De Luca, il “cattivo” che fa sperare la sinistra
27/02/2010 - E’ inviso a buona parte del ceto politico del centrosinistra. Il centrodestra, fino a poche settimane fa sicuro della vittoria, adesso si mostra nervoso e comincia a temerlo. Vincenzo De Luca, intanto, ci prova ed i sondaggi gli danno fiducia.
E’ inviso a buona parte del ceto politico del centrosinistra. Il centrodestra, fino a poche settimane fa sicuro della vittoria, adesso si mostra nervoso e comincia a temerlo. Vincenzo De Luca, intanto, ci prova ed i sondaggi gli danno fiducia.
“Tre mesi fa in Campania eravamo morti. In questo momento stiamo combattendo, è difficile ma combatteremo fino all’ultimo. La partita in Campania è riaperta“. Così Vincenzo De
Luca nella sua pagina su Facebook. Sul sindaco di Salerno, da quando è “sceso in campo” nella sua difficile corsa a governatore della Campania, sono stati riversati fiumi di parole, non sempre a proposito che, spesso e volentieri, hanno valicato i confini regionali. Marco Travaglio su “Il Fatto”, in particolare, ne ha fatto (scusate il gioco di parole) quasi una questione personale. Tanto che il sindaco di Salerno è diventato, ormai, uno dei suoi bersagli preferiti. L’ha quasi eletto al rango di “Al tappone” in sedicesimi, emblema stesso, a suo dire, del malgoverno e del malaffare che regna pure a sinistra. A Travaglio non è proprio andato giù l’appoggio del suo “amico” Tonino Di Pietro alla candidatura di De Luca. Sostegno per di più sancito ufficialmente, con tanto di abbraccio e “vasa-vasa”, al recente congresso dell’Idv. Da quel giorno non c’è occasione in cui l’autore de “Il colore dei soldi” e di tutta la sua fortunata quanto monotematica serie di “sequel”, non ricordi pubblicamente il “rinvio a giudizio” e le accuse che gravano come una spada di Damocle sulla testa del sindaco salernitano. Non solo, alla presentazione di uno dei suoi ultimi libri – con Travaglio non si fa tempo a scrive “l’ultimo”, che già un altro nuovo tomo sta per essere pubblicato – ha dichiarato: “Se fossi un elettore campano, voterei Cinque stelle“, ossia il movimento popolar-populista che fa capo al comico Beppe Grillo. Un endorsement in piena regola che, stando a certi sondaggi, ha trovato pure un certo numero di proseliti.
TUTTI CONTRO - In un certo senso, noi di Giornalettismo, siamo stati tra i primi ad individuare nella figura del “sindaco sceriffo” di Salerno il candidato del centrosinistra a Palazzo Santa Lucia, quando abbiamo ricordato che “in questi anni De Luca è stato “l’anti-Bassolino” per eccellenza”. Famose le sue sfuriate contro o’ Governatore, fin dai tempi in cui i due militavano assieme nei Ds“. Allora, abbiamo riportato pure il “niet” dell’ex magistrato ed oggi europarlamentare dell’Idv, Luigi De Magistris che disse: “Vincenzo De Luca? Ottimo sindaco ma è imputato per corruzione a Salerno, dobbiamo candidare persone di altissimo livello che segnino la discontinuità“. Sta di fatto che De Luca oggi in campo c’è eccome, Mentre De Magistris non lo sostiene e non fa campagna elettorale. Nemmeno la sinistra estrema sostiene – almeno finora – De Luca, anche se qualcuno pensa ancora possibile un recupero in extremis. Insomma, a sinistra in pochi amano De Luca. Per questo, a molti, il risultato già sembra scontato. In tanti già prefigurano una resa, quasi incondizionata, al centrodestra (con l’Udc) di Caldoro, ma anche di Nicola Cosentino, Mara Carfagna, Mario Landolfi… fino a Clemente Mastella, la sua signora e Ciriaco De Mita che dovrebbero rappresentare, a sentirli nei loro comizi, il “vero cambiamento” possibile! De Luca, quasi serafico gli risponde: “I miei avversari sono ogni giorno più nervosi. Evidentemente avvertono che il mio impegno per il rinnovamento ha innescato una nuova speranza tra i cittadini della Campania. E non avendo altri argomenti ricorrono a squallide strumentalizzazioni!“
DE LUCA, LO SCERIFFO - “Basta con il parassitismo, basta con l’assenteismo e con i viaggi di piacere! Chi occupa un posto in un’istituzione non è un notabile ma un uomo al servizio della gente, dobbiamo cambiare tutto!” Questo è Vincenzo De Luca. Lo stesso Vincenzo De Luca che “non piace” alla sinistra, che “non dice cose di sinistra” che non assomiglia affatto ad un “leader di sinistra”. Stando ai sondaggi o più semplicemente ai tanti applausi e consensi che riscuote lui e le sue proposte, talvolta provocatorie, in ogni sua uscita elettorale, sta però riuscendo in un’impresa che ha dell’insperato. Riportare l’entusiasmo tra le sue truppe che, fino appena qualche settimana fa, apparivano in rotta. De Luca così distinto e distante da Bassolino. De Luca che al mancato rinascimento bassoliniano può contrapporre la concreta affermazione della sua Salerno, città ai primi posti in Italia in termini di riqualificazione urbanistica. Capoluogo campano con la più alta percentuale di “raccolta differenziata” dei rifiuti. Sindaco, forse, con la mania di fare lo sceriffo, però letteralmente osannato dai suoi concittadini. Personaggio dalla loquela sciolta e tagliente come un bisturi. De Luca il personaggio, contro Caldoro l’invisibile. De Luca il solitario contro il “di tutto e di più” del centrodestra campano. Una sfida forse impari che però non spaventa di certo a “Vicienz a’ funtana”, così come lo chiamano amici ed avversari, interni ed esterni, al suo stesso perimetro politico.
