E’ partita la campagna elettorale del Pdl in Campania. Noi l’abbiamo seguita nell’importante tappa di Castellammare di Stabia. Più che un comizio, è stata una seduta spiritica.
Il comizio era annunciato per le ore 19 al “Supercinema”, nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele della città stabiese. Già dalle 17 però, gli altoparlanti apposti all’esterno dell’ingresso
della sala cinematografica, rimandavano ad alto volume nell’aria le note di “Azzurra libertà”, alla quale poi si è alternata l’altrettanto celebre “Meno male che Silvio c’è”. Intorno alle 18 arrivano due bus blindati: uno della polizia, l’altro dei carabinieri. Entrambi in assetto antisommossa. Chiediamo il perché ad un dirigente della commissariato stabiese? Ci viene detto che è una precauzione. Sono attesi due ministri, un deputato, un senatore e il candidato governatore del Pdl. Qualcuno teme contestazioni. Poche settimane fa, proprio da queste parti, gli operai della Fincantieri hanno scioperato bloccando il traffico della vicina Sorrentina. La polizia rimosse il blocco caricando nel contempo gli operai. Ci furono un paio di feriti. Diamo uno sguardo intorno, ma non vediamo nessuno contestatore, fortunatamente.
MAMMA C’È MARA! - La gente comincia ad affluire in buon numero. C’è molta curiosità in giro e poi è annunciato un “parterre de roi” di tutto rispetto. I ministri Carfagna e Rotondi; l’onorevole sottosegretario all’Economia, presidente del Cipe e coordinatore regionale del Pdl, Cosentino; il senatore Viceconte; il candidato a Palazzo Santa Lucia, Caldoro e,dulcis in fundo, l’enfant prodige locale candidato al consiglio regionale, il “giovane cinquantenne” Angelo Gava, figlio del “potentissimo” ex ministro democristiano, Antonio. La sala comincia a riempirsi così come il sovrastante loggione. Sullo schermo, intanto, vanno le diapositive che alternano la figura di Silvio Berlusconi a quella, come detto, di Antonio Gava anzi, “Don Antonio” come in molti da queste parti amano ancora ricordare l’ex ministro degli Interni e delle Poste, scomparso ormai quasi due anni fa. La musica, se possibile, sembra aumentare di volume, infatti, non resistiamo e proviamo ad uscire dalla sala. Il Corso è bloccato. Gli agenti in assetto antisommossa sono stati schierati su entrambi i lati della strada. All’improvviso, spuntano due grossi bus turistici che si fermano a pochi metri dal “Supercinema”. Scendono una settantina di persone, che rapidamente si avviano all’ingresso del cinema stabiese. Sono – ci dicono – i fan di Mara Carfagna: i suoi più strenui “afficionados” che la seguono in tutte le tappe del suo tour elettorale. Dall’altra parte della strada giungono tre, quattro, cinque macchine con sirene e lampeggianti spiegati. Sì, sono loro, arrivano gli ospiti d’onore della serata “azzurra”. Un fitto scroscio di applausi accoglie Mara Carfagna. Una ragazza grida più delle sirene, più di “Azzurra libertààà” :”Mamma c’è Mara!” Infatti, Mara c’è, nel suo classico tailleur Armani. Saluta i suoi fan e rapidamente si avvia all’ingresso del cinema. Ok e le altre macchine? Ci saranno gli altri, no? No, non c’è più nessuno. Solo il ministro Gianfranco Rotondi. Un signore di mezza età ci chiede “Ma chi è?” Noi gli rispondiamo: “Rotondi, il ministro Rotondi“. E lui: “Ah. E chi è?” Lasciamo l’interrogativo in bocca al nostro interlocutore e ci riavviamo anche noi nuovamente nel salone, adesso finalmente affollato.
