Interni

Schifani e quel pasticciaccio brutto del senatore Di Girolamo

26 febbraio 2010

Lo scandalo scoppiato per l’elezione del componente del PdL sta creando non poco scompiglio nell’Aula del Parlamento, e si comincia già a parlare di modificare le regole per il voto degli italiani all’estero

Il giorno giusto sarà (forse) mercoledì prossimo. In quella data il Senato della Repubblica deciderà sull’ineleggibilità del senatore Nicola Di Girolamo, finito nell’occhio del ciclone per l’inchiesta sul riciclaggio e i suoi presunti rapporti con la ‘ndrangheta. Ma l’accelerazione richiesta dal presidente di Palazzo Madama non potrà aver luogo, e per ragioni eminentemente pratiche: Renato Schifani aveva chiesto ieri alla Giunta per le elezioni e le immunità parlamentari di decidere al più presto riguardo l’ineleggibilità, ma sul punto l’organo si era già espresso alla fine del 2008, ed era positivo. “Poi è intervenuto il Senato e su questo – ricorda Luigi Li Gotti dell’Italia dei Valoric’è un deliberato dell’ Aula del gennaio 2009 che ci dice che non possiamo muoverci senza un giudicato penale noi siamo vincolati a questo, siamo tutti d’accordo. Deve essere l’aula, nel caso, a cambiare deliberato”. Il voto dell’aula aveva respinto quelle conclusioni, in adesione ad un ordine del giorno presentato dal senatore De Gregorio sostenuto nel dibattito da numerosi e autorevoli interventi di senatori del Popolo delle Libertà hanno ricordato ieri i senatori del Partito Democratico. E Marco Follini, presidente della giunta, ha quindi risposto alla lettera di Schifani ricordando che è l’aula che deve cambiare la decisione.

CAMBIARE CALENDARIO? - Alle stesse conclusioni è giunto il senatore Lucio Malan del Pdl: “Abbiamo confermato il calendario dei lavori della Giunta in relazione alla richiesta di arresto del senatore Di Girolamo. Martedì alle 12 ci sarà la sua audizione ed è prevedibile che la Giunta prenda una decisione giovedì. In mancanza di altri fatti, credo che la decisione in aula sull’arresto si terrà la settimana dopo”, ha detto al termine della Giunta, “Ma c’è la possibilità -ha aggiunto- che in aula si decida mercoledì sulla decadenza, sulla base della decisione della Giunta del 2008 che si pronunciò per l’ineleggibilità, cosa che dipende dalla conferenza dei capigruppo». Ma per attivare la procedura, ha detto il senatore, «è ipotizzabile che venga depositato un documento in aula con cui si chieda di riesaminare la questione». Quindi spetta alla conferenza dei capigruppo, convocata per martedì mattina decidere se affrontare prima la vicenda della decadenza del senatore dal suo incarico con una seduta d‘Aula già da mercoledì 3 marzo, come è nelle intenzioni del presidente Schifani, oppure aspettare le decisioni della Giunta sulla vicenda del riciclaggio e votare la settimana successiva sugli arresti. Una via questa che, a quanto pare, soprattutto la maggioranza vorrebbe evitare scegliendo di espellere Di Girolamo prima. Mentre il vicesegretario del Pd Enrico Letta è passato all’attacco: “Schifani faccia un pubblico mea culpa. Il presidente del Senato oggi si straccia le vesti, ma non mi risulta che abbia biasimato la maggioranza di centrodestra quando lo salvò”. E Bersani chiude con un significativo “Alla buon’ora…”.

E CAMBIARE LE REGOLE – Intanto il presidente ha chiesto di cambiare le regole della legge elettorale per gli italiani all’estero: “Va immediatamente cambiata perché il voto per corrispondenza è uno scandalo e consente tipologie di attività illecite come l’acquisizione del voto addirittura pagandolo: dobbiamo immediatamente procedere a una rivisitazione“. Per questo, ha detto il numero uno di Palazzo Madama, bisogna procedere immediatamente “a una rivisitazione del voto per corrispondenza e affermare delle regole, anche attraverso le stesse autorità di polizia estere, che garantiscano la residenza del candidato“. Alla richiesta si associano anche Gasparri, Quagliariello e Cicchitto, oltre ai deputati del PD e dell’IdV. Secondo il leader dell‘Udc Pier Ferdinando Casini, “bisogna mantenere le circoscrizioni elettorali fuori dall’Italia perché gli italiani all’estero sono una grande risorsa, tuttavia bisogna rivedere la normativa in senso garantista per evitare rischi di manipolazione dei voti”.

2 commenti a Schifani e quel pasticciaccio brutto del senatore Di Girolamo

  1. Nomenklatura

    Come al solito si svia l’attenzione dal problema reale al problema fittizio:

    “Va immediatamente cambiata perché il voto per corrispondenza è uno scandalo e consente tipologie di attività illecite come l’acquisione del voto addirittura pagandolo: dobbiamo immediatamente procedere a una rivisitazione“

    Come se il problema fosse la legge elettorale della circoscrizione estera. Il problema è la criminalità organizzata e il fatto che possa manipolare voti e candidati alle elezioni senza che i legislatori abbiano affrontato il problema(ma a questo punto forse si capisce il perchè). Inoltre non si capisce cosa centrino le intercettazioni con la privacy di personaggi che commettono reati addirittura contro il sistema democratico, certi personaggi non hanno diritto alla privacy se è a repentaglio il funzionamento stesso della democrazia e il benessere di tutti i cittadini. Mi chiedo oggi dove saremmo se la magistratura per preservare la privacy di politici e imprenditore di tangentopoli non avesse potuto indagare sulla corruzione. Semmai le intercettazioni hanno fatto esplodere il bubbone prima che l’infezione si diffondesse.

  2. A me davvero questa classe politica (e forse, il “popolo” che la rappresenta) mi fa sorridere.

    E’ una continua “scoperta dell’acqua calda”, con conseguente presa d’attoe provvedimenti d’emergenza, che spesso vengono dimenticati nello spazio dell’emergere di una nuova emergenza.

    Magari bastava non fare questa cosa del voto degli italiani all’estero. O magari bastava scegliere i candidati con un po’ più di accortezza. O magari non difenderli quando, a suo tempo, ancora il bubbone corruzione non era diventato un emergenza “elettorale”

    Mah.

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