I SONDAGGI - Diciamolo subito. Ad oggi, ad un mese dalle elezioni del prossimo 28 e 29 Marzo, tutti i sondaggi concordano almeno su un fatto. Caldoro è avanti e il centrodestra, complessivamente, ha più voti del centrosinistra. Un previsione, tutto sommato, scontata. Eppure, parafrasando Galilei, qualcosa si muove. Un sondaggio SWG, commissionato dal Corriere del Mezzogiorno rivela che: “Il sindaco di Salerno oscilla dal 43 al 47% in entrambi i casi supera la compagine del centrosinistra e riequilibra le distanze“. Andando più a fondo si scopre anche che De Luca, addirittura, “ruba voti agli avversari”. Il 9% degli elettori del centrodestra (più dei voti ottenuti dall’Udc, tanto per intenderci) lo voterà. Alle Regionali, del resto, è permesso il cosiddetto voto disgiunto. Nel confronto basato sulla notorietà e sulla fiducia Vincenzo De Luca batte nettamente Stefano Caldoro: 32,4% contro il 18,4%. Circa i partiti, ad oggi in Campania gli indecisi rappresentano il 30% degli elettori. Mentre è sicuro di non andare a votare il 15%. Secondo l’Swg, il Partito democratico, nonostante la fuga dei moderati verso Casini e Rutelli, risale lentamente la china. Passa da un 23,4 % del 2009 al 25%. L’Idv non fa il botto: dall’8,9% si mantiene stabile al 9%. Calano anche le preferenze di Rifondazione e Sinistra e Libertà. Per la Federazione Comunista si passa dal 3,8% al 2,5%. A riprova che molti dei loro elettori giudicano “velleitaria” la cadidatura catapultata del loro segretario nazionale, l’ex ministro Ferrero. I vendoliani scendono dal 4,4% al 4. I socialisti sono al 2% e i Verdi quasi non pervenuti all’1. Il Pdl, che parte da un bottino pari al 43,5 % delle preferenze, non avanza e si ferma al 43%. La Destra è al 3% . L’Mpa nonostante una costante “campagna acquisti” di ceto politico, locale e non, transfuga da altri partiti, si ferma a quota 1%. Chi perde consensi è l’Udc che passerebbe dall’8,7% al 7,5%. Ma si conferma tuttavia “l’ago della bilancia”. Se in Campania l’Udc fosse alleata con il centrosinistra la situazione sarebbe matematicamente ribaltata. Secondo un altro sondaggio di Euromedia research (istituto storicamente molto vicino al centrodestra) il candidato del centrosinistra, Vincenzo De Luca, inaspettatamente, viene dato al 47%, a soli 2,9 punti da Stefano Caldoro (49,9%), l’ex ministro all’Attuazione del programma del Berlusconi ter, che guida oggi quella corazzata che nel 2008, senza l’appoggio dell’Udc (col quale invece oggi è alleata), portò a casa circa il 49% dei voti. “La battaglia è solo all’inizio” dice De Luca e a lui, di certo, non fa paura.