MARA SI SPORCA LE MANI - “Mara ha fretta” dice Rotondi a Gava jr. Cosentino, Viceconte e Caldoro? Non pervenuti. Anche loro fantasmi. Bloccati – dicono – da altri comizi. Il palco è
mezzo vuoto e, come detto, “Mara ha fretta”. Sullo schermo gigante sempre Berlusconi che si alterna a Gava (Antonio). Anche loro assenti. Sembra di assistere ad una seduta spiritica. Rotondi però non fa il medium. Cala il volume. “Meno male che Silvio c’è” sfuma mentre, finalmente, in platea la gente si siede. “Mara ha fretta”, e così prende subito la parola. Gli applausi cadono a catinelle. Lei, che la scena la sa tenere davvero, esordisce subito nel ruolo di “front woman”. “La vittoria è assai probabile“, dice. Il popolo azzurro, i suoi fan itineranti, la ragazza con la voce da sirena (della polizia) esplodono in un boato quasi calcistico. Sembra un gol del Napoli. “Sono qui a Castellammare perché sono convinta che pure Castellammare (qui si vota anche per il sindaco) saprà dare la risposta giusta per voltare pagina“. La Carfagna tuona: “Dobbiamo dire basta a Bassolino. Che ha umiliato i giovani, che li ha costretti a fare la fila nei partiti per accreditarsi con la speranza do lavorare, oppure per qualche corso di formazione che non serviva“. Poi parla di sanità. Il suo programma: “I medici non sono stati premiati secondo una normale meritocrazia, ma per le tessere di partito che avevano“. Chissà se la pensa allo stesso modo il suo alleato Ciriaco De Mita e chissà se la Carfagna è a conoscenza che De Mita è suo alleato? Il dubbio dopo queste parole ci ha assalito, ma solo per qualche istante, poiché Mara Carfagna è un fiume in piena che straripa solo quando dice: “Io sono stata spinta ad impegnarmi direttamente per la mia terra dall’amore. Così ho scelto di sporcarmi le mani“. Nemmeno il tempo di prendere un Kleenex, che la Carfagna chiosa tra gli applausi convinti dei suoi fan: “Anche qui è possibile mettere fine al cattivo governo della sinistra. Anche qui proponiamo un governo del “fare” come quello che sta governando l’Italia. Come quello del nostro Presidente Silvio Berlusconi“. E’ l’apoteosi. Mara, come detto, però ha fretta, deve andare via suo malgrado. Tra le note di “Azzurra Libertà” saluta la platea, abbraccia Rotondi porge la mano a Gava jr e sparisce col suo tailleur blu Armani dietro il sipario blu oltremare. Con lei, quasi all’unisono, spariscono pure i suoi tanti fan venuti in pullman turistico, beige caffelatte. Restano solo Gava jr e Rotondi sulle loro poltrone, rigorosamente rosso Sanmarzano.


In copertina si vede che sta accordando lo “strumento”…
Questo pezzo è particolarmente illuminante. Ed agghiacciante.
Complimenti, Pietro.
Un sorriso sconsolato
C.
E pensa che ti sei perso le diapositive ed Azzurra libertààààà
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Oltre alle mani,se non ricordo male,si è sporcata anche la bocca…
” Oltre alle mani,se non ricordo male,si è sporcata anche la bocca”
Dipende…
A posta c’era l’immancabile “Kleenex”…
“A posta c’era l’immancabile “Kleenex”…”
Veramente, pensavo ad altro:)
( a meno che ” kleenex ” non sia il gergo per cavo orale e seguente esofago
)
Ahahah
Angelo Gava scende in campo. “Nel sangue la cultura di una politica per il bene comune”.
Ho personalmente conosciuto dal capostipite della famiglia Gava, un grande “cavallo di razza” Silvio Gava, non solo della DC, ma della politica italiana del dopoguerra.
Una figura prestigiosa del popolarismo italiano e un protagonista della ricostruzione del nostro Paese, Ministro del governo De Gasperi, fino a che nel 1976 esce di scena per cedere il passo al figlio Antonio, già eletto nel 1972, degno erede di suo padre. Per poi morire nel 1999.
