Cultura

Tragicomici tentativi di spacciarci un Pio XII “amico degli ebrei”

PER IL LETTORE PROPRIO INCONTENTABILE - Sì, ma a certificare un’ansia di Pio XI verso la sorte degli ebrei sotto il nazismo non c’era la Mit brennender Sorge? Non quanto si vuol far credere. Nell’enciclica, Pio XI condanna chi vuol proibire lo studio scolastico dell’Antico Testamento, ma non fa un cenno riguardo chi lo voglia proibire e a chi; viene condannata l’idolatria della razza, ma senza fare alcun riferimento al regime nazista, e affermando che comunque il “problema della razza” resta fondamentale per “l’ordine naturale”; si lamentano le violazioni del Concordato del 1933, ma si fa presente che lo si è voluto per evitare guai ai soli cattolici tedeschi; infine, citando una nota parabola evangelica, del nazismo si condanna la “zizzania” ma dichiarando che non sarebbe giusto estirpare con essa il “grano” che vi sarebbe nel Terzo Reich. Pare sia stata scritta da Eugenio Pacelli, la Mit brennender Sorge. Quando si contestano le ambiguità e le tiepidezze del testo a chi invece lo legge come un coraggioso atto di accusa della Chiesa al nazismo e all’antisemitismo, c’è sempre un cattolico che si leva e ricorda che nel cassetto Pio XI aveva un’altra enciclica, la Humani generis unitas, quella sì antinazista e in chiaro favore degli ebrei, fu solo la morte del pontefice a impedirne la pubblicazione. Sì, può darsi, fatto sta che in questa enciclica c’era scritto: “La vera natura della separazione sociale degli ebrei dal resto dell’umanità ha un carattere religioso e non razziale. La questione ebraica non è una questione di razza, né di nazione ma di religione e, dopo la venuta di Cristo, una questione di cristianesimo. Il popolo ebreo ha messo a morte il suo Salvatore. Constatiamo in questo popolo un’inimicizia costante rispetto al cristianesimo. Ne risulta una tensione perpetua tra ebrei e cristiani mai sopita. Il desiderio di vedere la conversione di tale popolo non acceca la Chiesa sui pericoli ai quali il contatto con gli ebrei può esporre le anime. Fino a che persiste l’incredulità del popolo ebraico, la Chiesa deve prevenire i pericoli che questa incredulità potrebbe creare per la fede e i costumi dei fedeli”.

CIÒ DETTO, CHE SCRIVE PADRE GIOVANNI SALE? - Lo storico della Compagnia di Gesù sostiene che, alla promulgazione delle leggi razziali fasciste, la Santa Sede – attraverso l’opera del cardinale Eugenio Pacelli (di lì a poco Pio XII) – ebbe una preoccupazione: mantenere “un atteggiamento piuttosto prudente, pensando che in tal modo si potesse ottenere qualcosa di concreto a vantaggio degli ebrei, in particolare di quelli convertiti al cattolicesimo”. Una sua nota suggeriva a padre Tacchi Venturi, fiduciario di Pio XI presso il Duce, “di attirare l’attenzione dell’autorità governativa soprattutto sugli ebrei battezzati e convertiti al cattolicesimo”, insomma di “utilizzare come criterio discriminatorio non il dato biologico razziale, ma quello religioso”. Ecco, in questo stava il tanto magnificato antirazzismo del futuro Pio XII. Padre Giovanni Sale è costretto ad ammettere: “Appare oggi imbarazzante per lo storico cattolico, soprattutto dopo le aperture del Concilio Vaticano II in tale materia, giustificare con categorie morali o religiose tale impostazione di pensiero e tal modo di procedere”. È tutto? Magari. L’articolo traccia una interessante sequenza di eventi. Il 15 novembre del 1938, L’Osservatore Romano pubblica un articolo che illustra la posizione della Chiesa sui provvedimenti adottati dal regime fascista e che avrebbe dovuto – dicasi: avrebbe dovuto – riportare la versione integrale di una nota del pontefice indirizzata all’ambasciatore del governo italiano presso la Santa Sede e a Vittorio Emanuele III. È una nota dura, alla quale il cavalier Benito Mussolini non ha neanche risposto; il Re, invece, ha dato attenzione alla supplica e ha lasciatointendere che una speranza ci sia, almeno per quanto riguarda il suo intendimento. In fondo è pur sempre quello che deve controfirmare i decreti del governo: pubblicare la sua risposta fa forte la Santa Sede dell’appoggio della Corona almeno per quanto potrà riguardare ebrei di razza, ma convertiti. L’Osservatore Romano, però, riporta solo una sintesi e assai soffice, soprattutto priva di ogni intellegibile segno della premura che Pio XI ha inteso mettere nella sua richiesta con l’iniziativa diplomatica presso la Casa Reale. Chi ha passato a L’Osservatore Romano la nota così “addolcita”? Monsignor Domenico Tardini, ma qualche ritocco è stato dato anche dal cardinal Eugenio Pacelli. Pio XI si irrita e si addolora, esige che sia pubblicato un altro articolo su L’Osservatore Romano, stavolta riportando integralmente la risposta avuta da Vittorio Emanuele III. Non arriverà mai ad essere pubblicata, come Humani generis unitas. “L’Eminentissimo riuscì a impedirlo”, rivela monsignor Tardini in una nota personale che oggi, con l’articolo di padre Giovanni Sale, è resa pubblica da La Civiltà Cattolica. L’Eminentissimo, se non si fosse capito, era il cardinal Pacelli, il futuro Pio XII. Non sarà l’ultima volta. Racconta la suora che gli fece da perpetua per anni che, da pontefice, aveva pronta una nota di protesta contro le atrocità naziste in Olanda e che era intenzionato a farla pubblicare, poi… “Voglio bruciare questi fogli. È la mia protesta contro la spaventosa persecuzione antiebraica. Stasera sarebbe dovuta comparire su L’Osservatore Romano. […] È meglio non parlare in forma ufficiale e fare in silenzio, come ho fatto finora, tutto ciò che è umanamente possibile per questa gente” (Pascalina Lehnert, Pio XII, il privilegio di servirlo, Rusconi 1984). Ragioni nobili, forse, ma in esclusivo favore dei cattolici. “È ovvio che la grande preoccupazione dell’Eccellentissimo Nunzio era quella di evitare un dissidio tra la Santa Sede e il Governo italiano. E siccome qualunque dichiarazione o protesta della Santa Sede per quanto attenuata avrebbe potuto essere sfruttata dai nemici del fascismo all’interno e specialmente all’esterno per provocare un contrasto, il Nunzio cercava di studiare il modo, con qualche opportuna modifica della legge, di evitare qualsiasi protesta della Santa Sede”: questa è la giustificazione di monsignor Tardini, per Benedetto XVI l’Eccellentissimo Nunzio si spese in una “infaticabile azione umanitaria”.