Vi posto la lettera del consigliere comunale Fausto Morrone sulle condizioni del Comune di Salerno RIFLETTIAMO la Campania potrebbe diventare così:
1) Intervento sul bilancio
Io temo che questo schema di bilancio, e con questo non voglio offendere i redattori, anzi, come l’anno passato, mi permetto di apprezzare lo sforzo fatto di ascolto delle forze sociali da parte dell’assessore competente, almeno per quanto riguarda alcune questioni inerenti il bilancio. Dicevo, penso che questo sia uno schema di bilancio idoneo per il Comune, per un Comune di 300 abitanti, e non per un Comune di 150-160.000 abitanti, magari l’anno prossimo, in un solo foglietto, si potrà raccogliere quanto riguarderà il bilancio del 2010. Ad esempio, ha colpito me, ma penso chiunque abbia guardato con un minimo di attenzione, il bilancio di cui stiamo discutendo, noi vediamo che c’è una sola voce di 99.695.000,00 euro, che ricomprende tutte le spese per acquisizioni di beni immobili, quindi un grande calderone dove nessuno può guardare dentro, una spesa enorme, a meno che il Comune non diventi palazzinaro, visto che dovrà acquistare spiagge e non so quali altre strutture. Stranamente, a chi s’è occupato di questa vicenda, nel bilancio dell’anno passato c’era, con un accredito contabile del 2007, una voce di ….del bilancio, quest’anno la grande magia. Scomparso. Ora, per chiarirci, io sto parlando di accredito contabile, quindi chiunque ha contezza delle cose di cui parliamo, capirà. Dopo di che io non so come si possa discutere seriamente un bilancio nella situazione in cui versa il Comune di Salerno. Se si pensa a un’altra voce che mi è saltata agli occhi, l’anno passato, però nessuno riesce a spiegarci nel dettaglio, il Comune pare abbia incamerato undici milioni e mezzo di multe, undici milioni e mezzo. Per quest’anno ne prevediamo quindici milioni. 1) prevediamo una città più indisciplinata, quindi andiamo male, le previsioni sono pessime, 2) penso che mettiamo poste in bilancio assolutamente ingiustificate. Il prelievo sui rifiuti, di cui parlavo valutando positivamente l’operato dell’assessore, non sarà più incamerato dal Comune, come sapete, ma chiaramente compare in bilancio. E anche se sottolineo, finalmente è stata revocata la delega a un commissario che da tre anni non è riuscito a mettere una pietra del termovalorizzatore, rimangono i debiti, le acquisizioni di aree fatte con risorse comunali, mentre erano a carico del commissario. Ora si buffoneggia dicendo, noi non i diamo le aree, ma pregassero iddio che qualcuno gliele va a chiedere. Altrimenti il Comune è bello e fallito. E qui, scusatemi, io lo dico con un eufemismo, non so chi l’ha detto nel Consiglio Comunale precedente, se lo considerava tale, questa volta devo dirlo io rispetto alla decisione del termovalorizzatore e della delega del Commissario, quel sant’uomo di Berlusconi, lo dico io, e sottolineo che per me è un eufemismo, sant’uomo, ci ha messo tre anni, ma l’ha fatto. Se avessimo qualcuno che potesse revocare le deleghe a costruire la Metropolitana, la Lungo Irno, la Cittadella Giudiziaria, e via discorrendo, molto probabilmente da qui a venti anni, questa città potrebbe diventare quella di carattere mondiale di cui si parla negli ultimi vent’anni. Ora l’acquisizione delle aree su cui dovrebbe insistere il termovalorizzatore, lo sapete bene, il vice sindaco è firmatario, per conto del Comune, con il commissario, quello della sedia vuota, fanno un accordo nel senso che dicono, il Comune anticipa, quindi noi abbiamo anticipato, abbiamo anticipato allo stesso modo l’acquisizione delle aree su S.Teresa, fior di milioni. Tutto ciò per fare presto e garantirsi di realizzare la costruzione di un impianto, parlo del termovalorizzatore assolutamente sproporzionato, e anche qui, benedetto Berlusconi che l’ha ridotto e l’ha riportato a dimensione umana. Non vi preoccupate, diciamo, benedetto Berlusconi lo dice chi non ha nulla da condividere, voi dovete invece preoccuparvi quando dalla sedia vuota arrivano in modo molto più credibile e fanatico, queste parole. Di me non vi preoccupate. Tuttavia, ripeto, sono tre anni che non si è riuscita a mettere una pietra, però alcune cose le abbiamo fatte, il primo appalto, l’abbiamo aggiudicato ad un’impresa di camorra, il secondo appalto lo abbiamo aggiudicato all’unica impresa che era stata esclusa dal Comune, perché si riteneva che non avesse i requisiti. Invece è l’unica impresa che partecipa e vince. Per dirvi che questi sono i danni. Ora c’è il rischio di un contenzioso giudiziario con è quest’ultima impresa, c’è il rischio concreto, che pagherà chi ha prodotto degli atti. Ora le opere su S.Teresa, ripeto e sottolineo, ancora nessuno mi ha smentito, se non, diciamo, oralmente, sono state appaltate senza copertura