di Ionela Craciun
La speranza è quella che ci porta nelle anime la forza di continuare, di andare avanti. E’ lei ci sussurra nei nostri momenti di buio che i nostri sogni si possono trasformare in realtà. Una vita senza speranza?! … è la morte dell’anima… possiamo vivere senza l’anima?! Aristotele diceva che l’anima significa vita e allora riformulo: possiamo vivere senza la vita? Probabilmente sostenuti dai dispositivi medici, possiamo vivere anche senza vita, ma così viviamo in coma. Senza piangere, senza sentire il calore dell’anima, senza sentire i raggi del sole, le gocce d’acqua, i fiochi di neve. Come si può vivere senza tutto questo?! Probabilmente si può vivere cosi per un periodo ma solo perchè ci nutriamo con dei ricordi che ci saziano.. dopo però?! Che cos’è il corpo senza l’anima, il corpo senza il cuore, le stagioni senza la primavera? Sono inseparabili, non possono sopravvivere. Cosi è la vita senza l’amore, secca, vuota, uno spazio chiuso, senza aria, senza colore, senza forma. Quando ci innamoriamo tutto il mondo è nostro, ci appartiene, tocchiamo le cime più alte, ci basta uno sguardo per saziarci, ci da una forza incredibile, apparteniamo a qualcuno che ci appartiene. L’imperfezione fa parte di noi, iniziamo la strada nudi, troviamo un incrocio, due introversi, due testardi, due personalità forti, nessuno dei due cede, e cosi uno sceglie la strada più difficile, piena di barriere, e quel altro sceglie la strada liscia, tutti e due puntando alla Mecca. Sorprendentemente o no, le due strade si intersecano, i personaggi si perseguitano, nella loro corsa cadono, si rialzano e procedono verso la fortezza. Cosa troveranno li? Non lo so, devono scoprire cosa c’è dietro le mura della fortezza; so per certo che tutti e due desiderano ardentemente ti trovare qualcosa. La strada verso la fortezza è lunga, rafforza il carattere, matura ma purtroppo esaurisce l’anima, lasciandola senza linfa, senza vita… ma la fortezza li riempirà di vita e questo è tutto ciò che conta. Perchè dobbiamo lottare cosi tanto per quello che ci porta la felicità? Forse perchè dobbiamo imparare ad apprezzare ciò che abbiamo ora, sentire non solo ascoltare, vedere non sono guardare. La strada verso un etto di felicità è molto estenuante ma vale la pena ogni goccia di sudore probabilmente perchè ci porta vicino alla luce del tunnel. Ci avvicina, ci godiamo la luce per un po’ poi non agiamo in nessun modo e la lotta si ferma. Hm, strano! ti rendi conto di tutto questo dopo aver perso qualcosa o qualcuno e capisci che non ci puoi fare niente per “riparare”; provi ad incollare i pezzettini rimasti ma non esce fuori niente, nella tua disperazione di fare tutto com’era prima incolli tutto sbagliato…
Dobbiamo imparare a perdonare, ad avere pazienza, insegnare ad altri a fidarsi delle proprie forze, a lottare, a non rinunciare, a essere se stessi, a non mettere le maschere, a non aver paura della vita, dell’intensità dei sentimenti, a evitare la duplicità, a essere naturali; dobbiamo imparare ad amare, ad accettare gli altri e noi stessi,ad imparare il bene ed il male. Perchè i sogni non volano se non diamo loro le ali.



Non so se hai mai letto la parabola dell’aquila, parla proprio del fatto che siamo noi a scegliere di rimanere in un cortile invece di volare in alto
c’è un po’ di retorica, però è vera.
“Che cos’è il corpo senza l’anima, il corpo senza il cuore, le stagioni senza la primavera? Sono inseparabili, non possono sopravvivere. Cosi è la vita senza l’amore, secca, vuota, uno spazio chiuso, senza aria, senza colore, senza forma.”
Complimenti per questa citazione: Brava!
Inoltre, non si può vivere nell’assurdo e nel più profondo di noi troviamo la nostalgia di un significato per la nostra esistenza: “la nostra vita non è persa se trova una causa sufficientemente buona per cui valga la pena di giocarla”!
“Sento freddo,
sento il gelo percorrere
gli abissi dell’anima,
una sensazione di perpetua glaciazione,
stagnante.
Non sento il fiume che scorre tra le rive,
non sento il vento che scuote le foglie violentemente,
ma sento freddo!
c’è una voglia di immaginare che
nel gelo del mare lontano,
cosi vasto, cosi profondo,
una scogliera, una barca ancorata, può fermarmi,
per sentire!”
LUCIA
Mi hai fatto ricordare una frase tratta dal libro “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach: “Egli imparò a volare,e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano”.
Se riusciamo a trovare un equilibrio in noi stessi, anche il volo con gli altri ci risulterà più facile e sereno e ci possiamo godere tutto il panorama in qualsiasi prospettiva noi guarderemo e viaggeremo