Cultura

La divulgazione scientifica secondo il Corriere

25 febbraio 2010

Se c’è un argomento sul quale i nostri quotidiani sono preparati, non è certo la scienza

La divulgazione scientifica è un’attività meritoria ma difficile, che richiede due capacità principali: quella di esporre i fatti con chiarezza e quella di esporre i fatti giusti. Non è esattamente una sorpresa scoprire che i nostri giornali non brillano per nessuna delle due. Senza voler fare troppo i puntigliosi sull’articolo (peraltro ben scritto) che presentava due diversi approcci alla fusione nucleare sotto il titolo “Fusione nucleare: vinceranno le «palline» o le «ciambelle»?”, il premio “Divulgo quello che mi pare” di febbraio va a Emanuela Di Pasqua, con “Fossili di gasteropodi giganti mettono in discussione la storia evolutiva” (peraltro nome della mia prossima band). Tema dell’articolo è il ritrovamento, da parte di un gruppo di ricercatori francesi, di fossili di gasteropodi più grandi di quanto previsto da una delle attuali teorie sui meccanismi evoluzionistici che seguono un’estinzione di massa, il cosiddetto “effetto Lilliput”. La scoperta mette ovviamente in discussione questa particolare teoria, ma per la giornalista del Corriere questo non è abbastanza: “questa specie gigantesca dello Utah rimette in discussione molte certezze ormai acquisite sull’origine della vita sulla Terra”. Ecco, no, proprio no.

SONDAGGI AMBIGUI - Ma le cose non vanno molto meglio passando alla statistica. Lo scorso ottobre il Corriere titolava “Gli studenti bocciano Kindle” a proposito di uno studio dell’università di Princeton. Secondo gli studenti studiare sugli e-book è troppo faticoso, non è facile sottolineare, non ci sono i numeri di pagina, insomma una roba impossibile. Peccato che il 23 febbraio, invece, sia uscito un altro pezzo dal titolo “Kindle a Princeton per consumare meno carta – Dopo una sperimentazione di 6 mesi, si è rivelato un successo l’adozione di Kindle DX tra gli studenti”. Stavolta, “Nonostante i partecipanti siano concordi nel dire che comunque il lettore ha bisogno di miglioramenti (soprattutto in termini di usabilità) per poter essere pienamente integrato nel sistema delle lezioni, tutti hanno espresso interesse rispetto ai futuri sviluppi della tecnologia”. Sarà stata una distrazione. Qualcuno un po’ più maligno ha altre teorie: “1 ottobre 2009 – Ci si può abbonare al corriere con il Kindle? No. 23 febbraio – Ci si può abbonare al corriere con il Kindle? Sì”.

LE COSE CHE CONTANO - Per il resto, un sacco di notizie fondamentali: “Tv vietata alla sera per le figlie di Obama”, per esempio, sottotitolo “Malia e Sasha non possono guardare la televisione durante la settimana scolastica. Controlla la nonna”. Sìsì, la nonna. Oppure “La foto: tira l’auto con le orecchie”. Sìsì, con le orecchie. O ancora la meravigliosa agenzia titolata “P. Chigi, Berlusconi non ha comperato letto di Napoleone” (che delusione). E per l’angolo del titolista, “Denunciato prefetto, sesso contro aiuto”. E’ un ottimo titolo per il primo album dei Fossili di Gasteropodi Giganti.

3 commenti a La divulgazione scientifica secondo il Corriere

  1. Icy stark

    Vabbhé, non è che in generale l’informazione italiana brilli per competenza scientifica. Sono fortunati che gli articoli di scienza non se li fila nessuno, la scienza non è mica cultura in Italia.

  2. marblestone

    I tuoi articoli mi fanno ridere dalla prima all’ultima riga: è che i giornali in Italia hanno un umorismo involontario eccezionale.
    L’annunciare che è messa in discussione una teoria quando si discute solo di una piccola parte di essa è invece un fenomeno veramente molto diffuso

  3. Berlusconi non ha comperato letto di Napoleone” (che delusione).

    Ci sono tante analogie tra il Cavalier e Bonaparte…risultano essere entrambi molto attivi nell’ ars amandi! :)

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