finanziaria, è chiaro? E anche qui sono state fatte anticipazioni dal Comune. Questo è un Comune che si avvia verso un crinale molto ripido e molto rapido di dissesto finanziario. Allora qualcuno si chiedeva all’inizio, ma perché quest’anno un bilancio così piccolino? Come lo facevamo il bilancio? Se è un Comune che si avvia al dissesto, che fa? Un bilancio dove si scrive che sta in dissesto? Mi sembrerebbe quantomeno masochista, poi un bilancio in dissesto da parte di un Comune dalla sedia vuota, che pensa di creare una città mondiale. Tuttavia si sono spesi, il mio collega Celano si sbaglia profondamente, molto probabilmente fa tante cose però nei conti difetta. Per le luminarie noi abbiamo speso tre milioni, fatta eccezione per il concerto di Capodanno, e alcune centinaia di migliaia di euro solo per il piano di comunicazione, cioè per far parlare a Milano che a Salerno ci stanno un sacco di lampadine. Ora abbiamo fatto, diciamo, mosso, abbiamo animato il commercio. Voi, se permettete, io questo vorrei farlo da qui a 15 giorni, quando i commercianti trarranno un consuntivo. Io vi chiedo, e se queste risorse, tre milioni sono tanti, venivano usate per incentivare i commercianti ad abbassare solo nel periodo natalizio i prezzi, non avrebbe incentivato i commercianti e incentivato i consumi? Non avremmo fatto due operazioni invece di una, invece di incentivare solo i commercianti, magari ci fossimo riusciti? E se una parte di questi tre milioni veniva un po’ destinata per tentare un po’ di incrociare il disagio sociale, la sofferenza, che tutti quanti noi consiglieri penso che noi incontriamo, nel corso delle nostre giornate, ognuno dedito alla propria attività? E qui vi racconto un piccolo aneddoto che fa la differenza fra la civiltà e la non civiltà, la democrazia e la non democrazia. Ad Avellino, una città non lontana da qui, ha suscitato profondo sconcerto, un dibattito cittadino di una dimensione enorme, poi figuriamoci, ad Avellino, perché il Comune aveva deciso di spendere 130.000,00 euro, per il concerto di Gigi D’Alessio. Hanno costretto il Comune a revocare la delibera, perchè è intervenuto addirittura il vescovo Marino, dicendo, ma come si può fare a spendere 180.000,00 euro per Gigi D’Alessio, quando sappiamo qual è la povertà e la sofferenza sociale in questa città. Alla fine il Comune ha dovuto rivedere per 130.000,00 euro, quella decisione. A Salerno un vecchio cattolico credente, come me, non ha avuto e non avrà cotanti alleati, diciamo, dalla chiesa…salernitana. Questo è del tutto evidente, però è capitato a due passi da noi, per intenderci, laddove un dibattito democratico si riesce a sviluppare. Ora le luminarie sono state spacciate, anche qui in occasione del bilancio, per opere d’arte, sono state acquistate a Somigliano, chiunque di noi, penso a Zitarosa che ha disposizione quel milione di euro che vuole investire sul Crescent, poteva tranquillamente acquistare quelle luminarie. Mentre Zitarosa le poteva acquistare senza passare per la gara d’appalto, il Comune, come tutti i Comuni che si rispettano, doveva fare una gara d’appalto, lperché con l’arte non ha a nulla a che vedere, invece abbiamo bypassato la gara d’appalto, abbiamo fatto lavorare l’azienda di Pomigliano. Vi annuncio che le migliaia di dipendenti che la sedia vuota diceva che hanno lavorato per montare le luminarie, magari ci fossero stati, erano tutti di Pomigliano d’Arco, non di Salerno, ma nessuno li ha visti per la verità. A Torino la fucina delle luminarie artistiche, ha trattato brillantemente l’argomento il mio amico Celano, spendono meno della metà con operazioni di sponsorizzazione. Invece con i tre milioni fanno altre cose, cercano di intercettare il disagio sociale, che non mi pare che a Torino sia tutto sommato uguale o proporzionale a quello di Salerno. Ora, e chiudo, poi io uso un tono anche un po’ sdrammatizzante, per dire cose molto gravi, attenzione, perché questa città sta rischiando grosso, per le ambizioni di un uomo solo. Ora non ce ne frega delle ambizioni e di quale risultato avranno, io ho la mia opinione, sapete benissimo che rimarrà là la sedia vuota. Ma noi per un uomo solo stiamo facendo correre grossi rischi a questa città. Voi ve l’immaginate una città come Salerno, una città mondiale, una città conosciuta a Dubai, una città conosciuta negli Stati Uniti, una città che riportano tutte le riviste mondiali di architettura….quante sciocchezze, è una città dove la povertà ci porta ai primi posti, dove per crescita siamo agli ultimi posti. Allora chi continua a seguitare, l’uomo solo e la sedia vuota, aiuta a portare questo Comune nel disastro. E nel disastro alla fine ci siamo tutti. Queste sono le motivazioni, diciamo, minime, per dire che il mio voto al bilancio, è chiaramente, lo indovinerete, no.