzati. Nell’elenco la voce Aurora appariva a fianco di quella relativa al TR-1, un velivolo spia ottenuto mediante aggiornamento dei vecchi e ben noti U-2. La circostanza passò quasi inosservata fino al 1990, quando la prestigiosa rivista d’aviazione Aviation Week And Space Technology pubblicò, nel numero di marzo, un articolo nel quale si avanzava l’ipotesi che quella voce di bilancio si riferisse a un velivolo spia segretissimo sviluppato dall’aviazione americana per sostituire il mitico Blackbird andato in pensione senza alcun sostituto ufficiale.  Da quel momento andarono moltiplicandosi non solo i giornalisti e i commentatori che prendevano posizione a favore dell’esistenza dell’aereo, ma persino veri e propri avvistamenti che furono attribuiti allo stesso. Non mancarono nemmeno ipotesi sulle fantastiche prestazioni dell’Aurora: velocità fino a sei volte quella del suono, quota di volo ai limiti della stratosfera, autonomia intercontinentale.

IL TRAMONTO DELL’AURORA – Nella storia dell’aviazione non mancano progetti segreti che hanno volato per qualche tempo prima di essere rivelati. E’ successo con gli aerei spia U-2 e Blackbird, e più recentemente con il cacciabombardiere F-117 stealth. Tuttavia non è verosimile immaginare che un aereo utilizzato operativamente, possa restare segreto per quasi 25 anni. Dopo il ritiro del Blackbird l’aviazione americana si ritrovò senza velivoli spia di comparabili prestazioni, e la fiducia riposta nelle capacità dei satelliti si rivelò troppo ottimistica. Così, nel 1995, alcuni Blackbird furono ripescati dai depositi e riportati in condizioni di volo. Questa circostanza non avrebbe avuto alcun senso, se l’USAF (l’aviazione militare americana) avesse avuto a disposizione un altro aereo spia come l’Aurora. I comandi militari americani, a proposito dell’Aurora, già nel 1990 dichiararono che quel nome era semplicemente una copertura per nascondere i fondi destinati al bombardiere stealth B-2, all’epoca segretissimo.  In effetti, i tempi coincidono. Il programma B-2 fu avviato segretamente all’inizio degli anni ’80 e su di esso furono investiti, sempre in gran segreto, oltre 20 miliardi di dollari fino al 1988, quando fu reso pubblico. Sulla questione è poi intervenuta l’autorevole testimonianza di Ben Rich, capo-progettista del settore militare della nota industria aeronautica Lockheed, che in un libro pubblicato nel 1996 (Skunk Works) ha confermato la circostanza che Aurora fu solo un nome in codice per finanziare il programma B-2. Quanto alle indiscrezioni e agli avvistamenti che per molti anni hanno continuato ad alimentare il mito di Aurora, è il caso di considerare che a partire dagli anni ottanta l’industria americana ha sfornato decine e decine di disegni e progetti relativi a velivoli spia non pilotati, alcuni dei quali sono stati effettivamente sperimentati e – in qualche caso – introdotti in servizio segretamente. E’ quindi verosimile che alcuni di questi progetti – spesso dalle linee molto avveniristiche – abbiano contribuito a far vivere la leggenda e le fantasie dei cultori del genere. L’aspetto più curioso e sconcertante del mito dell’Aurora sta nel fatto che sia riuscito a vivere di vita propria nonostante la realtà abbia superato la fantasia. Aurora, infatti, era un nome in codice inventato di sana pianta per nascondere il bombardiere stealth B-2, un velivolo straordinario per le innovazioni tecnologiche che ha incorporato, per le sue linee decisamente futuristiche e per la sua capacità di sfuggire ai radar. Un vero progetto segreto e sofisticatissimo, quindi, che però ha avuto il torto di essere stato rivelato, alla fine, con la conseguenza che il nome in codice Aurora creato per nasconderlo stimola e affascina più dello stesso programma oggetto dell’operazione di copertura. I segreti, insomma, affascinano più delle verità che nascondono.

Un commento a Aurora

  1. Mi par di ricordare anche un episodio di X-Files che ne parlava :D

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