5 commenti a Tragicomici tentativi di spacciarci un Pio XII “amico degli ebrei”

  1. GENNARINO

    a Napoli S. Gennaro ha fatto ‘o miracolo

    ‘o sangue si era sciugliuto primma ancora di estrarre o bicchierone

    bbuoooon, bbuoooono, chest’ anno vincimmo ‘o scutetto ‘nata vota

    Malvi’ t’ aggio leggiuto tutto quanto,,,,,,mo’ me gira ‘a capa…..ma quanto si cumplicato

    ma a me che so’ popolo che me ne fotte d’ ‘o concilio Vaticano, d’ ‘o decreto, della nota, dell’ associazione,,,,,della continuità ….

    ‘e tutte ‘sti complicazioni teologiche filosofiche che solo Kazztrain ce po’ capi’ quaccosa

    perchè nun me fai capi’ in due righe se Pio 12 era o non era ‘nu papa bbuono o era solo un uomo timoroso di muoversi e di fare fissarie ancora più grandi circondato come era da assassini, vigliacchi ed ipocriti

    ….voglio vede’ a tte quando sarai cardinale…come ti comporterai …vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro

    il potere non è facile da gestire e quando più si è in alto, maggiore è la prudenza necessaria

    specie se il nemico ci ascolta

  2. “Constatiamo in questo popolo un’inimicizia costante rispetto al cristianesimo. Ne risulta una tensione perpetua tra ebrei e cristiani mai sopita.” “…sui pericoli ai quali il contatto con gli ebrei può esporre le anime!”

    Che un Papa sia arrivato a scrivere e quindi a fare certi ragionamenti…è sconcertante!

    Sconcertante perchè le radici del Cristianesimo vanno ricercate nell’ebraismo…l’EBREO E’ IL PADRE DEL CRISTIANO!
    …e dal popolo ebreo proviene il “Cristo secondo la carne”!
    …quindi non solo non doveva essere una questione di “razza”…ma nemmeno di “religione”!

    Bel post!

  3. Mah, che un concilio vaticano possa essee una “rottura” con il passato è un’idea decisamente curiosa. E’ un po’ difficile che un’istituzione che ritiene di essere depositaria della Verità possa dire “ok ragazzi, fino ad adesso abbiamo detto cazzate, si cambia tutto”.
    Tra le altre, il Vaticano II fu essenzialmente un concilio pastorale (leggi: come gestisco la faccenda), mica teologico come Trento o, in misura assai ridotta il Vaticano I.
    E’ vero però che le tensioni “lefreviane” sono piuttosto forti. Tieni conto che per la Chiesa uno scisma è una cosa gravissima, A noi magari non ce ne frega niente, ma per i preti è una cosa terribile. E Benedetto ha assai presente (forse anche troppo, è vecchio, ormai) il problema, problema che credo si renda conto da lui stesso alimentatto con il suo gusto del “gridare” il fatto di essere cristiani. Se da un lato Benedetto vuole più “testimonianza”, dall’altro lato deve evitare che la testimonianza sia “torniamo ai bei tempi di papa Cafarra”, rischio questo che, se ti leggi qualche blog oltranzista è tutt’altro che inesistente.
    Sbolognare Pio XII come puro difensore dei giudei è operaione storicamente dubbia ma funzionale a dire ai settori più passatisti “smettetela di rompere i coglioni, anche i papi a cui fate riferimento voi erano d’accordo che i giudei non debbano essere sterminati”.
    E di fronte alla pretesa, ad esempio di reintrodurre il rito tridentino, idem: “Non rompete le palle, il nuovo rito voluto dal CV II lo voleva “in pectore” anche Pio XII. Vero, falso, impossibile dirlo, anche perché Pio XII non può confermare, visto che è passato a miglior vita. Ma utile per contenere i tridentinisti.
    Insomma, la cosa mi pare che vada collocata in una prospettiva tutta ecclesiastica e, a dirla tutta, non miu sembra una operasione tanto “reazionaria”.

  4. Pingback: Padre Gumbel, due letture del pasticciaccio : Giornalettismo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>