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Internidi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 22 settembre 2008 alle 10:45 dallo stesso autore - torna alla home

AH, LA PASSERA… – Il clou è l’intervista con Corrado Passera che, raggiante, annuncia la “soluzione per il paese“. E nessuno gli chiede quale. “Il nostro piano è nell’ interesse sia dei consumatori sia dei cittadini. 2875939867 d701910b5c Alitalia e il fallimento (dellinformazione nostrana) È nell’ interesse dei consumatori perché migliora il servizio e aumenta l’ efficienza. Tiene conto anche degli interessi della comunità nazionale“. Difficile comprendere, di fronte a un McKinsey first class, in base a quali astrusi processi finanziari un monopolio di fatto su alcune rotte dovrebbe migliorare il servizio generale o l’efficienza, quando di solito è vero il contrario. Poi cominciano ad apparire le prime crepe. Su Repubblica con gli economisti della Voce e sul Sole grazie a Gianni Dragoni escono articoli che dicono chiaro e tondo che il piano Cai è peggiore di quello di Air France. Su quest’ultimo, nonostante la Marcegaglia sia nella cordata capeggiata da Intesa. Ma sul Corriere il silenzio è quasi tombale, se si eccettua Piero Ostellino. L’articolo glielo intitolano “Bene la manovra Alitalia ma ora che fare?“: si vede che non hanno letto questa frase: “Il governo vende alla Cai per quattro noccioline – l’ offerta di 400 milioni di euro fatta da Colaninno – la «polpa» di Alitalia (marchio, parco aerei, diritti di volo, di scalo, rotte, personale specializzato, accordi di reciprocità con le altre compagnie). Un’ operazione analoga a quella di Romano Prodi, quando, da presidente dell’ Iri, regalò, di fatto, Alfa Romeo alla Fiat. Poiché goodwill e asset di Alitalia – che ne è solo la beneficiaria, in quanto compagnia di bandiera – sono di proprietà dello Stato, e valgono non meno di una decina di miliardi di euro, si tratterebbe di una rapina a danno degli italiani“. Ripeto: rapina. Ma al Corriere che gli frega?

LEGGERE TRA LE RIGHE – Persino Gianni Locatelli sul Sole, chiamato al capezzale della Cai dopo l’omicidio di Dragoni, si guarda bene dal difendere l’indifendibile: “Questa non è la migliore offerta, ma è l’unica rimasta sul piatto: bisogna accettarla“, dice più o meno. Ma tutto questo non sembra essere rilevante, così come la faccenda del commissario straordinario Fantozzi e dei suoi poteri che, per quanto penetranti, non dovrebbero andare contro la legge, e deve vendere gli asset a condizioni di mercato, informando dell’opportunità il pubblico. 2876850874 376390a439 Alitalia e il fallimento (dellinformazione nostrana) Così sostiene un gruppo di professori tra cui Tito Boeri e Carlo Scarpa in uno scritto che il Corriere decide di ospitare come Lettera al Direttore. Ma la risposta di Fantozzi – che è, più o meno, “lo sapevo, so tutto io e comunque faccio come voglio, dio me l’ha data e guai a chi me la tocca” - finisce in prima pagina. E dopo averlo detto, il Commissario è costretto a farlo, e ieri annuncia l’atto per chiedere manifestazioni d’interesse. È importante perché su L’Espresso la scorsa settimana si faceva notare che gli asset potrebbero valere non i 400 milioni che sarebbe disposta a offrire Cai, ma molto di più. E quindi Colaninno e soci comprerebbero “a sconto“, accollando ulteriori denari in capo allo Stato. Cioé a noi tutti. Nessuno dice – se non Giovanni Pons su Repubblica – che i 150 milioni da investire nella nuova impresa Roberto Colaninno, presidente in pectore della Cai, li avrebbe trovati vendendo i cantieri messinesi della Rodriguez alla Fintecna. E di chi è la Fintecna? Dello Stato, ovviamente. Tutti sono pronti a ricordare quello che Berlusconi ha fatto sapere ai giornali, ovvero che se Air France avesse firmato il contratto, lui non si sarebbe opposto. E qui si dimentica che Silvio, però, ha pubblicamente affermato più volte il contrario: gli ascari che riportano questa circostanza come dirimente non svolgono un gran servizio nei confronti del loro padrone, visto che implicitamente ammettono che ciò che egli dichiara in pubblico non è da considerarsi credibile. Di questo avete sentito parlare nelle trasmissioni televisive?

LAVORATORI? PRRRRRRR – No. Sui giornali e nelle trasmissioni televisive si è parlato soprattutto dei problemi della vertenza con i sindacati. Era lo scoglio più difficile, e per ragioni comprensibili: le rappresentanze dei lavoratori hanno avuto un ruolo decisivo nel mettere in ginocchio negli anni la compagnia di bandiera. Da Aquila Selvaggia allo sciopero dei certificati medici: prestazioni vergognose e rimaste per lo più impunite, anzi addirittura premiate. Le cronache raccontano persino di un allora ministro del Lavoro – un certo Roberto Maroni, di una certa Lega – che ingaggiò una battaglia personale con Cimoli per far ammettere al tavolo delle trattative il Sult, uno dei sindacati autonomi oggi indicati come tra i responsabili del “fallimento” della trattativa. Ma sul banco degli imputati con tante chiamate in correità c’è l’Anpac, il potente e privilegiato sindacato dei piloti storicamente vicino ad Alleanza Nazionale (e l’ultimo pilota assunto da Alitalia dal 2001 è il figlio del ministro Altero Matteoli, sempre di AN). 2876907770 2b328a4f02 Alitalia e il fallimento (dellinformazione nostrana) Anche qui, è interessante come è andata la trattativa: governo e Cai hanno puntato all’accordo con le sigle sindacali della Triplice (Cgil, Cisl e Uil) e della Polverini, che rappresentano soprattutto lavoratori non ad alta professionalità (pochi piloti e assistenti di volo, per intenderci), rinviando quello con gli altri fino a che questi non hanno ricevuto una proposta non soddisfacente, facendo saltare il tavolo. È come se un imprenditore che vuole comprare un’azienda con cinque operai specializzati e dieci generici, si preoccupasse prima di questi ultimi, e poi di quelli più bravi. Un modo quantomeno originale di definire le priorità. In contemporanea, però, parte anche l’offensiva del Corriere contro i piloti: un articolo in prima pagina firmato Sergio Rizzo (quello, con Stella, della Casta). E “Tutti i segreti della Casta Volante“, si intitola significativamente. Passano 24 ore “e una ‘velina‘ con un dossier sui privilegi di piloti, assistenti di volo e loro rappresentanti sindacali è stata distribuita in serata dagli uomini Cai alle agenzie di stampa ed è arrivata con pochissime eccezioni direttamente sulle pagine dei giornali, senza che ne fosse indicata la provenienza“.

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