Tutto regolare secondo fonti ufficiali dell’ Esercito, ma poi spuntano nelle metropolitane, cartelloni con riferimenti a giochi di guerra.
La polemica era già partita quando su Su Xbox 360 e PS 3, alla fine del Rally Racing virtuale, gli utenti hanno trovato immagini che li hanno turbati. Uno di loro, inviando a Rue89 uno
screenshot di una sessione di gioco di rally affermava : “Sono rimasto molto scosso e sorpreso da questo modo di reclutamento relativamente traditore. (…) Data la velocità con cui le immagini scorrono durante una gara, tutto lascia pensare che questo tipo di sollecitazione si rivolge principalmente al giocatore inconscio. Lo trovo scandaloso“. E il colonnello Conégéro, dell’ Ufficio di comunicazione delle risorse umane dell’esercito, aveva spiegato: “E’ solo un richiamo spot una forma di pubblicità ‘overlay‘ nei videogiochi. Lo scorrimento delle immagini dipende dalla velocità con cui si gioca, ma non vi era alcun intento traditore dell’esercito“.”A differenza della strategia anglo-sassone di reclutamento per l’esercito, la Francia non vuole trasmettere l’idea di un nemico da combattere combinando i concetti di gioco e di guerra. Vogliamo attirare i giovani, che troviamo sui giochi con una strategia a 360°, ma senza utilizzare giochi di guerra o giochi violenti come GTA (Grand Theft Auto)”.
DIVENTATELO ANCHE VOI - Purtroppo però la distinzione tra i giochi “violenti” e / o di “guerra” e gli altri non è stata propriamente rispettata e due manifesti quattro x tre hanno fatto la loro bella comparsa sui muri delle metropolitane. Il principio dei cartelloni che “si rispondono” è stato spesso utilizzato in pubblicità,ma in questo caso, l’effetto è strano. Divertente o inquietante, ma di sicuro non lascia indifferente nessuno. A sinistra, una grande campagna di reclutamento dell’Esercito in forma di slogan, sulla base del sito web DevenezVousMeme.com , a destra, una pubblicità del videogioco Battlefield Bad Company 2, con tanto di banner arancione, “Devenez plus que vous-meme.com”. In pratica si tratta di gioco di tiro (FPS) multiplayer, che si svolge nell’ambito di una guerra moderna. A sinistra, solo un volto modellato utilizzando la tecnica grafica del camuffamento. A destra, una foto più aggressiva. Soldati armati in movimento, un carro armato, elicotteri da combattimento e fiamme di grandi dimensioni.I giocatori nelle loro reazioni (in particolare in seguito a delle foto pubblicate ieri su Twitter ) sembrano considerare questo punto di vista come un qualcosa di piuttosto audace.
SARA’ UN SUCCESSO - Ma l’opportunismo dell’ editore dell’ Electronic Arts in realtà, non è piaciuto al generale dell’ esercito Philippe Pontiès, che gestisce la campagna.”Siamo chiaramente in una situazione di abuso di slogan. Finora, la nostra campagna sta funzionando molto bene, abbiamo rendimenti molto buoni. Hanno voluto approfittare di questo successo“. Un successo molto particolare, bisogna dire che viene fatto passare attraverso i video-giochi, acquistando spazi pubblicitari all’interno di alcuni di essi. Giochi di corse o sport. “Per noi è stato un acquisto di uno spazio come un altro che corrispondesse al target che vogliamo raggiungere, dice Philippe Pontiès. Non c’era nulla di subliminale o deviato, come alcuni hanno pensato. Ma abbiamo chiaramente affermato che non abbiamo pubblicità nei giochi di guerra. Non deve essere fonte di confusione e siamo molto chiari su questo: la guerra non è un gioco“. Tra i giochi in questione anche: NHL 10, NBA Live 10 e Need For Speed Pro Street, tutti della Electronic Arts.
LA GRANDE MUTA - Questo però non ha impedito all’ editore di trovare una forma più
audace che genera molta confusione. Il Generale Pontiès se ne rammarica: “In un gioco, anche se ci sono alcune regole, di solito si possono violare senza gravi conseguenze. Il nostro progetto è quello di spiegare che bisogna proprio uscira da questa logica per entrare nel mondo reale. Sotto le armi, ci sono i codici, norme e leggi. E se andiamo oltre, mettiamo in pericolo la vita dei civili, la vita dei soldati e possiamo compromettere la missione”. Attraverso l’agenzia TBWA, l’esercito ha scelto la strada del dialogo con l’editore di videogiochi. Che probabilmente sarà convinto a non continuare. Già da lunedi prossimo, il banner verrà rimosso dalla pubblicità di Battlefield ed entro la fine della settimana, un avviso dovrebbe essere presente sul portale della casa editrice. “Spero che sarà ben posizionato – aggiunge Philippe Pontiès – non voglio che ci sia il minimo accenno di confusione”. Dall’altra parte, Electronic Arts rifiuta ogni commento. Una sorta di “grande muette” ( la grande muta è il soprannome dell’esercito francese ) che non sorprende affatto.






















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