Silvio e Antonio Gava hanno sempre lavorato sia a livello locale che centrale per la gente, aiutando realmente i più deboli e bisognosi con una politica volta a creare le condizioni per la realizzazione di opere per il bene comune.
Antonio Gava, con grande dignità, che era una delle sue grandi doti, affrontò la triste stagione fallimentare di “mani pulite”. Egli ha affrontato i processi che lo hanno riguardato, e dai quali è uscito pienamente assolto, sempre difendendosi nei processi e da vero uomo delle istituzioni (nonostante le ingiustizie subite), senza mai muovere contestazioni nei confronti di chicchessia.
Processi da cui è stato assolto e gli è stata anche riconosciuta una congrua somma di risarcimento, che comunque non potrà mai sanare il danno subito a lui e alla sua rispettabile famiglia.
Nel lontano 1982, mi affacciavo alla vita politica attiva della DC e iniziai a collaborare con il Centro Studi “Domenico Colasanto” a Casoria, nella provincia di Napoli, associazione all’epoca vicina alla cosiddetta corrente Dorotea, luogo politico in cui ebbi il piacere di conoscere Antonio e Silvio Gava, e da allora ho sempre collaborato e sostenuto Antonio Gava e gli uomini politici seri e onesti vicini al compianto Antonio.
La mia quasi venerazione e ammirazione per Antonio Gava mi hanno portato a una vera e propria sofferenza prima per le vicende infamanti di “mani pulite” che lo colpirono ingiustamente, e poi per la sua morte avvenuta l’8 agosto del 2008.
Da allora mi sono sentito veramente “orfano” in politica e di un secondo padre, per me maestro di vita. Mi mancava il punto di riferimento di un uomo politico di razza,di un uomo carismatico puro, che, ahimè, oggi il nostro paese non ne ha nemmeno l’ombra, o quelli che ci sono, sono però troppo vecchi e non hanno più la forza di lottare (Andreotti, Cossiga etc.).
Conosco Angelo Gava, da oltre 20 anni, ho vissuto con lui esperienze molto positive, come con tutti i Gava che lo hanno preceduto. Un amico vero, una persona di una Napoli antica, squisita e brillante. Un manager preparato e un osservatore della politica molto accorto.
Più volte è stato sollecitato a scendere in campo, da me in passato e continuamente da tanti amici, e se vogliamo da noi nostalgici della politica vera, fatta di strategia e di ideali, e non dell’attuale modo di far politica,che ha portato al disgusto molti cittadini, allontanandoli dalla politica. Slogan principale di Angelo Gava per la corsa alle “Elezioni Regionali in Campania 2010 nel PDL”, è: “La Regione Campania bisogna amarla per governarla”, uno slogan che spero in futuro farà suo anche per l’Italia. Perché, questo è ha significato intrinseco di voler esprimere tutto il disappunto che molti politici non amano ne la loro terra di origine, ne il proprio Paese.
I Gava sapevano fare politica sul territorio, accogliere le istanze della gente e farle proprie. Angelo è nipote e figlio di “cavalli di razza” e sicuramente saprà mantenere alto il nome della famiglia e della vera politica italiana, di una famiglia che ha nel sangue “la cultura di una politica per il bene comune” .
Vanno a Angelo i miei auguri personali, e di tanti amici che lo sosterranno insieme a me, con la speranza di vederlo presto al parlamento e poi Ministro.
Gennaro Ruggiero
In fondo deve farsi ancora le ossa. Ha 50 anni e non ancora un avviso di garanzia. Davvero non sembra un berluscones.
PS Siccome Gava padre e figlio stavano a Scanzano, si sono mai accorti della presenza dei D’Alessandro?
Si evviva i gava e tutti i filistei!!!
VOTATE MARA e no vi pentirete
Premiate il governo del fare, dire, baciare, succhiare, lettera e testamento!!!
fottere, fottere, ho dimenticato fottere. Mi scuso per la disattenzione con il signor Ruggiero
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