I dipietristi, non più duri e intransigenti, anticipano la campagna elettorale e non vanno in aula. Le loro assenze spianano la strada al centrodestra sul decreto milleproroghe. I democratici non gradiscono affatto l’assist servito al Pdl già reduce da diversi scivoloni.
“Nel voto finale siamo andati sotto di parecchio, ma su alcuni emendamenti eravamo sotto di 15. Onestamente, non saprei dire quali. Ma è un dato di fatto che i 15 dipietristi (su 24) sono
mancati per tutta la mattina. Per non parlare della discussione sul testamento biologico: in Commissione non vengono mai!”. Bastano le parole di fuoco del deputato del Pd Andrea Sarubbi per descrivere il malessere che da un po’ di tempo i democratici cominciano a nutrire nei confronti dei colleghi dell’Italia dei Valori.
SPIANATA LA STRADA - L’apoteosi è stata raggiunta negli ultimi due giorni. I dipietristi con le loro assenze ingiustificate avrebbero, infatti, consentito alla maggioranza di avere facilmente la meglio nella votazione ad emendamenti e articoli del decreto milleproroghe da lunedì in discussione (e poi approvato ieri) alla Camera. Così come capitato sul collegato lavoro alla finanziaria, sul ddl sull’agroalimentare, sul decreto Protezione Civile il centrodestra si sarebbe potuto trovare in difficoltà al cospetto del “serrate i ranghi” dell’opposizione, si sarebbero potute accentuare le divergenze, mandar sotto Pdl e Lega, costringere a contarsi i rappresentanti di un esecutivo non troppo partecipe alla vita parlamentare. Non è successo nulla di tutto ciò. Il paradosso è che ad una quasi massiccia presenza di onorevoli dell’Udc e del Pd non ha corrisposto un altrettanto compatta partecipazione proprio di coloro che si presentano all’elettorato come l’opposizione dura e pura al governo berlusconiano. Se ne sono accorti tutti in aula. E dalle parti di Bersani e di Casini ne terranno certamente conto.
COMPORTAMENTO SORPRENDENTE - “Sono già in campagna elettorale”, era la voce più accreditata che circolava ieri tra gli scranni di Montecitorio. Sarubbi lo ha scritto apertamente sul suo blog: “Riparto da dove avevo chiuso ieri: Italia dei valori non pervenuta. Durante la campagna elettorale i dipietristi scompaiono dal Parlamento per fare comizi: era già accaduto un anno fa, quando avremmo potuto fermare il decreto sicurezza, e si è ripetuto anche oggi con il decreto milleproroghe. So che sparare sugli alleati non è mai simpatico, ma quando in mattinata vai sotto di 15 e vedi 15 banchi vuoti (su 24) nel settore dell’Idv non puoi far finta di nulla”. Silvia Velo (Pd) è sulla stessa lunghessa d’onda del compagno di banco e parla di “comportamento sorprendente”. Anche lei non è tenera con gli alleati: “Le ultime settimane di lavoro parlamentare, in particolare quella relativa al decreto sulla Protezione Civile, hanno dimostrato che l’opposizione che è sempre in parlamento e fa proposte serie e importanti può mettere in difficoltà la maggioranza più di quanto non lo si faccia urlando sui giornali e in tv. Le assenze mi meravigliano”. Nessun dubbio sulle difficoltà che sarebbero potute sorgere per la maggioranza: “Se ci fossimo stati tutti sicuramente sarebbero andati sotto su qualche emendamento”. Decreto che vai, – è proprio il caso di dire – opposizione che trovi.




Se il PD avesse fatto l’opposizione che dovrebbe insieme all’IDV da due anni
a questa parte probabilmente non saremo nello stato confusionale in in cui ci
troviamo e in mano ad un pazzo che si crede Napoleone e che ogni giorno
continua a crogiolarsi di vanita’ e boria dopando anche i sondaggi!
PD. IDV, ma anche l’UDC “senza se e senza ma” dovrebbero svolgere a pieno la propria funzione di opposizione, soprattutto in parlamento.
Fa bene De Sena a denunciare questi comportamenti. Chi vuole l’IdV all’opposizione pretende che i propri eletti siano presenti in aula ad ogni voto.
Fanno invece ridere i parlamentari del PD. Quelli che di giorno vanno a Repubblica TV ad indignarsi, mentre di notte s’accordano col PdL nelle segrete stanze per salvaguardare i privilegi del Cavaliere, a patto che siano riconosciuti pure i propri.
De Sena, Violante è ancora senatore del PD? Facci vedere il video della seduta parlamentare dove afferma che il PD s’era formalmente impegnato a non toccare le sue emittenti. Perché la classe dirigente del PD è sempre quella…non è cambiata di una virgola.
A Repubblica TV vanno a stracciarsi le vesti, poi v’inculano, piangendo…
Una cosa è certa…il PD c’ha i coglioni, li tira sempre fuori e son sempre gli stessi…